Ordine nuovo in Asia e in Europa

Nel 1942 il vantaggio relativo di cui possono godere la Germania e il Giappone è nel controllare vasti territori in Europa e in Asia sud-orientale. Il modo con il quale tedeschi e giapponesi governano questi territori ha caratteristiche assai simili. Le élite di entrambi i paesi sono mosse da un'ideologia che postula la superiorità della razza tedesca o giapponese su tutti gli altri popoli europei e asiatici. Le modalità di governo dei territori occupati derivano, in forma più o meno integrale, da questo presupposto ideologico fondamentale. In Asia il Giappone attacca e occupa una vastissima area facendo un ampio impiego di retorica antioccidentale e anticoloniale. I dirigenti giapponesi parlano della formazione di una "Sfera di coprosperità della Grande Asia Orientale" per designare il territorio che dominano e, al tempo stesso e in forma sintetica, l'obiettivo che dicono di voler raggiungere. Tutti i popoli liberati dal colonialismo occidentale possono ora svilupparsi liberamente sotto la sapiente direzione del popolo guida, i giapponesi: infatti così sostiene la retorica nipponica. Ma la realtà dei fatti è assai molto diverso. I territori conquistati sono sottoposti a durissimi regimi di occupazione militare, la cui finalità principale è quella di depredare le zone occupate di tutte le materie prime e di tutte le risorse che siano necessarie allo sviluppo bellico giapponese. Le popolazioni dei territori occupati sono sfruttate maggiormente e più brutalmente (se possibile) che sotto la dominazione coloniale occidentale. La coprosperità finisce per significare l'esatto contrario di ciò che sembra voler dire ovvero non tanto la crescita della prosperità di tutti con la nascita della prosperità del Giappone ma asservimento totale dei popoli sottomessi, orientato al sostegno dei fini perseguiti dal solo Giappone.

Stesso discorso nei paesi occupati dai tedeschi. Le forme di occupazione nazifascista dei territori europei variano da zona a zona. In alcune aree vengono costituiti regimi collaborazionisti come quello di Pétain in Francia, di Pavelić in Croazia, di Tiso in Slovacchia, di Quisling in Norvegia. Da questi Stati satellite i tedeschi ottengono contribuzioni coatte, oppure risorse e materie prime vendute a condizioni particolarmente favorevoli che vengono inviati alle fabbriche tedesche specie quelle impegnate nella produzione di armi. In altre aree invece vengono organizzati sistemi di occupazione militare gestiti direttamente dalle autorità naziste, come avviene soprattutto nei territori dell'Est europeo. Nel corso della guerra da queste zone Boemia, Moravia, Slovacchia e poi Polonia, paesi baltici, territori ex sovietici vengono reclutati o puramente e semplicemente deportati all'incirca 13.500.000 individui (8 milioni di civili, 4 milioni di prigionieri di guerra, 1.500.000 di ebrei nei campi di lavoro e di concentramento), impiegati come forza lavoro servile a disposizione di aziende tedesche in sostituzione dei tedeschi richiamati nell'esercito. Nel 1944 i lavoratori coatti costituiscono il 26,5% della forza lavoro tedesca, con punte particolarmente alte nel settore agricolo (infatti si tratta di circa 46,4%). Le condizioni di lavoro di questo enorme numero di persone sono, nella grandissima parte dei casi, inumane. Ai lavoratori deportati o ai prigionieri sono riservati lavori più duri, mentre i loro paesi sono depredati delle risorse alimentari e delle materie prime a vantaggio della popolazione tedesca. Tutto questo brutale sistema di gestione dei territori occupati fa sì che in Germania cittadini tedeschi ariani risentano relativamente poco del terribile sforzo di guerra affrontato dalla Germania. Si tratta di un aspetto che rafforza il consenso intorno al regime e fa sì che in Germania non ci siano forze significative di resistenza o di opposizione antinazista fino alla fine della guerra (aspetto che comunque va spiegato anche con il continuo ed efficace controllo esercitato dalla polizia nazista sia all'interno della Germania sia nei territori occupati).

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