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Gli ebrei

l'antisemitismo e il sionismo.
L'antisemitismo: L'ostilità, o differenza, o pregiudizio negativo nei confronti degli ebrei si chiama ANTISEMITISMO. L’Olocausto rappresenta l’esempio più estremo di antisemitismo nella Storia: attuato tra il 1933 e il 1945, sostenuto dalla macchina statale tedesca, l’Olocausto consistette nella persecuzione e l’assassinio di tantissimi Ebrei Europei da parte dei Nazisti e dei loro collaboratori. Il giornalista tedesco Wilma Mara coniò il termine antisemitismo per indicare l’odio nei confronti degli Ebrei e anche quello nei confronti di varie correnti politiche internazionali, liberali e cosmopolite. I movimenti sotto accusa includevano quelli che si battevano per l’uguaglianza dei diritti civili, per la democrazia costituzionale, e per il libero scambio, nonché il Socialismo, il Capitalismo finanziario e, infine, il Pacifismo.
L’odio particolare verso gli Ebrei, tuttavia, precedette l’era moderna e la nascita del termine antisemitismo. Tra le più comuni manifestazioni di antisemitismo nella Storia vi furono i pogrom, violente sommosse popolari scatenate contro gli ebrei, spesso con l’appoggio delle autorità. I pogrom venivano a volte provocati da violente campagne diffamatorie, con la diffusione di false voci sull’uso, da parte degli Ebrei, di sangue di bambini cristiani a scopo rituale.
Gli ebrei hanno vissuto di generazione in generazione, per quasi duemila anni, disseminati per i vari paesi, sempre come minoranza di religione ebraica in mezzo alla maggioranza cristiana. Gli ebrei negli anni della seconda guerra mondiale erano considerati inferiori (la razza impura) quasi da tutto il mondo infatti non potevano svolgere molte attività e funzioni sociali ( non potevano portare armi, possedere terre, svolgere funzioni pubbliche, gli era concesso solo tenere delle piccole botteghe). Con la rivoluzione Francese, nei paesi dell'Europa occidentale la situazione degli ebrei cambiò radicalmente. Si impose il principio dell'uguaglianza dei diritti fra gli uomini. I ghetti (erano dei quartieri cittadini chiusi nelle zone peggiori della città, con la porta sorvegliata da guardie cristiane) vennero aboliti e gli ebrei si videro aprire possibilità, professioni e carriere prima impensabili.

Il sionismo: Il sionismo è un movimento politico internazionale, nato alla fine del diciannovesimo secolo tra gli ebrei residenti in Europa, il cui fine è l'affermazione del diritto all'autodeterminazione del popolo ebraico mediante l'istituzione di uno stato ebraico. Il sionismo fa parte del più vasto fenomeno del nazionalismo moderno. Importante ma minoritario nel mondo ebraico per tutta la prima metà del XX secolo, il movimento divenne maggioritario in seguito alla Shoah messa in atto dalla Germania nazista. Dopo la creazione dello stato di Israele nel 1948, in cui oggi vive circa il 40% degli ebrei del mondo, il sionismo si è trasformato in movimento di sostegno internazionale allo stato, oltre a continuare il tradizionale aiuto all'immigrazione.

Il sionismo è il movimento nazionale ebraico che chiede una patria specificamente in Palestina: il movimento nazionalista ebraico che chiede una patria senza preferenze sul luogo è noto come ""territorialismo”.

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