La carta atlantica Il 12 agosto s’incontrarono il presidente degli Stati Uniti Roosevelt ed il primo ministro inglese Churchill: Roosevelt approvò la legge Affitti e prestiti (consentiva di vendere affittare o prestare tutti gli armamenti e materie prime per resistere) con Churchill, garantendosi una protezione; elaborarono la Carta Atlantica, una forma di alleanza: diritto dei popoli all’autodeterminazione, libertà di commercio, rinuncia a qualsiasi conquista. Stalin si ritenne escluso, quindi firmò anche lui insieme ad altri 14 Paesi nemici dell’Asse.
L’opinione pubblica ed il Congresso erano contrari ad una partecipazione diretta al conflitto. Roosevelt temeva che in caso del trionfo dell’asse dovesse difendersi da solo. Nell’ottobre 1940 il Giappone aveva invaso l’Indocina, perciò Stati Uniti ed Inghilterra avevano stabilito un embargo soprattutto per materiali strategici, come petrolio. Nonostante ripetute richieste gli Stati Uniti rifiutarono, i Giapponesi dovevano ritirare le truppe dall’Indocina. Gli americani, avendo decifrato i codici di comunicazione giapponese, conoscevano la loro politica espansionistica. Il Giappone decise un attacco preventivo agli Stati Uniti.

Il Giappone attacca: La flotta americana era divisa in quella dell’Atlantico e quella del Pacifico, questa aveva la base a Pearl Harbor, nelle Hawaii. Il 22 novembre 1941 i giapponesi salparono nelle Hawaii, il 7 dicembre attaccarono senza dichiarare guerra. Il giorno seguente gli Stati Uniti dichiararono guerra, insieme all’Inghilterra. Germania ed Italia furono coinvolte per il patto tripartito. I giapponesi in pochi mesi fecero conquiste, ma erano svantaggiati per le distanze tra luoghi occupati ed il Giappone e per la capacità di ripresa degli Stati Uniti, che detenevano un enorme potenziale industriale.

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