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I Patti lateranensi


I patti lateranensi, stipulati nel 1929, sono considerati uno dei pilastri dello Stato Fascista. Gaetano Salvemini, infatti, li riconoscerà come il capolavoro diplomatico di Mussolini.
Con essi viene risolta la “Questione romana” dopo 60 anni. I rapporti con la Chiesa, dopo la breccia di Porta Pia, non furono buoni. Nel periodo di Crispi iniziò un dialogo con i cattolici che proseguì soprattutto con Giolitti, che nel 1913 stipulò il Patto Gentiloni (Gentiloni era capo dell’Unione elettorale cattolica) con cui riuscì a mantenere la maggioranza liberale alle elezioni (prime elezioni proporzionali); i cattolici così iniziarono ad inserirsi nell’attività politica, fino al 1919 quando nacque il Partito popolare italiano. I Patti, quindi, sanciscono definitivamente una sorta di pace tra la Chiesa e lo Stato italiano. E' diviso in tre sezioni, il Trattato, il Concordato e la Convenzione finanziaria.
Nel Trattato il Papa riconosce la sovranità temporale, e quindi politica, italiana su Roma, e con essa il Regno e la Monarchia, e viene ritirata la scomunica ai Savoia. Fino ad allora, infatti, la Chiesa considerava Roma come territorio occupato illegalmente dallo Stato italiano. Lo Stato italiano, contemporaneamente, riconosce la sovranità spirituale del Papa e lo Stato della Città del Vaticano, trasformato in una zona extraterritoriale del territorio italiano.
Nel Concordato i vescovi giurano fedeltà allo Stato italiano, viene riconosciuto il valore civile del matrimonio religioso, la religione cattolica viene riconosciuta come religione di Stato e il suo insegnamento nelle scuole è obbligatorio. Le scuole cattoliche sono parificate dal punto di vista giuridico a quelle pubbliche e statali, e ricevono sovvenzioni da parte dello Stato. Il clero, inoltre, è esentato dal servizio militare.
Nella Convenzione finanziaria vengono ceduti 2 miliardi di lire al Vaticano come indennizzo per la perdita del potere temporale della Chiesa.
Per il momento, inoltre, viene tollerata l’Azione Cattolica, l’unica organizzazione di fatto ancora esistente non inserita in quelle legate al Partito Fascista, che durerà fino al ’31. Il Papa, inoltre, riconosce de iure l’autorità del duce, considerato l’Uomo della Provvidenza.
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