Ominide 50 punti

Ideologie politiche nell'800

L'800 è caratterizzato per il confronto tra le due grandi ideologie del liberalismo e della democrazia I liberisti erano indirizzati su alcune idee fondamentali (libertà opinione, tolleranza, principio rappresentativo) ben diverse da quelle democratiche (aspiravano alla repubblica tramite suffragio universale). Le due correnti si trovano vicine per la comune lotta per la costituzione, il parlamento e le libertà fondamentali.


Mazzini: dopo l'esperienza fallimentare dei moti del '31 si diffuse tra i patrioti italiani democratici l'ideale dell'unità d'Italia da conseguirsi con una lotta del popolo e non tramite società segrete, come la Carboneria ormai fallita, o accordi con i principi, grazie soprattutto a Giuseppe Mazzini, nato a Genova nel 1805 che si accostò sin da giovane a ideali patriottici e democratici. Partecipò alla Carboneria nel 1827 e dopo elaborò la sua religiosità: laica, tipicamente romantica, dove Dio si identificava non come un essere trascendente ma con lo spirito insito nella storia. La fede nella libertà e nel progresso doveva essere vissuta come una fede religiosa; Mazzini credeva inoltre nel principio di associazione: al di sopra dell'individuo c'è la famiglia, la nazione e l'umanità; la nazione, intesa come entità culturale e spirituale più che territoriale, era il nucleo del sogno di un'umanità libera. In questa teoria tesa verso l'unità non trovarono spazio concezioni materialistiche e classiste. Mazzini si differenziava dai socialisti in quanto, pur riconoscendo i problemi sociali, difendeva il diritto di proprietà privata. Il suo programma politico era estremamente chiaro e concreto: l'Italia doveva rendersi indipendente e darsi una forma di governo unitaria e repubblicana, senza alcun compromesso di tipo monarchico e federalista. La via per giungerci era solo quella dell'insurrezione popolare. Fondò così la Giovine Italia. Si prefisse di conquistare il Regno di Sardegna ma questa cospirazione fu scoperta. La giovine Italia fu praticamente distrutta e solo nel '40 rifondata: ci furono altri tentativi rivoluzionari (in Emilia, dei fratelli Bandiera) da cui Mazzini si dissociò ma la situazione Italiana non cambiò. Nel corso degli anni '40 emerse anche un orientamento moderato che si differenziava sia dal tradizionalismo conservatore sia dal radicalismo repubblicano di Mazzini e cercava per il problema italiano soluzione gradualistiche e indolori. Ne sono esempi il cattolicesimo liberale (Manzoni, Rosmini), il neoguelfismo (con l'abate Gioberti che identificava la missione mazziniana del popolo italiano con la Chiesa, pur senza il bisogno di un'unità politica, ma anzi di una confederazione di Stati Italiani basata sulla forza del regno di Sardegna che soddisfacessero così desideri cattolici e patriottici) il liberalismo moderato (con Massimo D'Azeglio che, in seguito al fallimento dei moti del '45, criticava il pontificato e le insurrezioni giudicate inutili e addirittura dannose alla causa unitaria e proponeva una soluzione federalista così come il milanese Carlo Cattaneo, direttore del Politecnico, che diffidava a causa della sua formazione illuminista di Mazzini, e puntava ad uno sviluppo economico dei singoli Stati a favore di una confederazione repubblicana che lasciasse ampia autonomia alle regioni e fosse la premessa per la costituzione degli Stati Uniti d'Europa).

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email