Grande guerra - Morti e devastazione


L'entusiasmo che la gente provava alla notizia della guerra può apparire sconcertante, se solo si considera come va a finire. Dal 1914 al 1918 sono in 70.000.000 a vestire l'uniforme e a partecipare alla guerra: di questi, all'incirca 10.000.000 muoiono in battaglia e altre per le ferite riportate. È un numero terrificante, mai raggiunto da alcuna guerra precedente. E contiene un dolore inesprimibile: 10.000.000 di morti, tutti con una loro storia che irradia lutto e sofferenza su chi resta in vita e li piange (padri, madri, figli, mogli, fidanzate, amici ecc.). E poi ci sono i feriti, che sono egualmente tantissimi: 30.000.000 circa, tra cui 8.000.000 sono gravissimi validi, mutilati, ciechi, traumatizzati, incapaci di riprendere una vita normale.
E poi c'è il fatto che tutti questi numeri, tutti questi traumi riguardano prevalentemente dei ragazzi oppure dei giovani uomini, persone di età compresa tra i 18 e i trent'anni: dolore nel dolore per il fatto che le loro sono morti premature, anni spezzati come è stato suggestivamente sottolineato dai critici contemporanei. E poi ci sono le devastazioni economiche e sociali, che si fanno sentire a lungo anche negli anni che seguono la fine della guerra: povertà, fame, dolore, depressione per lo shock di aver combattuto, depressione per aver perduto persone amate.

Che cosa ci aiuta a capire tutto quello che è accaduto? Che cosa ci aiuta a capire in particolare il contrasto tra la festosità dei giorni di agosto e la insopportabile luttuosità degli anni che seguono? La guerra è tremenda e rappresenta un male che non debba mai più ripettersi, bisogna ricorrere al dialogo tra Stati e alla diplomazia.

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