Concetti Chiave

  • Nel 1920, imprenditori e proprietari temono la situazione sociale e cercano una forza armata privata per gestire scioperi e manifestazioni.
  • Il Movimento dei Fasci di Combattimento, fondato da Benito Mussolini nel 1919, è il primo nucleo fascista in Italia.
  • I Fasci di Combattimento promuovono un programma di patriottismo bellicista e riforma sociale, ma inizialmente ottengono pochi voti.
  • Concentrandosi su antisocialismo e antibolscevismo, il partito riceve finanziamenti da imprenditori e forma le Squadre d’Azione Fasciste.
  • Le azioni delle Squadre Fasciste portano a violenze significative, ma trovano il supporto della classe medio-alta per il loro controllo dei socialisti.

La nascita dei Fasci di Combattimento

Alla fine del 1920 sono molti gli imprenditori industriali e i proprietari che sono spaventati e furiosi per la situazione; iniziano a pensare che sia necessario ricorrere ad una forza armata privata per allontanare o intimidire gli scioperanti e i manifestanti.

Nascono dunque dei gruppi politici che dispongono di piccole forze armate, come il Movimento dei Fasci di Combattimento, ai quali iniziano a rivolgersi gli imprenditori.

Il programma politico dei Fasci

I Fasci di Combattimento sono il primo nucleo fascista in Italia, fondato nel 1919 da Benito Mussolini, espulso dal PSI.

I Fasci sono una formazione politica che ha un programma basato sul patriottismo bellicista e sulla riforma sociale.

Alle prime elezioni del 1919 il Partito ottiene pochissimi voti.

Da questa sconfitta, il partito pone nuovi obiettivi nel suo programma: l’antisocialismo e l’antibolscevismo; questa mossa consente di ottenere grandi finanziamenti da parte di imprenditori della Valle Padana.

L'azione delle Squadre Fasciste

Grazie a questi capitali nascono le prime Squadre d’Azione Fasciste, usate per azioni intimidatorie verso gli scioperanti e manifestanti.

L’azione delle Squadre Fasciste crea un nuovo grande spargimento di sangue in Italia, una vera e propria guerra civile tra il 1919 e il 1922.

Nonostante ciò, la classe medio e alto borghese resta favorevole al fascismo, poiché capace di tenere a bada i socialisti e gli operai.

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