Il governo di Cavour

Piano economico

Lavori pubblici intensificati, opere idrauliche progettare per irrigazioni capi, potenziato porto di Genova, arsenale militare de La Spezia.
Riordinate le finanze pubbliche: nuove funzioni Banca Nazionale - Estensione debito pubblico - inasprimento del carico fiscale.
Venne incoraggiato lo sviluppo: dell'agricoltura, dell'industria (tessile, meccanica, incentivata da Ansaldo Sanpierdarena) e dei commerci (soprattutto esteri).

Verso giurisdizionalismo uguale al '700 (controllo sulle attività organizzate dalla Chiesa)

Politica interna, riforme per fare del Piemonte un paese moderno:
Continua legislazione volta all'abolizione dei privilegi ecclesiastici
Introduzione del matrimonio civile negata dal re

Diversa sorte per legge della soppressione degli ordini contemplativi
Più incameramenti dei loro beni da parte della classe ecclesiastica ma amministrato dello Stato.

2.3.1855: questa legge venne approvata nonostante le proteste, del Papa, clero, resistenza anche al senato.

Cavour voleva libera chiesa in libero stato

Il vescovo di Casale, monsignor Nazari di Calabiana, senatore del regno si oppose con proposta alternativa che di fatto avrebbe umiliato lo Stato: annullando la legge è mantenendo sui beni ecclesiastici la piena proprietà del clero.
La proposta fu appoggiata dal re, ma Cavour si dimise.

Vittorio Emanuele, tento di formare nuovo governo ma c'erano Difficoltà obiettive e pressioni di uomini autorevoli, quindi dovette rinunciare e richiamò Cavour al potere.
23 maggio del 1855 la legge venne approvata

La crisi Calabiana: secondo la lettera dello Statuto Albertino, che dopo 1861 diventerà la Costituzione del Regno d'Italia, il governo dipendeva dal re in quanto Capo dello Stato e non dal potere legislativo: parlamento.
Regime Costituzionale Puro: dove il potere legislativo concede o no fiducia al governo, non regime parlamentare (divisione tra potere esecutivo: governo - potere legislativo: parlamento)
- Giá con il connubio Cavour aveva dimostrato di preferire il regime Parlamentare perché: in un paese libero, il governo doveva dipendere dalla fiducia del Parlamento e perciò disporre di una maggioranza parlamentare.
- Il re comunque non voleva rinunciare al suo diritto di interferire sulla formazione del governo e sul suo indirizzo.

Si afferma in Piemonte il regime parlamentare.
Dopo la crisi Calabiana il sovrano si arrese accettando che fosse la maggioranza parlamentare e indirettamente l'opinione pubblica a decidere che dovesse governare e come.

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