briglia di briglia
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Nel 1919 Benito Mussolini fondò i Fasci italiani di combattimento, caratterizzati da un profilo confuso e contradditorio i quali aderenti erano ex combattenti, interventisti ed ex sindacalisti rivoluzionari. Tra i suoi elementi più attivi ci furono i futuristi (intellettuali) e gli arditi, che in guerra affrontarono le missioni più rischiose. Il fascismo fu vincente per due motivi: il ruolo determinante assunto da Mussolini (espulso dal PSI per il suo interventismo) e la scelta di ricorrere alla violenza. Le prime elezioni politiche furono deludenti.

Il fascismo cambiò quindi i suoi programmi iniziali mantenendo la violenza, le squadre d’azione fasciste dilagarono nel paese. Ci fu un’alleanza con i proprietari terrieri della Pianura Padana. Queste organizzazioni in squadre, le camicie nere, erano provviste di armi e mezzi di trasporto. Spedizioni punitive. Dalle campagne emiliane, l’offensiva si estese progressivamente in tutta la penisola.

Ci fu un’insofferenza verso la democrazia. Il fascismo ottenne consensi da parte dei ceti più moderati, spaventati dalle rivolte nel biennio rosso. L’esercito rifornì gli squadristi di armi, la polizia non intervenne mai per reprimere le violenze. Si era ad un passo dalla guerra civile.

Il fascismo era ora una forza d’ordine e una forza rivoluzionaria. Continuando con la violenza illegale, Mussolini ottenne consensi per le elezioni successive. I fascisti vennero inseriti nelle liste liberali dei Blocchi, essi ottennero 35 seggi.

Nel 1921 venne fondato il Partito nazionale fascista (PNF) perché gli estremisti esigevano una direzione centralizzata. Su Mussolini convergevano i consensi. Ampie zone dell’Italia furono occupate, legittimazione delle ambizioni governative. Il fascismo si guadagnò il favore del Vaticano e quello del re.

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