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La guerra-franco prussiana, la riunificazione tedesca e la Comune di Parigi

Tra gli anni Sessanta e Settanta dell'Ottocento, nel cuore d'Europa, ha luogo un mutamento geopolitico che questa volta conduce alla formazione di uno Stato nazionale tedesco: si tratta del Regno di Prussia che ora ha forma di una monarchia costituzionale. La Costituzione prussiana, concessa dal sovrano Federico Guglielmo IV nel 1850, si fonda sul predominio del sovrano sul Parlamento.
Dopo la morte di Federico Guglielmo IV, sale al trono suo fratello Guglielmo I il quale, ambizioso di assicurare alla Prussia l'egemonia sul mondo di lingua tedesca, nel 1961 affida il governo a Otto van Bismarck. Insieme concepirono un piano di espansione territoriale attraverso un'aggressiva politica estera.
L'esercito prussiano, con già grandi potenzialità, viene ulteriormente rafforzato: si giunge in questo modo ad una seria crisi politi-costituzionale; Bismarck però non ascolta le opposizioni del Parlamento, soprattutto la parte liberale, e per tre anni continua ad approvare le spese militari.

[La crisi esalta dunque l'autorità del re a discapito del Parlamento]

Nel 1864 Guglielmo I e Bismarck decidono di attaccare, con estrema aggressività e l'aiuto dell'Austria, il Regno di Danimarca, sfruttando una crisi dinastica interna al Regno danese. L'esercito austro-prussiano in pochi mesi sconfigge quello danese: la resa della Danimarca viene ufficializzata nell'agosto 1964.
In realtà la Prussia ha progetti ben più grandi: vuole rompere con l'Austria per imporsi come unico Stato egemone dell'intera area tedesca. E' così che nel 1866 l'esercito prussiano inizia a preparare il campo, facendo leva sulla neutralità della Francia: scoppia la guerra contro l'Austria. La guerra dura poco e si giunge alla Pace di Praga il 23 agosto 1866. L'obiettivo di uno Stato nazionale tedesco sembra che stavolta sia a portata di mano.
[L'Austria deve inoltre cedere il Veneto all'Italia]

L'ampliamento della Prussia inizia a spaventare anche Napoleone III: nonostante l'esito della guerra del 1866 però vi sono numerosi politi e militari francesi che ancora sottovalutano la forza dell'esercito tedesco. Bismarck vuole far cedere le relazioni diplomatiche con la Francia e giungere ad una guerra con la certezza di avere la vittoria in mano.
Nel luglio 1870 l'occasione arriva: Bismarck manipola un telegramma che il re Guglielmo I gli ha inviato in merito alla questione spagnola, in modo che il sovrano prussiano abbia voluto sfidare la Francia, e poi lo comunica alla stampa. Dopo qualche esitazione Napoleone III decide di rompere gli indugi e il 19 luglio 1870 dichiara guerra alla Prussia.

[Napoleone III cade nel suo stesso tranello ideato nel 1859, all'epoca dell'alleanza con il Regno di Sardegna alla condizione che fosse l'Austria ad attaccare]
L'esercito tedesco irrompe nel territorio francese e dopo sei settimane sconfigge definitivamente, a Sedan, i francesi. Napoleone III è fatto prigioniero e, il 4 settembre 1870, viene dichiarata decaduta la dinastia napoleonica e proclamata la formazione di una Repubblica.
Intanto il 18 gennaio 1871 Guglielmo I, forte e vittorioso, viene proclamato imperatore tedesco nella Sala degli Specchi di Versailles.

Il nuovo Stato, l'impero tedesco, anche chiamato Secondo Reich con riferimento al Sacro romano impero, è formato dalla Prussia, dagli Stati che fanno già parte della Confederazione della Germania del Nord e nuovi territori, ottenuti con le guerre, come la Baviera. Il 16 aprile 1871 viene promulgata la Costituzione dell'Impero, che stabilisce: l'impero ha il carattere di una federazione di 25 Stati; l'imperatore ha il potere esecutivo e il comando delle forze militari; il Cancelliere (o Primo ministro) è il capo del governo e responsabile solo nei confronti del sovrano; il Parlamento è diviso in due camere, la Camera dei deputati e il Consiglio federale.
Il 10 maggio 1871 viene infine firmato il trattato di pace con la Francia. Le condizioni sono molto dure: lo Stato francese deve pagare una grande indennità e cedere le regioni dell'Alsazia e Lorena.
La trionfale costituzione dello Stato unitario tedesco, che pretende di essere addirittura un impero, è la causa di una gravissima crisi politico-sociale che sconvolge la Francia. Dopo la caduta di Napoleone III, la proclamazione della nascita della Terza Repubblica (4 settembre 1870) e la firma dell'armistizio con il nuovo Impero tedesco (28 gennaio 1871), in Francia l'8 febbraio 1871 si tengono le elezioni per la nuova Assemblea nazionale.

Il governo, con sede a Versailles, il 18 marzo 1871 invia le truppe a Parigi nell'intento di riprendere il controllo della città, inutilmente: la capitale francese resta nelle mani degli insorti.
Il 28 marzo 1871 viene eletto il nuovo consiglio per il Comune parigino (la Commune) che diventa l'organo di autogoverno della città. Dominata da repubblicani, anarchici, socialisti, la Comune approva alcune norme simboliche e cerca, invano, di ottenere l'appoggio del resto della Francia, con l'obiettivo di creare una sorta di federazione.
Tra il 21 e il 28 maggio 1871 la Comune è definitivamente sconfitta dal governo francese: tale repressione è un evento spaventosamente sanguinoso. In una sola settimana "la settimana di sangue" 20.000 persone perdono la vita.

La vita della Terza Repubblica ha dunque un esordio traumatico: la sconfitta contro i prussiani, la costituzione di un grande Stato tedesco al confine, la perdita dell'Alsazia e della Lorena,, la brutale repressione della Comune e, infine, una Camera con evidenti orientamenti monarchici.

Dal gennaio al luglio 1875 l'Assemblea nazionale approva tre leggi cui è attribuito un valore costituzionale. Essa prevede l'esistenza di un presidente della Repubblica, anche capo del governo, con carica settennale. Il Parlamento ha un aspetto bicamerale: la Camera dei deputati e il Senato.

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