Josef Mengele


Cosa succede quando la scienza viene messa al servizio della malvagità umana? È il caso dei crudeli esperimenti dello pseudo-medico Josef Mengele sui deportati, per conto dei nazisti, nel periodo della seconda guerra mondiale.

Considerata l’ideologia nazista e il fenomeno dell’olocausto, non risulta impossibile pensare che fosse diffuso il desiderio di una società perfetta e che, quindi, si stessero diffondendo i primi studi eugenetici.
L'eugenetica può essere definita come la programmazione genetica di un gruppo di individui, che, da un punto di vista catastrofico e distopico, può portare alla progettazione dell'intera umanità.

La maggior parte degli studi di Mengele furono esperimenti di eugenetica.

L'ingresso ad Auschwitz gli permise di eseguire ricerche su qualsiasi soggetto e di analizzare, operare, sezionare e uccidere le sue cavie senza essere esposto ad alcuna responsabilità , affiancato da una squadra di medici e infermiere reclutati tra i prigionieri.
I gemelli rappresentavano la sua principale ossessione, e tra gli studi di natura prettamente nazista si ricordano quelli legati agli occhi, riguardanti l'eterocromia e la possibilità a mutarne il colore.

Nell'immediato dopo guerra cominciò la ricerca dei criminali. Per agevolare la cattura di Mengele venne fissata una taglia di circa 3 milioni di dollari, ma lui si dette alla fuga, stabilendosi in Brasile, usufruendo persino di documenti falsi. Morì di attacco cardiaco nel 1979 ma venne riconosciuto e identificato solo tredici anni dopo. I suoi resti sono oggi conservati in un magazzino dell'istituto di medicina legale di San Paolo del Brasile, a disposizione degli studenti di medicina per i loro studi.
Ebbe un influsso così grande che appare in numerose opere cinematografiche, musicali e letterarie.

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