La Germania nel Novembre 1918 vide la rivolta dei marinai, a cui seguirono la fuga in Olanda del kaiser Guglielmo II e la proclamazione della Repubblica, con la nomina del socialdemocratico Ebert a capo del governo provvisorio. Il 31 Luglio 1919 l'Assemblea Costituente promulgò la Carta Costituzionale, secondo la quale il potere legislativo spettava al Parlamento eletto a suffragio universale con sistema proporzionale, e al consiglio federale composto dai rappresentanti degli stati regionali (i Lander). All'estrema sinistra s'agitava la Lega di Spartaco nata nel 1917 da una scissione del partito socialdemocratico per opera di Rosa Luxemburg. Nel Gennaio 1919 contro la mobilitazione dei lavoratori, il ministro della difesa Noske (socialdemocratico) schierò i Freikorps (corpi franchi), squadre d'azione controrivoluzionarie in cui militavano operai socialdemocratici e volontari di estrema destra. Il problema della Repubblica di Weimar fu l'inflazione che fu combattuta grazie alla dilatazione del debito pubblico attraverso l'emissione di molta cartamoneta, l'inconvertibilità in oro della moneta cartacea e l'introduzione del corso forzoso. Il nuovo governo di coalizione del 1923 guidato dal conservatore Stresemann creò il Rentenmark (marco di rendita) garantito da un'ipoteca sui beni nazionali. Nel 1920 Hitler fondò il Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (NSDAP) organizzato secondo il principio dell'autorità del capo e formò le squadre paramilitari, le SA, con persone reclutate fra i Freikorps e disoccupati. Il "Mito di Weimar" è legato alla fioritura artistica e culturale in Germania negli anni venti: l'Espressionismo, l'Astrattismo, l'Esistenzialismo, Brecht, Planck, Einsten, Weber, Manne e Schonberg.

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