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Liberalismo e democrazia nell’800

Due sono le ideologie a nascere per prime nel corso dell’800 e tra di esse sicuramente la prima è la democrazia, che nasce con Rousseau, il quale per primo nel Contratto Sociale aveva affermato che il rapporto tra i sudditi e il sovrano è il risultato di un contratto, grazie al quale i cittadini possono chiedere conto al loro governante delle sue azioni. Rousseau aveva teorizzato il principio della sovranità popolare, vale a dire che era l’insieme dei cittadini che deteneva il potere: la sovranità popolare comporta l’adozione del suffragio universale, in quanto se tutti i cittadini detenevano il potere non vi dovevano essere distinzioni. La forma di governo preferita da Rousseau è la repubblica anche se può sussistere anche una monarchia con tali principi ma con la repubblica il popolo è maggiormente coinvolto nel potere, ed è a favore dell’intervento anche economico dello stato per i cittadini, quello che oggi viene chiamato comunemente welfare state, vale a dire stato assistenzialistico. In tal modo Rousseau arrivava a teorizzare uno stato nel quale coloro che avevano a disposizioni maggiori ricchezze, tramite anche le tasse, mettessero a disposizione parte delle loro ricchezza per i più poveri. L’ideale della democrazia non rimase però fermo alle idee che aveva delineato Rousseau bensì nel corso dei secoli si evolse ed alcune sue idee vennero riprese anche dai socialisti, anche se il suo modello puro, unico, fu delineato da Rousseau. Il liberalismo è invece un modello politico ed economico proprio della borghesia: bisogna inoltre fare una distinzione tra il liberalismo, che riguarda il campo politico ed il liberismo, che invece è una dottrina economica; già il nome di tale dottrina ci fa capire che essa voleva farsi garante delle libertà individuali, ed in particolare quelle della borghesia che all’epoca viveva in stati dove vi era ancora qualcosa di simile all’ancient regime, ed essa era sì cresciuta economicamente ma contava ancora poco se non nulla nell’ordinamento pubblico: essa infatti puntava a diventare qualcosa, come aveva anche detto l’abate Seiyes. Il liberalismo prevedeva non solo l’emancipazione della borghesia ma anche il fatto che lo stato non si doveva invischiare dell’economia del popolo, e che non doveva imporre ad esempio dei dazi doganali o un’impronta specifica all’economia: l’uomo con le sue iniziative può e deve costruire. Infatti secondo tale dottrina lo stato non deve intervenire nella vita del singolo individuo, in quanto se da i soldi ai poveri, è come se premiasse coloro che non sono riusciti a guadagnarsi dei soldi: la persona deve essere responsabile e la libertà individuale deve sempre essere preservata sia nel bene, non tassando più del dovuto i ricchi, sia nel male aiutando i poveri. Tale dottrina era favorevole al suffragio censitario, in quanto la vera forza della borghesia erano appunto i soldi.

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