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La Guerra Fredda: Cause ed eventi principali


La fine della Seconda Guerra Mondiale cambiò lo scenario internazionale. Il conflitto si concluse il 25 Aprile 1945 in Europa con la resa della Germania e la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista, e nel resto del mondo alcuni mesi più tardi poiché il Giappone non era intenzionato ad arrendersi. Così il presidente americano Truman ordinò di sganciare due bombe sul territorio giapponese: la prima su Hiroshima, la seconda su Nagasaki. A quel punto il presidente giapponese non ebbe scelta e fu costretto alla resa.
All'indomani del conflitto, il mondo cominciò a dividersi in due sfere di influenza: da un lato vi erano gli Stati Uniti, i quali erano in una posizione di netto dominio sia economico che militare; dall'altro lato vi era l'URSS, la quale uscì provata dal conflitto, ma che ebbe il merito di essere la principale artefice della sconfitta del nazismo.
Questa situazione portò una divisione anche sullo scenario europeo, poiché la zona orientale era sotto il controllo dell'URSS, mentre quella occidentale era sotto la sfera statunitense. Questa divisione durò per oltre quarant'anni a causa della volontà di entrambe le potenze di mantenere la propria egemonia, e prese il nome di Guerra Fredda. Non si trattò di una guerra nel senso tradizionale del termine, perché la Guerra fredda si combatteva con le armi della politica, dell’economia e della propaganda. Nel 1948 gli Stati Uniti, il Canada e buona parte dell'Europa occidentale sottoscrissero un'alleanza, detta "Patto Atlantico", e nacque la NATO (organizzazione militare) e ad essi l'Unione Sovietica rispose con il Patto di Varsavia, siglato dagli stati dell'Europa orientale. La Guerra Fredda vide momenti particolari a causa di diversi avvenimenti, quali la Guerra di Corea, la Crisi di Cuba, la Guerra del Vietnam e l'occupazione sovietica in Afghanistan.
Corea: alla fine della Seconda Guerra Mondiale la Corea fu divisa in due regioni: quella del Nord, influenzata dal regime sovietico, e quella del Sud, sostenuta dagli americani. Nel 1950 la Corea del Nord oltrepassò il confine nel tentativo di riunificare la penisola; in un primo momento, gli USA sotto la presidenza di Truman, intervennero sotto il pretesto della riunificazione, ma dopo poco si ritirarono per il timore di un'espansione troppo elevata del Comunismo in Asia.
Guerra del Vietnam: la guerra del Vietnam si protrasse per circa trent'anni, e fu la prima guerra mediatica. Tutto ebbe inizio nel 1946, con lo scoppio di una vera e propria guerra tra Francia e Indocina (attuale Vietnam) e, dopo otto anni di sanguinosi scontri, nel 1954 fu sancita la vittoria del Vietnam. Il termine del dominio francese in Indocina fu formalizzato nell'Aprile del '54 durante la conferenza di Ginevra, nella quale venne proclamata la nascita di tre nuovi Stati:
Cambogia, Laos e Vietnam, quest'ultimo fu a sua volta diviso in Vietnam del Nord (socialista con Ho Chi Minh) e Vietnam del Sud (repubblica con Ngo Dinh Diem) e, secondo quanto stabilito a Ginevra, le regione avrebbero dovuto essere riunificate entro il 1956 attraverso libere elezioni. Quest'ultima decisione non fu gradita dagli Stati Uniti, che all'epoca erano sotto la presidenza di Kennedy. Intanto, le elezioni non si tennero e la situazione è tutt'ora la stessa. Il governo del Nord si rivelò corrotto e diede luogo ad un'opposizione da parte dei Vietcong (comunisti del Sud) che in breve tempo si trasformò in una guerra civile. Così Kennedy cominciò ad inviare i primi aiuti economici e militari (1962) che aumentavano sempre di più anno per anno, anche dopo l'assassinio di J.F.K. (1963), al quale successe Lyndon Johnson, fino ad arrivare nel 1969 a circa 540.000 soldati sul territorio vietnamita; però questo impegno fu economicamente sconveniente e non portò a nessun risultato rilevante, anzi, causò una grande impopolarità al Johnson che, infatti, dovette rinunciare a una nuova candidatura. Il malcontento generale venne estroiettato per la prima volta in un'Università della California, dove si svolse la prima rivolta studentesca nella storia americana, volta a opporsi alla segregazione razziale e alla guerra perché andavano contro i princìpi sui quali si basava la nazione: questa manifestazione ebbe un'enorme influenza, tanto da estendersi fino all'Europa, a cominciare dalla rivolta studentesca in Francia, alla quale seguì l'opposizione di studenti e operai in Italia e che diedero inizio al movimento neofemminista. In poche parole, tutti esprimevano il proprio disaccordo nei confronti della guerra, anche grazie alla diffusione del movimento Hippie.
A offuscare il prestigio statunitense contribuirono altri tre episodi avvenuti nel '68: in primis, l'assassinio di Martin Luther King, leader della lotta contro la discriminazione razziale, poi l'uccisione di Robert Kennedy, e, infine, la distruzione del villaggio di My Lai, dove l'intera popolazione, composta per lo più da donne e bambini, venne massacrata.
Nello stesso anno, venne eletto presidente Richard Nixon, il quale era intenzionato a far riacquisire credibilità alla nazione. In primo luogo, cercò di riavvicinarsi alla Cina di Mao Zedong intraprendendo uno scambio di visite tra le squadre nazionali di ping pong (da qui il nome di diplomazia del ping pong). Nel '72 Nixon fu rieletto al secondo mandato: quest'ultimo fu caratterizzato dal fermo proposito di ritirare le truppe americane dal territorio vietnamita, per lo più a causa della cattiva pubblicità causata dall'interesse dei media nei confronti della cosiddetta "sporca guerra".
Così l'anno successivo venne firmato un accordo secondo il quale gli USA avrebbero dovuto rafforzare il Vietnam del Sud così da renderlo capace di difendersi da solo. Solo che, appena la difesa americana cessò, il regime sud-vietnamita crollò sotto la supremazia di quello del Nord e il 2 Luglio 1976 nacque la Reppubblica socialista del Vietnam.
Per quanto riguarda Nixon, dovette dimettersi a causa alcune intercettazioni che rivelarono una serie di azioni illecite che gettarono il presidente al centro dell'opinione pubblica; questo evento prese il nome di scandalo Watergate.
Crollo del Comunismo: intanto, all'interno dell'URSS fu eletto un nuovo leader, il quale dichiarò di voler attuare una politica non repressiva, ma ciò fu smentito quando nel 1956 l'Ungheria tentò di rompere il Patto di Varsavia e l'opposizione fu repressa nel sangue. Il tentativo di riavvicinamento agli Stati Uniti sembrò andare bene, finché il Governo della Germania Est, sotto regime sovietico, avviò la costruzione di un muro che divise Berlino in due zone con il proposito di bloccare la fuga dei cittadini nel 1961.
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