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Nel Settembre 1814 ha inizio il congresso di Vienna a cui partecipano i rappresentanti e i sovrani di tutti gli stati europei coinvolti nella guerra contro la Francia. Esso durò 9 mesi nei quali si cercò di stabilire un'ordine politico europeo, ridisegnando i confini degli stati, in modo che: 1) si potesse evitare un futuro tentativo di attacco da parte francese 2) nessuno stato risultasse più potente di un altro e potesse quindi prevalere su tutti. Queste due esigenze contrastavano. Le questioni più importanti furono discusse da (Metternich, primo ministro austriaco; il ministro inglese; primo ministro prussiano e lo zar di Russia).

Uno dei più grossi problemi riguardò la Russia e la Prussia (la prima voleva il Regno di Polonia in cambio della cessione della Sassonia alla seconda). Inghilterra e Austria erano contrari poiché si sarebbe creato uno sbilanciamento, e si profilava un fallimento del congresso (situazione tesa). Grazie a Talleyrand, ministro Esteri francese, offrì l'alleanza della Francia a Ingh e Austria e così i due ministri, inglese e austriaco accettarono in parte le richieste russe e prussiane. La Sassonia fu divisa fra le due; il Regno di Polonia finì in gran parte allo zar di Russia e una minima parte alla Prussia. Francia ritornò tra le “Grandi”.

Dopo il ritorno di Napoleone, nel Giugno del 1815 si concluse il Congresso di Vienna costituito da tre elementi (equilibrio, contenimento della Francia e leggitimità, che prevedeva la restaurazione sul trono delle dinastie esistenti nel 1792). La cintura attorno alla Francia venne costituita da: Regno dei Paesi Bassi (olanda+belgio), Regno dei Savoia, Confederazione Svizzera e dalla Prussia (che acquistò la Renania).
Il Sacro Romano Impero venne sostituito dalla Confederazione Germanica, però molto limitata. L'Italia fu divisa in otto stati e l'Austria (che ottenne il regno lombardo-veneto) estese la sua influenza praticamente su tutta la penisola. Murat cerca di conservare il regno di Napoli ma in seguito all'attacco all'Austria, con il ritorno di Napoleone, fu giustiziato.

Successivamente i Grandi Stati europei si organizzano per mantenere l'ordine e si forma la Santa Allenza nel settembre del 1815 (Austria, Russia e Prussia), nata da una comune appartenenza cristiana che impegnava i tre sovrani ad intervenire nelle vicende dei singoli stati qualora vi fosse stato un tentativo di rottura dell'ordine. Nasce poi a Novembre una seconda alleanza che comprendeva anche l'Inghilterra (Quadruplice Alleanza) che impegnava i firmatari con precise clausole militari e li invitava a indire periodici congressi per il mantenimento della pace europea. L'indifferenza verso i problemi nazionali di alcuni stati comportò tuttavia dei veri e propri focolai di ribellioni.

In Italia, divisa in otto stati, la legislazione francese rimase in vigore a parte in Piemonte, dove Vittorio Emanuele I eliminò ogni traccia di libertà. Il Regno Lombardo-veneto si vide sfruttato economicamente (imposte) dall'Austria. La Chiesa ritornò alla vecchia geografia del 1790 tuttavia con Leone XII essa ricadde in una situazione di abusi e privilegi. Si creò il Regno delle “Due Sicilie” per mano dei Borboni.

Il Regno di Polonia ottiene dallo zar di essere un regno indipendente, ma tuttavia soggetto alla dinastia russa. La confederazione germanica invece a causa della propria struttura organicistica è caratterizzata da un livello molto basso di unità politica. Nella dieta della Confederazione (l'assemblea dei rappresentanti degli stati membri) vi erano anche gli Asburgo i quali influenzavano le decisioni della Dieta e possedevano inoltre l'impero austriaco. A causa di questo motivo, insorgono i primi movimenti di nazionalismo tedesco da parte della Società dei Giovani (giovani intellettuali tedeschi). Metternich prese così dei provvedimenti limitando di molto la libertà di stampa e delle università e rafforzando l'apparato poliziesco. Anche nei Balcani sono numerosi i focolai mirati a costituire stati autonomi e indipendenti. Anche in Belgio e Irlanda vi era malcontento. La prima non accettava il primato dell'Olanda nel Nuovo regno dei Paesi Bassi e la seconda era sfruttata dall'inghilterra.

Con la restaurazione si portò anche il liberalismo (centralità della libertà dell'individuo). Esso prevedeva assemblee elettive e una carta costituzionale e avanzava anche la libertà economica. Il liberalismo si divideva in Radicali e Democratici (consideravano la repubblica uan forma più libera di politica rispetto la monarchia costituazionale). Il prussiano Humboldt diffuse le idee liberali.

Anche Federico Guglielmo III, re di Prussia, abbandonò il riformismo del suo stato per appoggiare il controllo poliziesco di Metternich, tenendo a bada le forze nazionaliste. La Prussia inoltre, seguendo le idee dell'economista List, riuscì nell'unione doganale comprendendo molti degli stati tedeschi.

In Francia il senato napoleonico riportò la dinastia Borbonica con Luigi XVIII il quale concesse la formazione di una “Carta” che avrebbe dovuto sostituire la Costituzione. Essa istituì invece una camera elettiva fortemente censitaria senza l'ombra di una sovranità popolare. Successivamente, dopo aver perso le elezioni, con le seguenti riuscì a contare su un parlamento più collaborazionista. Questo periodo di distensione cessò con una morte politica. Questo portò a un clima politico sempre più reazionario.
Dopo il congresso di Vienna le associazioni politiche liberali si moltiplicarono e molte furono costrette a rendersi segrete e a struttura chiusa, in modo da fuggire ai controlli polizieschi. Esse, come la massoneria, erano perlopiù costituite da esponenti della media e grande borghesia.

Anche in Italia si formò un'opposizione liberale organizzata. La Lombardia si mostrò centro attivo di questo rinnovamento. Molta importanza ebbe la rivista milanese “Il Conciliatore” su cui scrisseto molti intellettuali liberali dell'epoca e fu per questo che esso venne soppresso dopo solamente 13 mesi. Si formano anche in tutta Italia gruppi liberali e società segrete quali l'Adelfia (in Piemonte e Lombardia), la Federazione Italiana e la Carboneria, presente nell'italia centrale e meridionale. Grande importanza costituì Filippo Buonarroti il quale si servì delle associazioni di orientamento liberale come la Massoneria e la Carboneria per preparare invece cospirazioni democratiche, mirate al comunismo. Questa “associazione” prese il nome di Sublimi maestri perfetti.

In Spagna Ferdinando VII respinse la Costituzione del 1812, riammise i Gesuiti e l'Inquisizione e combattè i liberali. Tuttavia lo stesso esercito che aveva sconfitto i liberali portò un nuovo ciclo rivoluzionario infatti, a causa della propaganda delle società segreta tra gli ufficiali, obbligarono il re a riportare la Costituzione del 1812 e affidare il governo ai liberali, rientrati dall'esilio.

In Italia la notizia che il re spagnolo avesse riportato la Costituzione portò i Carbonari napoletani a tentare un'insurrezione (1821). Ciò portò il re Ferdinando I a concedere anche a loro la costituzione accettando la formazione del primo governo costituzionale in Italia. Ciò portò i liberali piemontesi a passare anch'essi all'offensiva, contando sull'appoggio del principe Carlo Alberto di Savoia. Tuttavia quando questi rinunciò ad aiutarli era ormai troppo tardi. La sommossa del 10 Marzo 1821 porta il re Vittorio Emanuele I ad abdicare e viene offerta dai liberali la reggenza a Carlo Alberta che concede una Costituzione come quella spagnola.

Metternich tuttavia non accettò questi cambiamenti e convocò una conferenza internazionale secondo le disposizioni della Quadruplice Alleanza. In un secondo incontro anche il Re delle due Sicilie fu convocato e autorizzò gli stati assolutisti ad intervenire. Le armate austriache determinarono così l'abbattimento del governo costituzionale a Napoli e Ferdinando I si vendicò sui liberali. Anche il governo liberale piemontese fu rovesciato. Il governo costituzionale spagnolo fu invece eliminato dopo il congresso di Verona dove i Francesi si offrirono volontari per mandare un esercito in Spagna, in modo da rafforzare la loro posizione.

In Russia invece, con la morte di Alessando I, si aprì il problema della successione. Il fratello Nicola I tentennò per qualche giorno e ciò portò alcuni ufficali di Mosca, appartenenti ad una società segreta, ad un sollevamento per imporre l'altro fratello Costantino, più aperto al liberalismo. Nicola I tuttavia fece aprire il fuoco contro di loro e il moto fu immediatamente represso.

In Inghilterra il clima di repressione iniziale andò via via smorzandosi a causa di due principali motivi: la legge sul grano (autorizzava i proprietari terrieri a tenere alto il prezzo), che colpiva negativamente gli imprenditori che non potevano abbassare i prezzi, e la disoccupazione dei soldati, i quali cominciarono a compiere atti di luddismo (battaglia con la polizia). Una svolta si ebbe con il nuovo ministro degli Esteri e degli Interni. Il primo determinò l'uscita dell'Inghilterra dalla Quadruplice Alleanza e all'adesione costituzionalistica. Il secondo portò ad una miglioria delle condizioni lavorative e del diritto penale. Nel Regno Unito vi è però ancora il Test Act (esclude i cattolici dalla vita politica) il quale venne abolito solo nel 1829 con l'intervento dell'irlandese O' Connell che impaurì il governo tory. Nel 1830 il governo passa agli Wighs e cambiano il sistema elettorale, trasferendo molti seggi dai piccoli borghi alle città in rapida espansione e aumentando quelli di Londra. La riforma permise inoltre agli appartenenti ai ceti industriali di espandere la loro rappresentanza. Nello stesso anno muta anche la legge sui poveri: sarà il rapporto tra domanda e offerta a determinare il salario del lavoro. Seguì inoltre una legislazione sociale che regolava le condizioni lavorative (ore, età).

Il regime reazionario di Carlo X si mostra sempre più incompatibile con lo sviluppo culturale ed economico della Francia. Quando l'opposizione liberale guadagnò la maggioranza, Carlo X decretò quattro nuovi decreti che suonavano come un vero colpo di stato mirato a far taciere la libertà politica. Ebbe così inizio un'insurrezione popolare che determinò l'abbandono della Francia da parte di Carlo X. Questa rivoluzione, sotto consiglio di La Fayette, portò Filippo D'Orleans ad essere nominato re “dei francesi” il quale determinò la rottura della dinastia borbonica, nonostante anch'egli appartenesse alla stessa dinastia, anche se di un ramo collaterale. La “Carta” subisce alcune modifiche (cattolicesimo non più religione di stato e libertà di stampa). Nella nuova monarchia borghese il diritto di voto resta censitario (censo abbassato = maggior numero di elettori). La vivacità iniziale della nuova monarchia va via via a perdersi e nascono insurrezioni repubblicane e socialiste. Il Belgio si separa con uan rivoluzione dall'Olanda. Lo Zar reprime la rivoluzione nazionale polacca. Anche i moti italiano falliscono.

A Metà dell'Ottocento ricominciano le ondate rivoluzionarie causate principalmente da due motivi: 1) tecniche di agricoltura non si era sviluppate e quindi la produzione rimaneva scarsa, e quando ci fu una carestia, il costo dei prodotti salì alle stelle generando la miseria. 2) le fabbriche si ritrovarono i magazzini sempre più pieni di merce invenduta, generando disoccupazione. Alcuni finanzieri inoltre cercarono di speculare, comprando all'estero e rivendendo all'interno con prezzi rialzati ma fallirono.

In Francia L'equilibrio del governo di Luigi Filippo si era mantenuto unicamente grazie al benessere economico dello stato. Venendo meno tale condizione la borghesia cominciò a chiedere con maggior forza una più estesa rappresentanza alle camere. Ai problemi interni si sommarono quelli esteri infatti la Francia cercò di appoggiare l'Egitto, andando in contrasto con l'Inghilterra che appoggiava invece il sultano. Per non guerreggiare con gli inglesi la Francia si ritirò e ciò si riversò sul governo stesso orleanista. A seguito di alcune manifestazioni cominciarono le insurrezioni decretando la fine del governo d'Orleans. Il nuovo governo provvisorio portò al suffragio universale maschile, abolizione schiavitù e abolì la pena di morte decretando la repubblica.

Ciò portò a moti rivoluzionari in tutta europa: in Germania e in Austria (Metternich si dimette e da la Costituzione a cui segue una rivoluzione tedesca dove l'Assemblea nazionale tedesca si proclama poi Assemblea nazionale costituente, per decidere l'assetto del futuro stato). Tuttavia fin da subito si mostrarono in questi nuovi ordinamenti le prime oscillazioni e cedimenti.

Negli anni 30 in Italia comincia a diffondersi l'esigenza dell'unità nazionale (Balbo e Gioberti). Mazzini ha un ruolo molto importante in tutto ciò e si concentra sulla libertà di tutto il popolo. Tuttavia egli puntava su delle insurrezioni da parte della piccola borghesia. Il popolo di fabbrica non era nemmeno considerato. Egli fonda così al Giovine Italia nel 1831 che si diffuse nell'intera penisola (primo tentativo di partito in italia). Mazzini organizza fin da subito le prime insurrezioni ma queste sono fallimentari e in seguito all'esilio a Londra, venendo a contatto con il mondo della fabbrica, realizza l'”Unione degli operai italiani”. Seguirono tuttavia ancora insuccessi nonostante fosse maturato.

Anche a Milano, in seguito ai motti di Vienna, cominciano manifestazioni antiaustriache che culminano nelle “cinque giornate di milano” che mettono in fuga l'esercito austriaco. A milano si forma un governo provvisorio diretto dalle forze moderate di Casati. Carlo Alberto viene poi sollecitato ad intervenire per conferire stabilità a tale situazione.

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