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-La Guerra del Pacifico-

Intanto, tra il 1942 e il 1942, la guerra si fa davvero mondiale con l’intervento del Giappone e degli Stati Uniti.
Il presidente Roosevelt spinge per una linea di sostegno attivo ai paesi che si oppongono alla Germania di Hitler, quindi il Regno Unito.
Nel maggio del 1941 gli Stati Uniti interrompono le relazioni diplomatiche con Germania e Italia.
Il 14 agosto del 1941 Roosevelt e Churchill sottoscrivono la Carta Atlantica, un documento che prefigura un nuovo ordine internazionale, che deve basarsi sulla sconfitta dei regimi nazi-fascisti e sul rifiuto di politiche belliciste ed aggressive.
Roosevelt era anche preoccupato per l’aggressiva e minacciosa politica estera Giapponese.

Infatti, fin dal 1940 i Giapponesi hanno molto ampliato i loro piani di espansione asiatica.
Hanno come obiettivi la Cina, ma anche il resto dell’Asia sud-orientale.
Nel settembre del 1940, sfruttando il crollo della Francia nella guerra con la Germania, il governo giapponese invia truppe in Indocina.

Hitler incoraggia questa politica, perché vuole che vi sia un diversivo che possa tenere gli Stati Uniti lontani dall’Europa.
I buoni rapporti tra Germania, Italia e Giappone sono confermati dal Patto Tripartito, firmato il 27 settembre 1940.
Il 28 luglio 1941 le truppe Giapponesi occupano definitivamente l’Indocina.
La reazione americana avviene con la decisione di Roosevelt di imporre l’embargo (sospensione rapporti commerciali) sul petrolio e sull’acciaio statunitensi destinanti al Giappone e procede al sequestro dei beni giapponesi sul territorio degli Stati Uniti.

Il 7 dicembre 1941 l’aviazione giapponese attacca la flotta statunitense del Pacifico, ancorata alla base di Pearl Harbor nelle Hawaii, distruggendola quasi completamente.
Sconfitta la presenza statunitense nel Pacifico, l’esercito giapponese può occupare facilmente la Tailandia, l’Indonesia, la Malesia, la Birmania, le Filippine e la Nuova Guinea.
Subito dopo Pearl Harbor, il presidente Roosevelt dichiara guerra al Giappone, e quindi anche all’Italia e alla Germania; anche il Regno Unito dichiara guerra al Giappone.
Dal 1941, dunque, la guerra diventa davvero mondiale.

La partecipazione alla guerra e la crescita della domanda per il materiale bellico consentono all’economia e alla società statunitensi di superare definitivamente gli effetti della crisi del 1929, riassorbendo completamente la disoccupazione.
A questo si aggiunge anche una netta ripresa dei salati industriali.
L’industria bellica quindi trascina la ripresa economica.

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