• Riformista convinto, colto e preparato, realizza una serie di riforme amministrative, giudiziarie e di diritto sostanziale
• Istituisce la Giunta economale per i rapporti dello Stato con la Chiesa (giurisdizionalismo)
• Sopprime conventi e monasteri, c'è una precisa politica di ostilità nei confronti del clero che viene considerato ozioso. C'è un atteggiamento differente per le suore, le quali fanno un'assistenza agli anziani, i loro conventi verranno salvati, dato che svolgono compiti di interesse pubblico. Ci sono ordini che erano destinati a istruire i fanciulli o negli studi superiori, e verranno salvati. Non è una politica indiscriminata.
• Abolisce la Ferma Generale affidando l’esazione delle imposte direttamente allo Stato. Si occupa di tutti i settori della pubblica amministrazione, dal punto di vista fiscale abolisce la Ferma generale, era un istituto che vedeva come servi dello stato i pernieri (???) che richiedevano le tasse per lo stato, erano soggetti che poi arrivavano ad avere tantissimi beni. C'è una differenza tra quello che si dichiarava allo stato e quello che prendevano i pernieri, quindi si sottraeva denaro allo stato e loro si arricchirono molto. Si avrà per evitare questi problemi la riscossione diretta delle imposte.

• AGO (Allgemeine Gerichtsordnung) (1781). È il corrispettivo di quello varato in Prussia che era un regolamento giudiziario, come il fatto che per le 3 istanza non bisognava superare il termine di un anno. Nel 1786 viene adottato in Lombardia ma con delle differenze. In Belgio non viene approvato e non avrà alcun successo. Da noi insieme all'abolizione del senato e una modifica delle funzioni giudiziarie viene istaurato il nuovo organo con i 3 gradi di giudizio.
• Editto di tolleranza (1781). Si dà spazio a una capacità giuridica maggiore a soggetti che professano una religione diversa dalla cattolica. Tolleranza non è uguaglianza, un miglioramento di certe categorie del diritto, che prima erano trattate in maniera sfavorevole. La tolleranza non comportava uguaglianza, gli altri culti avevano dei precisi limiti, non potevano far suonare le campane, ma erano ammessi agli uffici pubblici, potevano conseguire i gradi accademici.
• Esteso agli ebrei (1782). Ebbero un trattamento di favore, per esempio Mantova era territorio di ebrei ed era già stato emesso un editto che migliorava la loro condizione.
• Editto in materia matrimoniale (1783: esecutivo in Lombardia nel 1784): matrimonio contratto civile regolato dallo Stato. Prima la materia matrimoniale era esercitata in maniera esclusiva dalla Chiesa. Si introduce qui nell'ordinamento il divorzio, ma veniva ammesso solo per gli acattolici e in pochi casi fortemente regolati, per i cattolici c'era la separazione regolata dai funzionari cattolici. Si tratta di un compromesso. Il regime era quello del diritto canonico, ed erano chiamati i parroci ad esercitare una conciliazione dei coniugi, chiamati sia al momento di celebrazione del matrimonio sia nei momenti di difficoltà, per separazione e divorzio. Il matrimonio diventa un contratto civile e dunque si poteva sciogliere. Contratto dissolubile.

• Editto sulle successioni, fondato sull’uguaglianza successoria tra maschi e femmine (1786). Discriminazione netta tra primogenito e gli altri figli.
• Editto sullo svincolo dei fedecommessi (1786). Un testatore destinava i suoi beni in modo che l'onerato ovvero il fedecommissario ovvero il primogenito fosse obbligato a trasmettere i beni al primogenito della generazione successiva. Ci sono fedecommessi che durano per 3 secoli, la procedura di svincolo significa che viene meno il vincolo di alienazione dei beni, i beni venivano immessi nel libero commercio, nella libera disponibilità, si favoriva l'incremento del liquido, sono misure esclusivamente economiche. Chi disponeva al momento die beni del fedecommesso li liberava ottenendo il valore che veniva messo su un banco pubblico. I beni cadevano di valore, quindi la procedura di svincolo ebbe pochissimo successo. Non conveniva economicamente metterla in atto.
• Regolamento sul processo civile in Lombardia (1785-1786), nel solco dell’ AGO.
• Norma interinale del processo criminale (1786) che presuppone l’abolizione della tortura. Regolamentazione del diritto processuale penale, in mancanza di un atto formale dell'abolizione della tortura, in questo caso si presuppone che non ci sia. A partire da quell'anno non ci sono prove dell'esecuzione della tortura a Milano.
Questa norma che doveva essere provvisoria durò fino al 1808, ci furono difficoltà per l'approvazione di un nuovo regolamento e la norma che regolava il processo rimase in vigore.
• Codice civile giuseppino: una prima parte dedicata al diritto delle persone e della famiglia (Josephinisches Gesetzbuch: 1787). Viene tradotto in italiano, si presuppone che dovrebbe entrare in vigore ma invece non è così. Solo per questo primo libro, entra in vigore nel resto dell'impero asburgico ma non in Lombardia.
• Codice penale giuseppino (1787), sotto l’influenza beccariana, fondato sul principio di legalità e divieto di ricorso all’analogia, con diminuzione dell’uso della pena di morte ma rigoroso apparato punitivo: non viene introdotto in Lombardia. È un artefice, un promotore, del Codice di procedura penale giuseppino (1788), ed invece il fratello è Pietro Leopoldo.
Troviamo il principio della legalità della pena, che porta divieto di ricorso all'analogia, con pene fisse ma graduate, viene scandito un massimo e un minimo, in modo da graduare la pena secondo le caratteristiche del reato. Rigore del sistema punitivo, pena certa. Il codice penale giuseppino ha una notevole diffusione dell'impero asburgico ma non viene introdotto in Lombardia. C'era un'ostilità netta nei confronti di questo codice, c'è un attaccamento alle proprie consuetudini, in Lombardia c'è l'esacerbazione della pena di morte. Non furono mai superate le consuetudini e il codice penale giuseppino non fu introdotto.

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