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L'Impresa dei Mille


Dopo il fallimento di una rivolta scoppiata a Palermo nel 1860, il movimento dei democratici si concentrò sull'obbiettivo di liberare il Meridione dallo straniero. Una spedizione di circa mille volontari ( i "Mille") guidata da Garibaldi, parte il cinque maggio del 1860, da Quarto (Genova) per approdare in Sicilia, mediante due Piroscafi, il Piemonte e il Lombardo: obiettivo, liberare l'Italia Meridionale dai Borboni. A Marsala trovarono l’appoggio della popolazione e alcuni uomini- i picciotti- si unirono alle fila dei volontari. Dopo le vittorie di Calatafami e Milazzo su Borboni. Da qui l’esercito si spostò a Palermo, dove Garibaldi si autoproclamò dittatore della Sicilia, per conto di Vittorio Emanuele II, il re. Garibaldi riuscì a liberare la Sicilia, a risalire in Calabria e e a conquistare Napoli.
Parallelamente, Cavour interviene per impedire che il movimento democratico, si allarghi a Roma e nello Stato della Chiesa, egli teme che Garibaldi possa rubargli l'autorità, così l'esercitò sabaudo, guidato dal Re, occupa gli stati dell'Italia centrale e cerca di fermare un eventuale ingresso di Garibaldi nello stato pontificio (la cosa avrebbe infatti allarmato l'intera Europa, vicina per religiosità al Papa);Vittorio Emanuele II marcia con il suo esercito e incontrandosi a Teano con Garibaldi (26 ottobre, 1860), induce quest'ultimo a mettere tutto il potere del Mezzogiorno nelle sue mani. L'autore dell'impresa dei Mille si ritirerà dunque a Caprera. Vengono dunque stilati dei plebisciti per l'annessione dell'Umbria, delle Marche al regno di Sardegna.
Nasce così il regno d'Italia (17 marzo, 1861). Nel giugno dello stesso anno muore Cavour e il 27 gennaio vengono indette le prime elezioni politiche a suffragio ristretto.
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