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Tattica della Germania e Fronte Italiano


Un cambio di tattica della Germania


Dopo mesi di terribili combattimenti tra tedeschi e francesi, alla fine del 1915, non vi era stato nessun cambiamento del fronte occidentale e gli eserciti avevano patito perdite immense.
Lo stato tedesco, fallita la guerra – lampo, inaugurò una nuova tattica detta “dell’usura”, con la quale il nemico si impegnava in un solo punto obbligandolo a concentrare lì tutte le sue forze, fino a esaurire ogni risorsa umana e militare.

Il 21 febbraio 1916, dopo aver bombardato le difese francesi, i tedeschi attaccarono Verdun; dopo cinque mesi di combattimento morirono tantissimi soldati e il fronte era rimasto quasi identico, dimostrando l’assurdità di questa tattica.
I francesi, aiutati dagli inglesi, decisero di affrontare i tedeschi sul fiume Somme, ma, nonostante l’impiego per la prima volta dei carri armati, non riuscirono ad aprire il fronte.

Il fronte italiano


Le operazioni militari italiane si concentrarono sul fronte orientale, al confine tra Regno d’Italia e impero austro – ungarico.
Tanti soldati trincerati attendevano il comando degli ufficiali di attaccare i nemici, che facevano una strage di innocenti. Questa era una guerra insensata perché ogni conquista innescava la reazione avversaria senza che la linea del fronte subisse modifiche e perché gli stati maggiori sembravano incuranti delle perdite umane, come se la vita dei soldati non valesse nulla. Ciò causò ripetuti fenomeni di diserzione e insubordinazione duramente repressi.
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