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L’episodio della Comune di Parigi


La sconfitta della Francia di Sedan da parte dell’ esercito prussiano, provocò il crollo del II Impero che fu sostituito dalla III Repubblica. Il governo conservatore presieduto da Adolphe Tiers, nel gennaio 1871 firmò l’armistizio con la Prussia, ma il popolo di Parigi, per quanto assediato ed affamato non accettò la resa. Inoltre, la maggioranza della popolazione era ostile e diffidente nei confronti della Nuova Assemblea Nazionale, installata a Versailles e non a Parigi, composta in gran parte da deputati monarchici e quindi di tendenza conservatrice mentre erano molto attive tendenze repubblicane e democratiche. Durante il conflitto franco-prussiano i Parigini avevano avevano raccolto di spontanea volontà del denaro con cui furono acquistati dei cannoni per battere i Prussiani. Thiers cercò di recuperare tali cannoni per far fuoco sul popolo in rivolta; tuttavia i soldati inviati per requisire le armi, solidarizzarono con la popolazione e da questo episodio il movimento rivoluzionario si diffuse rapidamente: era il 18 marzo 1871. Dopo pochi giorni, nel municipio di Parigi si installò un governo rivoluzionario, eletto a suffragio universale, chiamato la Comune. Si trattò di un rigurgito patriottico e politico per continuare a lottare contro l’invasore prussiano, ma anche di un’insurrezione sociale che mirava a delle profonde trasformazioni del sistema produttivo. La Comune elaborò tutta una serie di riforme molto avanzate anche se al suo interno non esisteva l’unanimità. Fu abolito l’esercito permanente sostituito con un esercito popolare, i giudici e i funzionari diventarono elettivi, le fabbriche non più funzionanti furono consegnate agli operai, la giornata lavorativa scese a dieci ore e l’istruzione gratuita e laica per tutti. Tuttavia molte riforme non ebbero il tempo di essere attuate per l’intervento tempestivo dell’esercito.
Infatti, il Governo reagì inviando delle truppe regolari (chiamate “les Versaillais”) per reprimere la sommossa. I combattimenti, quartiere per quartiere, durarono dal 21 al 28 maggio e quando la resistenza dei rivoluzionari ebbe fine, iniziò una repressione spietata. Il Municipio, le Tuileries e il Palazzo di Giustizia furono bruciati e si contarono quasi 20.000 morti fra i rivoluzionari e 800 fra gli altri a cui si aggiunsero 40.000 arresti
Le conseguenze dell’esperienza della Comune sull’opinione pubblica fu duplice: 1) i conservatori ed i moderati la condannarono, presi dal timore di un’avanzata del socialismo che si stava facendo strada 2) per molti lavoratori, la Comune diventò un episodio che i vari partiti socialisti europei presero come esempio.
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