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Per l’Italia il ’18 è positivo. Si adotta un nuovo modo di combattere. Viene istituito il reparto degli artigli: rapidi e forti attacchi con pistole, bombe a mano e pugnali. Ci sono altre grandi azioni che non hanno molto effetto a livello militare ma cambiano il clima in Italia. Dallo sgomento di Caporetto si arriva a pensare di poter vincere la guerra contro l'Austria. La beffa di Buccari è un episodio che vede come protagonista Gabriele d’Annunzio e i Mass (motoscafi a motore elettrico, più silenzioso). Si progetta di entrare nel porto di Buccari, porto della Dalmazia. Lo scopo è quello di sparare siluri e scappare. Entrano, si avvicinano alle imbarcazioni nemiche, sganciano i siluri; essi non funzionano e d’ Annunzio infila un messaggio in una bottiglia di champagne con un nastro tricolore (10-11 febbraio 1918). Propagandisticamente questo funziona molto. Altro atto propagandistico è il volo su Vienna. Con dei piccoli aerei d’Annunzio parte dall’Italia, vola su Vienna e lancia dei volantini propagandistici. Dice che potrebbero lanciare bombe a tonnellate ma gli Italiani non fanno guerre a donne, bambine e civili. Lo scopo è quello di guerra psicologica. Si fa vedere che per la seconda volta si è andati dento casa del nemico mandandogli un messaggio. Terzo episodio è un grande colpo messo a segno dalla Marina Militare italiana è l’affondamento della Santo Stefano. I mass partono da Ancona, individuano il fumo di una ciminiera. Era la corazzata Santo Stefano, nave austriaca più importante. Gli italiani avevano messo una rete che andava dall’Albania fino ad Otranto, chiudendo l’Adriatico, impedendo alle navi austriache e tedesche di entrare nell’Adriatico. Vengono sparati 2 siluri che colpiscono la Santo Stefano, la quale affonda (10 giugno 1918). La vittoria è doppia perché la Santo Stefano aveva già bombardato ancona il 24 giugno 1915.

Le cose migliorano anche sul fronte di terra. Respinta una nuova offensiva austriaca in estate, nell’ottobre del 1918 parte una controffensiva italiana che dà un episodio decisivo in Vittoria-Veneto. Gli austriaci vengono sconfitti e si ritirano disordinatamente. Il 3 novembre 1918 viene firmato un armistizio; l’11 viene firmato un armistizio per quanto riguarda il fronte occidentale che di fatto fa finire la guerra. Il 4 novembre è la festa delle forze armate perché è l’anniversario del festeggiamento della fine della guerra.
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