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Nascita delle tute blu, dei colletti bianchi e dei partiti di massa


Il mutamento della società che si verifico alla fine del 1800 ha portato anche alla nascita di caseggiati nelle città, nei quali risiedevano persone di diversa estrazione sociale. In questo periodo cambiarono anche i punti di riferimento per dividere le classi anche perché nacquero nuove professioni come il fotografo oppure il meccanico.
Si creò una differenziazione fra gli operai, le tute blu, e gli impiegati, i colletti bianchi che potevano lavorare per lo stato oppure per privati. Gli impiegati venivano considerati il ceto medio. Non sempre però la loro collocazione sociale corrispondeva con il loro benessere economico, difatti, ad esempio, gli operai specializzati, collocati più in basso in merito ai ceti, spesso erano più agiati rispetto agli impiegati di livello basso. Questo creò disagio agli impiegati anche perché non avevano precisi riferimenti politici, a differenza degli operai che sono tutelati dai socialisti.

La destra e la sinistra storica da un punto di vista politico non si occuparono della società di massa, si affermarono così dei partiti di massa perché si capì che vi era l’esigenza di formare partiti con una struttura e un programma diverso, più consono ai tempi. Difatti ad esempio Giolitti nel 1912 introduce il suffragio universale maschile. A dimostrazione di ciò il partito liberale, di cui si può parlare dal 1896, a seguito della sinistra storica, perdette voti perché non soddisfaceva le esigenze della popolazione.
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