Ominide 413 punti

L’imperialismo


L’imperialismo consisteva nell’espansione coloniale (una corsa tra i paesi europei) che aveva come scopo portare benessere, istruzione, democrazia e moralità ai popoli che non erano considerati civilizzati e all’interno della storia. Caratterizzato da: intensificazione e consolidamento della presenza europea in Asia e conquista e spartizione totale dell’Africa.
Per impedire che la gara coloniale desse luogo a scontri fra le potenze Bismark organizzò una mediazione chiamata conferenza di Berlino. La conferenza sancì il principio dell’occupazione di fatto, che obbligava le potenze coloniali a dichiarare ufficialmente l’acquisto di nuovi territori sulla base delle occupazioni effettivamente avvenute.
La colonizzazione avvenne ora perché per la prima volta i capi di stato possedevano i mezzi per farlo, come i battelli a vapore, il chinino (permetteva di combattere la malaria) e la mitragliatrice. Crearono così delle colonie di sfruttamento.

La Germania a fine 800

Il cancelliere Bismarck, che resse il paese fino a 1890, adattò un regime politico con tratti di forte autoritarismo seguendo una logica paternalistica. Bismarck lanciò il Kulturkampf, ovvero una serie di leggi finalizzate a imporre il controllo dello stato sulla chiesa e sulle organizzazioni cattoliche. Bismarck fece approvare al parlamento delle leggi eccezionali contro i socialisti. Al contempo però Bismarck varò un sistema di sicurezza sociale, i principali provvedimenti furono: assicurazione contro le malattie e di previdenza infortunistica e l’assicurazione per invalidità e vecchiaia.
La preoccupazione fondamentale di Bismarck fu quella di isolare la Francia, stringendo un accordo con Austria-Ungheria-Russia il Patto dei tre imperatori.
Partecipò alla gara imperialistica occupando gran parte dei territori africani ancora liberi, per soddisfare l’opinione pubblica. Ma la poca determinazione lo mise contro l’imperatore tedesco che indentificava nell’espansione coloniale l’affermazione della potenza tedesca.

L’Italia fra 800 e 900

L’Italia conobbe in questo periodo una trasformazione dovuta a una modernizzazione economica e sociale (tra le quali la nascita della Fiat). L’industrializzazione fu finanziata grazie alla creazione della Banca d’Italia, incaricata di regolare l’emissione di moneta e il sistema finanziario. Nuovi istituti di credito con il modello di banca mista fornirono i capitali necessari a finanziare grandi investimenti (centrali idroelettriche). Le entrate del turismo e le rimesse degli emigranti permisero all’Italia di pagare le ingenti importazioni di materie prima.

In Italia era ancora presente uno squilibrio tra il potere economico del nord (basato su una agricoltura più tecnologica) e quello del sud (senza innovazioni e senza la possibilità di esportare le colture pregiate). Inoltre l’industria si sviluppò maggiormente solo nel triangolo industriale al nord (Milano, Genova e Torino). Questo causò un enorme fenomeno migratorio dal meridione al settentrione.

Venne a formarsi anche in Italia il proletariato industriale. Le condizioni di vita e di lavoro però ancora arretrate, caratterizzate da salari bassissimi, nessuna garanzia, punizioni, regolamenti di fabbrica vessatori, lavoro minorile, controlli minuziosi sia sul posto di lavoro che a casa del lavoratore. Tutto ciò portò allo sviluppo del movimento sindacale. Si attuarono scioperi per ottenere sia diritti nell’ambito lavorativo che politico. Nacque nel 1906 la Confederazione generale del lavoro (Cgl).

In politica prevalse l’orientamento del socialismo riformista, che costituì il Partito socialista italiano, ovvero il primo partito moderno di massa. Si radicò in prevalenza presso la classe operaia e il bracciantato agricolo settentrionale.

A fine secolo l’Italia conobbe una crisi. In seguito all’innalzamento del prezzo del pane esplosero in tutto il paese dei moti spontanei che presero di mira forni, mulini e municipi. Inoltre le classi operaie e contadine insorsero per ottenere un aumento dei salari. La reazione del governo fu durissima, l’episodio più grave si tenne a Milano dove il generale Bava Beccaris cannoneggiò sulla folla provocando centinaia di vittime. Fu proclamato lo stato d’assedio a Milano, Livorno, Firenze e Napoli. Il governo fece arrestare i dirigenti e deputati repubblicani e socialisti e limitò la libertà di stampa, di associazione e di riunione.

Fu nominato presidente del consiglio Luigi Pelloux che propose leggi che rendevano permanenti i provvedimenti restrittivi presi durante i tumulti. Il parlamento però rifiutò la proposta. Nelle elezioni del 1900 il governo fu affidato a Saracco. Il 29 giugno del 1900, il re Umberto I fu ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci, che intendeva rivendicare le morti causate da Beccaris. Diede il via alla storia moderna.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità