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La Grecia, dall'indipendenza a oggi

La Grecia fu conquistata dai Turchi nel 15° secolo e rimase sotto il loro dominio fino al 19° secolo. Durante il dominio ottomano il potere andò sfaldandosi per l’azione di diversi fattori interni e internazionali e iniziò a formarsi il movimento nazionalista greco che fu assai influente sia a livello dell’impero che a livello internazionale.
I presupposti più immediati per la lotta d’indipendenza contro i turchi maturarono soprattutto durante il periodo europeo dei moti degli anni Venti, e grazie a un complesso gioco di politica internazionale che comprendeva alcune delle potenze mondiali, la Grecia ottenne l’indipendenza nel 1830 senza però alcuni territori che conquistò successivamente. Fu instaurata una monarchia imposta dalla Gran Bretagna ed ebbe inizio per la Grecia un periodo molto travagliato e caratterizzato da instabilità politica.

Durante la prima guerra mondiale, dopo la sconfitta degli imperi Centrali, la Grecia ottenne la Tracia orientale e il protettorato di Smirne. La situazione politica in Grecia rimase instabile: vi furono attentati a esponenti del governo e vennero indotte nuove elezioni.
Nel 1925 fu instaurata una dittatura militare che fu però subito rovesciata da un generale che indisse nuove elezioni. Da qui seguì un periodo molto travagliato e caratterizzato da scontri, i quali “cessarono” dopo la morte quasi contemporanea di due importanti esponenti politici; infatti questo permise al re di lasciare il governo in mano a Metaxàs il quale instaurò una dittatura ed abolì tutte le libertà civili e politiche.
Questa dittatura cadde allo scoppio della seconda guerra mondiale, durante la quale la Grecia era in equilibrio tra i sentimenti nazisti di Metaxàs e i legami del re con la Gran Bretagna. Entrò in guerra nell’ottobre del 1940 e fu continuamente attaccata dall’Italia contro la quale riuscì a collezionare molte “vittorie”, fino a quando essa non fu aiutata dalle truppe tedesche che occuparono Atene e Creta. Si scatenò una resistenza spontanea, formata da vari gruppi, che causò nel paese molti conflitti. La resistenza si “sciolse” quando Papandreu (che salì al governo per mano degli inglese) ne obbligò il disarmo e quando le truppe tedesche si ritirarono.
Dopo tutti questi conflitti il paese era in ginocchio, l’economia devastata.

Alla fine della seconda guerra mondiale la Grecia emerse come l’unico paese dei Balcani sottratto all’influenza sovietica e annesso al blocco occidentale.

L’instabilità politica continuò fino al 1954 con governi alterni e in questo periodo si formarono dei gruppi oltranzisti che approfittarono del fermento popolare.
Uno di questi gruppi, formato da una giunta di colonnelli, organizzò un colpo di stato militare (1967) e instaurò in Grecia la dittatura dei colonnelli: furono abolite libertà politiche e civili, si scatenò una forte repressione contro gli oppositori politici e si entrò in contrasto con la monarchia che dopo la morte del re fu abolita.
Attraverso dei conflitti venne proclamata la repubblica e la Grecia, nel 1981, entrò a far parte dell’Unione Europea.

La Grecia è attualmente in crisi poichè è rimasta fuori dai prestiti sui mercati finanziari.
Nel 2010 si avvicinò alla bancarotta e cercò di “riprendersi” attraverso un piano di salvataggio: le fu fatto un prestito di 240 miliardi di euro che però non è ancora riuscita ancora a ripagare.
La crescita economica si è ridotta di quarto e la disoccupazione è salita al 25 per cento.
La Grecia ha ancora un debito sconcertante che non riuscirà a ripagare senza una ripresa del Paese.

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