Italia - Gruppi terroristici di estrema destra e sinistra negli anni Settanta

L'Italia degli anni Settanta è attraversata da una gravissima ondata di terrorismo politico, organizzato sia da gruppi di estrema destra sia da gruppi di estrema sinistra. Gli obiettivi e lo stile delle due diverse ali del terrorismo politico italiano sono molto diversi. I gruppi terroristici di estrema destra ricorrono soprattutto all'attentato dinamitardo, facendo esplodere bombe in luoghi pubblici molto frequentati, fra gli attentati attribuiti ad attentatori di destra vi sono la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969, una bomba esplosde nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura a Milano, provocando 17 morti e oltre 100 feriti), la strage di Piazza della Loggia (28 maggio 1974 una bomba posta in un cestino dei rifiuti in piazza della Loggia a Brescia esplode durante una manifestazione indetta dai sindacati e da un Comitato antifascista provocando 8 morti e 94 feriti), la strage dell'Italicus (4 agosto 1974 una bomba esplode nel treno Italicus in una stazione appenninica della provincia di Bologna, ci sono 12 morti e 44 feriti e l'attentato è rivendicato da un gruppo di estremisti di destra), la strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980 una bomba esplode in una sala d'aspetto della stazione, i morti sono 35 i feriti 200 ed è l'unico attentato di questo tipo per il quale la magistratura abbia identificato i responsabili, un piccolo gruppo di estremisti di destra. L'obiettivo di attentati di questo tipo di solito non rivendicati, è creare paura e fare in modo che questi atti di violenza siano associate a gruppi o partiti di sinistra così accadendo, pensano gli attentatori, l'opinione pubblica spaventata, potrebbe indirizzare il suo volto verso i partiti di destra, presumibilmente soprattutto verso il Msi ma niente di tutto ciò accade tra l'altro. Sul fronte di sinistra i principali gruppi terroristici sono le Brigate Rosse, i Nuclei Armati Proletari e Prima Linea. Queste formazioni sono composte da giovani che vengono dal movimento studentesco, da formazioni della sinistra extraparlamentare, qualche volta dalla Pci o dalla militanza sindacale. La strategia è quella di colpire magistrati e funzionari o giornalisti a volte non di primo piano, ferendoli gravemente (una tecnica è quella di organizzare agguati e sparare alle gambe delle vittime o uccidendoli). Le Brigate Rosse sperimentano anche la tecnica, usata pure dall'Eta, del rapimento per sottoporre le vittime a processi proletari. In alcuni fasi soprattutto tra il 1977 e il 1979 quando si forma un nuovo, attivo movimento studentesco le iniziative terroristiche, che possono essere maggiori e minori, sono molte decine ogni anno. Le vittime delle azioni di questi gruppi sono altrettanto numerose. Quali sono gli obiettivi? L'obiettivo è quello di creare le premesse per la formazione di un vasto partito armato, capace di rovesciare le istituzioni repubblicane e compiere la rivoluzione proletaria che dicono i capi delle Brigate Rosse, la resistenza partigiana non è stata capace di realizzare.

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