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Guerra Austro-Prussiana


La guerra Franco-Prussiana fu portata avanti dal cancelliere Otto Von Bismarck (determinato ed abile in guerra, militarizzò la Prussia).
L’area tedesca, come l’Italia in precedenza, era allora divisa in un gran numero di stati sovrani. Questo territorio, storicamente guidato e assoggettato dall’Austria, sin dal 1700 acquisì potenza, di cui dal 1862 Bismarck si mise a capo.
In un celebre discorso al parlamento di Berlino, Bismarck si assunse l’impegno di portare all’unificazione l’area tedesca, in un unico grande stato, o Reich, da realizzare “con il ferro e con il sangue”, dopo questo discorso verrà anche conosciuto come “cancelliere di ferro”.

L’intento era chiaro: l’Austria doveva essere sconfitta sul piano militare, lo Stato Maggiore prussiano (organismo decisionale dell’esercito) elaborò quindi una strategia per attaccare il nemico contemporaneamente da Nord e da Sud, in modo da disgregare l’esercito austriaco su due fronti, ed il neonato Regno d’Italia era perfetto per la situazione, si strinse quindi un’alleanza offensiva anti-austriaca tra la Prussia e l’Italia.
Il governo italiano, guidato dal generale Alfonso La Marmora nell’Aprile del 1866 accettò la richiesta prussiana, e nel Giugno dello stesso anno, lo scontro divenne realtà: l’esercito piemontese venne sconfitto a Custoza, anche la loro flotta nell’Adriatico, a Lissa venne sopraffatta dagli austriaci.
Non si trattò di sconfitte determinanti sul piano militare, ma furono colte con grande apprensione da tutta l’opinione pubblica. Soltanto Garibaldi, tornato alla guida di un gruppo di volontari, chiamati “Cacciatori delle Alpi” (è tornato dal suo auto-esilio a Caprera) che combatterono al fianco dell’esercito regolare piemontese, riuscì ad ottenere alcune vittorie, come nella battaglia di Bezzecca.

Intanto nella battaglia di Sadowa, l’esercito prussiano aveva sbaragliato completamente quello austriaco, inducendo il governo imperiale a chiedere la pace.
Oltretutto in questo momento storico l’Austria al suo interno era piena di conflitti di nazionalità: infatti non era più considerato “impero austriaco”, ma austro-ungarico, in quanto l’Ungheria grazie ad una serie di guerriglie e lotte continue aveva raggiunto alcuni livelli di autonomia rispetto al resto del territorio.

La Prussia fece un passo avanti nel processo di unificazione tedesca, e così all’Italia venne assegnato il Veneto, pur non avendo partecipato vittoriosamente alla guerra, ha partecipato con grossi contingenti di uomini, e ne ricava una situazione positiva, anche se questo avvenne solo grazie alla mediazione di Napoleone III, dal momento che l’impero austriaco rifiutava di considerarsi sconfitto dagli italiani.
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