Mongo95 di Mongo95
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Le stragi sono proseguite anche oltre la fine del conflitto: le foibe istriane (zona carsica), per esempio. Moltissimi italiani accusati di essere fascisti vennero eliminati. Non mancarono le motivazioni etniche. Si trattava di un area dove convivevano tre gruppi etnici (italiano, sloveno e croato) con rivalità storiche di natura nazionalista e sociale (gli italiani erano la classe dirigente). Dopo l’8 settembre il movimento di liberazione iugoslavo aveva proclamato l’annessione di tutti i territori che erano italiani. Quindi le foibe furono la manifestazione di un violenza che si alimentava della rivalsa per i soprusi subiti da parte degli italiani, di risentimenti sociali e nazionalistici. Erano guidate quindi da un preciso disegno politico: eliminazione preventiva di tutti gli esponenti della società civile che avrebbero potuto opporsi all’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia comunista.
Tra il novembre 1945 e l’ottobre 1946 i “responsabili” dei paesi sconfitti, che si erano macchiati di crimini di guerra vengono processati a Norimberga. Fu un processo legittimo, o soltanto dettato da uno spirito di rivalsa dei vincitori? Per la prima volta però vengono processati i mandanti di atrocità commesse in guerra. Solo, ovviamente, tra gli sconfitti. Molti i condannati (ergastolo, pena di morte), anche in contumacia (Göring, Goebbels). Fu una condanna morale a tutto il regime nazista. Alla giurisdizione del tribunale vennero sottoposti tre tipi di crimine: “crimini contro la pace” (promozione di guerre di aggressione), “crimini di guerra” (crimini commessi in tempo di guerra violando le norme internazionali) e “crimini contro l’umanità” (come genocidio, stragi, deportazione, persecuzione, etc..). La strategia difensiva seguì tre linee principali: valore superiore della patria e della grandezza nazionale, negare anche di fronte all’evidenza i reati commessi e negare il fatto che si trattasse di reati, in quando erano assenti regole di diritto internazionale a regolarli. Inoltre si sosteneva che i singoli imputati non fossero responsabili, l’unica vera responsabile era la nazione tedesca.

Tra il 1946 e il 1948 lo stesso tipo di processo avviene a Tokyo. Incredibilemente, venne processato anche l’imperatore, fautore della guerra, ma non fu condannato.
Nel 1947 a Parigi si firmano i trattati di pace con i paesi collaborazionisti della Germania, in base al loro comportamento. All’Italia, nonostante il comportamento di Mussolini, venne concesso un atteggiamento comunque molto buono, soprattutto grazie all’azione partigiana. Trieste e i dintorni vennero divisi in zone: una occupata dalle truppe anglo-americane, l’altra restò alla Jugoslavia. Alcuni territori di confine vennero ceduti alla Francia (Passo del Piccolo San Bernardo, Colle di Tenda) e altri alla Jugoslavia (Istria).
Già alla conferenza di Yalta vennero gettate le basi per il futuro ONU. Le “Nazioni Unite” le diventeranno quelle che avevano combattuto contro la Germania. L’ONU viene fondato proprio nel 1945 a San Francisco, con obiettivo la pace e la sicurezza internazionale.
Già nel 1946 Churchill afferma che sull’Europa è scesa una “cortina di ferro”: forte tensione tra i due mondi che si sono formati: da una parte l’occidente, sotto l’ideologia degli Stati Uniti, tutti Paesi democratici aderenti alla Nato; dall’altra il blocco comunista, nell’orbita sovietica, tutti paesi aderenti al Patto di Varsavia. È la “Guerra fredda”.
Nel 1947 il presidente Truman promuove la “dottrina Truman”: è necessario defindere la libertà dei paesi europei, minacciata continuamente dalle mire espansionistiche dell’Urss. Quindi viene attuato il Piano Marshall, aiuti economici a tutta l’Europa occidentale. L’Urss risponde con il COMINFORM: riunire tutti i paesi comunisti per far rinascere la III Internazionale. Viene anche creato il COMENCON, che intendeva imitare il Piano Marshall, ma con scarso successo.
Non scoppia mai la guerra armata tra i due blocchi, grazie all’”equilibrio del terrore”. Nel 1949 anche l’Unione sovietica ha la sua bomba atomica. Nel 1952 gli USA sviluppano le bombe H e l’anno dopo anche l’URSS.
Nel 1961 il governo comunista della Germania dell’Est (DDR), per rafforzare il controllo Statale e impedire la fuga dei cittadini contrari alla dittatura fa erigere un muro che taglia la città di Berlino in due parti.
Nel marzo 1985 era stato eletto segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica Michail Gorbacev, che porta la potere una linea politica riformista. Voleva democratizzare il paese, per rinnovare la politica e riformare l’economia. Si ha quindi:
1. Perestrojka: “ristrutturaziuone”, “riforma”. Una riforma complessiva della società sovietica, in particolare dell’economia
2. Glasnost: “trasparenza”, istitutizione di un nuovo rapporto tra potere e opinione pubblica, fondato sul dibattito e sul dialogo. Appello alle risorse culturali della nazione piuttosto che repressione del dissenso.
Questa nuova politica ottiene invece l’effetto opposto e porta alla dissoluzione dell’Urss nel 1991. Già nel 1989 iniziano a diffondersi ribellioni nei Paesi satelliti.
In Polonia c’è un rivoluzione democratica sotto la guida del sindacato libero di Solidarnosc, guidato da Lech Walesa, che poi, tramite elezioni libere, diventa presidente.
In Ungheria e Bulgaria si ha una rivoluzione “pilotata” dalla classe politica più riformista del vecchio assetto comunista.
In Cecoslovacchia gli intellettuali del movimento Charta 77 spronano manifestazioni popolari che portano alla fine del regime e all’elezione di Dubcek, storico leader della “Primavera di Praga” del 1968. Il paese poi si divide in due stati sovrani: Repubblica Ceca e Slovacchia.
In Romania la dittatura di Ceausescu viene eliminata con una guerra civile che porta all’uccisione dello stesso.
In Germania viene abbattuto il muro di Berlino.
Termina così il bipolarismo dei due blocchi contrapposti, e anche al Guerra Fredda.

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