Negli ultimi decenni del XX secolo le famiglie sono indubbiamente cambiate. Pur in un quadro di grande varietà, fino agli anni Sessanta ha dominato un modello di famiglia gerarchica, nella quale l'autorità del maschio capofamiglia raramente è stata messa in discussione. All'interno di famiglie di questo tipo, i modelli normativi incoraggiati dalle culture politiche (il bellicismo nazionalista, il fascismo o il nazismo, ma anche il comunismo sovietico), oppure influenzati dalla durezza delle condizioni imposte dalle guerre o dalle crisi economiche (quella del '29 per esempio) hanno lasciato poco spazio per il tessersi di rapporti affettivi, densi di emotività e di partecipazione. In particolare i rapporti tra genitori e figli sono stati improntati a un sostanziale formalismo, talora ha una notevole durezza (non di rado i genitori, anche quelli di buona estrazione sociale, ricorre a punizioni violente per educare i propri figli). Dagli anni Settanta in avanti il quadro cambia piuttosto nettamente. Protagonisti del mutamento sono soprattutto i "baby bombers", cioè le persone nate negli anni Cinquanta e Sessanta che spesso hanno partecipato ai movimenti giovanili mettendo in discussione l'autorità dei propri genitori. Costoro una volta diventati adulti e genitori non vogliono ripetere l'errore dei loro padri e delle loro madri e nella grande maggioranza dei casi, non vogliono scavare un solco che li divida dai loro figli. Adesso si diffondono comportamenti parentali che accorciano le distanze gerarchiche che c'erano tra genitori e figli e fra marito e moglie. Gli sposi si aspettano l'uno dall'altra appoggio e sostegno reciproco, verso i figli i genitori mostrano un'attenzione e una partecipazione emotiva mai mostrata prima. Il modello romantico della famiglia felice tende a rimodellarsi; tende a non essere più attraversato da dinamiche rigidamente gerarchiche, ma ad aprirsi verso un rapporto di complicità emotiva e affettiva tra tutti i suoi membri. Naturalmente questo è un modello oppure una tendenza, non tutte le famiglie vi si uniformano specie nelle aree rurali o tra i ceti operai, artigianali, contadini. Inoltre le differenze di ruolo tra uomini e donne restano molto pronunciate (solo nelle coppie di mentalità più aperta i lavori domestici non ricadono in forma esclusiva sulle spalle della moglie oppure delle figlie). Tuttavia è un modello sempre più spesso echeggiato da cinema e televisione, un modello che tende a essere identificato con qualcosa di "moderno", parola magica che dopo la seconda guerra mondiale acquista il significato di buono perché al passo con i tempi. Così che lentamente le famiglie che non si uniformano a questo modello oppure che troppo se ne allontanano suscitano nei membri delle altre un leggero disagio se non un certo disprezzo. Con ciò la tendenza cominciata all'inizio dell'Ottocento, che spinge verso la costruzione di famiglie che si fondano sull'amore romantico (tra marito e moglie; tra genitori e figli) giunge al suo più pieno compimento. Ma nel momento in cui il modello si impone, almeno dal punto di vista normativo, si scatenano tensioni che subito lo mettono in crisi. Sono tensioni che in gran parte derivano proprio dall'enorme investimento emotivo di cui si caricano le relazioni affettive.

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