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Politica di Giolitti


Giolitti fu considerato un grande rivoluzionario alla pari di Cavour, in quanto riformó il sistema politico ed economico cercando di eliminare le rivoluzioni tanto ambite dei socialisti, ponendo lo Stato come amico del proletariato e non suo nemico quindi garantendo migliori condizioni di vita per il proletariato. Creò una coalizione politica con I socialisti riformisti, dei quali l'esponente fu Filippo Turati, ma quest'ultimo accettò quest'alleanza perchè sperava un giorno di attuare una grande rivoluzione che avrebbe visto lo scontro fra Stato Capitalistico-Borghese e Stato socialista per l'eliminazione della proprietá privata e l'affermazione del Comunismo. La maggior parte dei componenti del Partito Socialista Italiano erano massimalisti(rivoluzionari) e quindi contrari a questa alleanza e alla politica a gradi di Turati, in quanto non portò alla partecipazione alla politica italiana dei socialisti. Ciò portò all'organizzazione di questo grande sciopero generale(attuato in tutta Italia) che cominciò dalla Sardegna a causa dell'assassinio da parte dell'esercito italiano dei minatori. Questo grande sciopero puntava a bloccare la funzionalità dello Stato capitalistico e secondo George Sorel , tante rivolte avrebbero preparato il proletariato allo scontro finale con lo Stato Capitalistico. Queste rivolte che si tennero fra il 1907 e il 1908 non spaventarono Giolitti , che non intervenne con le forze armate, altrimenti sarebbe passato dalla parte del torto e aspettò ,che le rivolte si placassero da se. Successivamente il Parlamento attuò importanti progetti di legge ,per esempio: il voto a suffragio universale maschile , l'ampliamento del sistema d'istruzione italiano e la decisione di un sistema di calcolo progressivo del reddito. L' economia commerciale e industriale fu migliorata sempre attraverso le leggi protezioniste della Sinistra Storica incrementando la produzione di acciaio , cotone e zucchero al Nord con grandi finanziamenti e l'imposizione di tariffe doganali pesanti sull'importazione di grano proveniente dagli Stati Uniti, per incrementare la vendita di grano italiano e così da ottenere per Giolitti maggiore appoggio politico da parte dei politici del sud. Fu criticato come un capo mafia da Gaetano Salvemini e lo stesso per I socialisti, I quali pensavano più a garantire diritti al proletariato del Nord piuttosto ,che lottare anche per I diritti dei contadini. Un'altra questione sorse con l'intenzione dell'Italia di voler conquistare la Libia , che non vide l'appoggio da parte dei socialisti , I quali definirono ,che il proletariato non avrebbe tratto alcun vantaggio, ma sarebbe stata solo un'occasione per lo Stato di incrementare la ricchezza del nord, già fiorente per le industrie. Lo stesso Filippo Turati si distaccò dagli intenti di Giolitti , e quest'ultimo per poter riappropriarsi dell'appoggio da parte dei socialisti emanò il diritto di voto a suffragio universale maschile ,con ampliamento al voto della gente analfabeta a patto ,che avessero compiuto 30 anni. I socialisti rivoluzionari ,per esempio Mussolini, vollero bloccare la conquista della Libia. Per garantirsi la maggioranza ottenne l'appoggio da parte dei cattolici, fino ad allora esclusi dalla politica italiana a causa della bolla papale No expedit di Papa Pio IX del 1870. Questa si trattava di una questione di Patria e quindi I cattolici ricominciarono a votare con il Patto gentiloni, che sanciva che I cattolici dovevano votare solo I liberali ,che non avessero commesso torti nei confronti della chiesa cattolica. Il 1913 fu una data importante sia per il voto a suffragio universale maschile e sia per il fatto che I cattolici ricominciarono a partecipare alla vita politica italiana. Però vollero fondare anche associazioni e partiti sul progetto del 1891 di Leone XIII, cosìcche da fondare il Partito popolare italiano. Giolitti vista la complessità del nuovo governo si dimise e lasciò il suo ruolo nelle mani di Antonio Salandra.
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