Video appunto: Keynes - Caratteristiche generali

Keynes e il New Deal



A seguito della necessità nata con la crisi del '29 diventò necessario trovare nuovi principi scientifici in grado di costituire delle nuove teorie economiche. Fra queste la più importante fu quella proposta da Keynes grazie al quale si abbandonò le politiche economiche liberiste e basate sull'astenersi dello Stato dall'intervenire nel sistema economico, fungendo quindi solo da garante nei rapporti economici.
Keynes infatti propose un modello che prevedeva uno Stato operante attivamente all'interno del sistema economico al fine di regolarne i funzionamenti e di squilibri fra domanda e offerta. Tale modello era basato sul fatto che, distaccandosi dal passato, Keynes aveva affermato che domanda e offerta non tendono a mantenere un equilibrio proprio ma che al contrario il mercato non era in grado di autoregolarsi e che quindi non bisogna focalizzarsi solamente sull'offerta ma anche sulla domanda ed in particolare la domanda aggregata, ossia la somma della domanda e dei singoli acquirenti e della componente statale. Per tanto secondo lui nel momento in cui fosse sorto uno squilibrio fra consumo, livello della produzione e assorbimento dei prodotti era quindi compito dello stato intervenire, grazie alla spesa pubblica, su uno dei tre fattori, influenzando e riequilibrando anche gli altri; in un periodo di crisi era quindi necessario che lo Stato non ricorresse ad una stretta finanziaria ma che si indebitasse con l'obbiettivo di creare occupazione attraverso commesse che solo l'apparato statale era in grado di commissionare e che riavviasse quindi l'economia.
Tali princip vennero poi applicati da Roosvelt con lo scopo di combattere la crisi del '29.

Non appena eletto Roosevelt capì che per poter risollevare l'economia americana occorreva innanzitutto affrontare i problemi della gente comune, dando così avvio al "New Deal", e avviare un nuovo indirizzo pragmatico di governo finalizzato a prevenire che le condizioni che avevamo portato alla Grande Depressione si riverificassero, la cui stagione prese il nome di "capitalismo democratico". Pertanto Roosvelt decise di limitare i condizionamenti esercitati dall'alta finanza così che grazie alla mediazione dello Stato fra capitale e lavoro venisse valorizzato l'impegno individuale ma anche regolamentate le attività economiche subordinando le esigenze della nazione a quello dei grandi gruppi ("capitalismo democratico"); inoltre sfruttò il suo essere un abile comunicatore trasmettendo alla radio una serie di discorsi conosciuti come "discorsi del caminetto" in cui spiegava le proprie decisioni e trasmetteva sicurezza ai cittadini. Inoltre avviò un programma di risanamento attraverso una serie di riforme sociali che garantirono maggior equità sociale, la stabilizzazione dei prezzi, salari minimo, diritti sindacali, rilanciò la produzione agricola e avviò una serie di misure di emergenza basate sulle soluzioni proposte da una squadra di esperti in cui fondamentale fu il ruolo svolto da Keynes: Roosevelt stabilizzò il sistema bancario istituendo una Banca centrale, concesse numerosi prestiti per risolvere il problema dei mutui e abbassò i tassi di interesse così da incentivare gli investimenti e diede il via ad una politica deflazionistica, con la quale intendeva immettere nuovo denaro in circolazione, attraverso la promozione di opere pubbliche che riassorbissero la disoccupazione e incentivassero la produzione.