La Guerra Fredda

Le Nazioni Unite

La Seconda Guerra Mondiale era stato un conflitto senza precedenti e aveva lasciato il mondo di fronte a gravissimi problemi. Anche le potenze vincitrici subirono pesanti danni, ad esclusione degli Stati Uniti, che non videro la guerra nel loro territorio e godettero di una posizione di forza che consentì loro di influenzare le decisioni di gran parte dell’Occidente.
Alla fine della guerra, come avvenne alla fine di quella precedente, gli stati vincitori cercarono di stabilire nuove basi nelle relazioni tra le nazioni del mondo per evitare nuovi conflitti. Il 24 ottobre 1945 venne firmata a San Francisco la carta costitutiva dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, a cui parteciparono 50 Stati. L’organizzazione era composta da un’Assemblea Generale, con rappresentanti di tutti gli stati membri, un Consiglio di Sicurezza, composto dai rappresentanti di Usa, Urss, Regno Unito, Francia e Cina, e da altri sei membri eletti a turno, in carica per due anni. A coordinare le operazioni era il Segretario Generale, eletto ogni cinque anni. All’interno dell’Onu vennero create altre organizzazioni con diversi scopi, come la Fao e l’Unesco, e una corte internazionale di giustizia, che si occupava di gestire le controversie tra le nazioni. Anche se l’Onu era stata creata come organo superiore ai singoli stati, fu spesso subordinata alle decisioni delle grandi potenze che, quando in disaccordo, creavano situazioni di stallo; cosa che accadde alla proposta della Commissione dell’energia atomica per il controllo delle armi atomiche dopo aver trovato l’opposizione di Usa e Urss.

Furono inoltre istituiti importanti processi internazionali per giudicare i responsabili della guerra. Il processo più importante fu quello svoltosi il 20 novembre 1945 a Norimberga, città simbolo del nazismo, in cui vennero condannati i principali esponenti nazisti, accusati di crimini contro l’umanità e contro la pace. Il processo fu molto importante anche dal punto di vista giuridico, in quanto stabiliva nuove regole, come il riconoscimento del principio che anche durante la guerra alcune azioni dovevano essere inammissibili e che l’obbedienza allo Stato di appartenenza non esonerava i singoli individui dalle proprie responsabilità.

Due blocchi ostili

Alcune decisioni lasciarono contrasti aperti tra le potenze mondiali. Fu quanto avvenne per la spartizione della Germania, divisa in quattro zone d’influenza: statunitense, britannica, francese e sovietica. Da subito i sovietici mostrarono la propria volontà di controllare direttamente l’Europa orientale e fu chiaro che gli Stati Uniti avrebbero contrastato un’espansione del comunismo. In questo clima di tensione l’Europa era divisa in due: l’occidente liberal-democratico e l’oriente comunista.

Oltre all’intervento militare in Grecia e in Turchia, per combattere l’espansione comunista, la politica di contenimento statunitense trovò espressione nella dottrina Truman, un nuovo orientamento di politica estera espresso dal presidente Truman, che si impegnava a prestare soccorso a tutte le nazioni che resistevano a tentativi di controllo sovietico. In questo nuovo indirizzo rientrava il Piano Marshall, un programma di aiuti economici per la ricostruzione dell’Europa. L’Urss rifiutò di aderire al Piano e istituì, tre mesi dopo, il Cominform, un organismo di collaborazione tra i governi comunisti d’Europa. Il Vecchio Continente restava dunque diviso e contrapposto tra Usa e Urss, con un forte clima di tensione che caratterizzò la seconda metà del ‘900, definito Guerra Fredda, in quanto le rivalità non prevedevano una contrapposizione armata, considerate le conseguenze di un nuovo conflitto e dell’eventuale ricorso alle armi atomiche.
Simbolo della divisione dell’Europa e del mondo è stata la Germania, organizzata inizialmente in quattro aree. I sovietici nel giugno 1948 impedirono i rifornimenti ai berlinesi bloccando le vie d’accesso della parte occidentale, allo scopo di indurre gli occidentali a lasciare la città. Per aggirare il blocco le potenze occidentali organizzarono un ponte aereo che riforniva continuamente la città. Alla fine furono i sovietici a cedere. La città venne così divisa in due parti, Oriente e Occidente, e la stessa Germania venne divisa in Repubblica Federale Tedesca, controllata dagli occidentali e Repubblica Democratica Tedesca, con sistema sovietico.
Il mondo intero risultava contrapposto in due blocchi diversi nelle ideologie e nei modelli economici e politici. A ufficializzare questa contrapposizione ci furono due patti militari di carattere difensivo siglati tra i paesi dei due schieramenti. Nel 1949 i paesi dell’Europa occidentale con Stati Uniti e Canada fondarono la Nato, un’organizzazione composta dalle forze armate dei paesi membri. In risposta l’Urss nel 1955 siglò con le nazioni satellite il patto di Varsavia, un’altra alleanza militare composta dagli eserciti delle nazioni dell’est Europa.
Mentre nel vecchio continente lo scontro restò principalmente ideologico, in Asia il conflitto assunse carattere militare a causa dell’avanzamento progressivo del comunismo. Simbolo di questo scontro fu la guerra di Corea, paese diviso secondo gli accordi internazionali in due zone: il Nord controllato da un regime comunista filosovietico e il Sud da un regime nazionalista filoamericano. Subito dopo gli accordi che la divisero entrambi i governi rivendicavano il controllo dell’intera nazione e nel 1950 la Corea del Nord attaccò la Corea del Sud. Gli Stati Uniti intervennero in soccorso, respingendo l’offensiva. A quel punto la Cina intervenne in soccorso dei nordcoreani e il conflitto andò avanti per tre anni, finché un nuovo accordo sancì la divisione del paese.
Nel frattempo lo scontro ideologico tra i due blocchi divenne particolarmente violento. Negli Stati Uniti si diffuse il Maccartismo, la politica del senatore McCarthy di fermare tutti i nemici della democrazia, attaccando principalmente presunti movimenti comunisti. Analogamente, nell’Unione Sovietica vennero perseguitati dissidenti e anticomunisti e veniva represso qualsiasi tentativo di conquista di una maggiore autonomia.
Non c’è una data precisa in cui si dà inizio alla Guerra Fredda, causata da una serie di eventi accaduti nel giro di pochi anni, ma tradizionalmente si fa concludere con la disgregazione dell’Urss nel 1991, inevitabile dopo l’abbattimento del muro di Berlino nel 9 novembre 1989, la cui costruzione, nel 1961, rappresentò uno dei periodi più tesi della guerra.

La ricerca scientifica, le innovazioni tecnologiche e la corsa allo spazio

Conseguentemente allo scontro economico e tecnologico tra i due blocchi vi fu un aumento della produzione e un forte sviluppo economico, in particolare nei paesi capitalistici, che attraversarono la cosiddetta “età dell’oro”. Parallelamente al boom economico, fattori fondamentali furono il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica. Nel dopoguerra la ricerca scientifica passò alla produzione industriale, consentendo la diffusione di nuove tecnologie e di nuovi prodotti.
L’industria farmaceutica conobbe un rapido sviluppo, diffondendo nuovi medicinali e contribuendo in gran parte all’aumento dell’aspettativa di vita.
Nel campo della fisica e dell’elettronica ci furono scoperte e invenzioni rivoluzionarie, come quella del laser e del transistor, che hanno trovato e trovano tantissime applicazioni. Appartengono a quegli anni i primi computer, circuiti stampati e Arpanet, la rete di computer sulle cui basi è nato Internet.
Anche i trasporti conobbero diverse innovazioni, come la diffusione dei motori con propulsione a reazione, l’aumento della potenza di aerei e treni e la diffusione sempre maggiore delle automobili contribuì al benessere della società.
Tutte le innovazioni e le scoperte furono fondamentali per le imprese spaziali realizzate dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica, in una battaglia propagandistica ad alto contenuto tecnologico. I sovietici mandarono in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1, nel 1957 e il primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin, nel 1961. Al satellite gli Stati Uniti risposero inviando l’Explorer, ma l’evento sovietico aveva avuto risonanza mondiale, portando gli americani a rivedere il proprio sistema scolastico, privilegiando le materie scientifiche. Dopo più di dieci anni di “sconfitte” in campo spaziale, la Nasa, l’organizzazione creata nel 1958 allo scopo di coordinare le attività aeronautiche e aerospaziali, riuscì a compiere l’impresa più grande, portando un equipaggio sulla Luna. Il 16 luglio 1969 la navicella Apollo 11 fu lanciata. Il 20 luglio l’equipaggio arrivò sulla Luna. Il primo a mettere piede sul suolo lunare fu Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, seguito da Buzz Aldrin, mentre il loro compagno Michael Collins controllava il modulo di comando Columbia. L’evento fu seguito in diretta da milioni di telespettatori in tutto il mondo, suscitando grande entusiasmo e tanto scetticismo. A partire da questo evento anche le altre nazioni iniziarono ad interessarsi allo spazio, costituendo organizzazioni e avviando progetti e missioni per l’esplorazione, per le telecomunicazioni e per la meteorologia. Le nuove tecnologie messe a punto per queste missioni ebbero ricadute in tutti i settori industriali, ma trovarono in particolare applicazioni nel campo militare. Sovietici e statunitensi fecero largo uso di satelliti-spia e misero a punto sofisticati sistemi missilistici.

La società del benessere

A contribuire al boom economico, oltre il progresso scientifico e tecnologico, fu la crescita demografica, che fece aumentare la domanda dei beni di consumo. Per circa un decennio il mondo conobbe un aumento esponenziale delle nascite. In seguito ricominciò a registrarsi un calo, dovuto alla diffusione di anticoncezionali, ai costi sempre maggiori per il mantenimento dei figli e soprattutto all’incremento del lavoro femminile.
Le nuove tecnologie in ambito industriale consentirono anche una diminuzione dei prezzi dei beni di consumi, che divennero alla portata di molti. Si diffusero gli elettrodomestici in tutte le case e quasi tutti i cittadini dei paesi occidentali disponevano di almeno un’automobile. Un ruolo importante fu ricoperto dalla pubblicità, che si diffondeva attraverso radio e televisori, a disposizione di tutti, imponendo nuovi prodotti di consumo. Negli Stati Uniti si diffuse un vero e proprio modello consumistico, in cui i prodotti venivano acquistati non per bisogno, ma per il significato simbolico che rappresentavano per il consumatore. Film e canzoni divennero parte integrante della vita delle persone, grazie alla completa disponibilità di questi beni, dovuta alla diffusione di nuove tecnologie. Proprio la musica ricoprì un ruolo fondamentale: per circa un ventennio attraverso i testi delle canzoni si diffusero nuovi valori, che ispirarono i movimenti giovanili che si andavano formando, portando nuovi modelli di comportamento e nuove mode.
Anche lo sport ricopriva un ruolo molto importante nella società. Le famiglie iniziarono a far frequentare ai propri figli i corsi degli sport principali e questi si diffusero a livello amatoriale; seguire grandi eventi sportivi attraverso radio e tv divenne uno dei passatempi preferiti della classe media.
Fu anche per questo che, quando gli Stati Uniti e alcuni alleati decisero di boicottare le Olimpiadi di Mosca nel 1980 e l’Urss e le sue nazioni satellite boicottarono le successive, tenutesi a Los Angeles nel 1984, gli eventi ebbero risonanza mondiale e non passarono come semplici azioni simboliche.

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