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Junker e militari

In seno all'impero tedesco alla massa operaia si contrapponevano due potentissimi gruppi d’interesse: il primo era costituito dall’alleanza tra gli Junker, i grandi proprietari terrieri che rappresentavano l’aristocrazia di origine feudale, e gli industriali, i cosiddetti "Junker delle ciminiere" che, grazie ai trust, concentravano nelle mani di pochissime famiglie l’immenso patrimonio industriale e minerario della Nazione ( i Krupp erano una di queste famiglie);
il secondo era costituito dall’esercito, il quale godeva nel Reich di una libertà anomala, in quanto non era controllato dal Parlamento. Quest’ultimo, infatti, non poteva intervenire né sulle spese militari né sui piani di guerra dello Stato maggiore, il quale formalmente dipendeva direttamente dal re, ma in realtà era completamente autonomo nelle sue decisioni. Gli ufficiali costituivano una casta chiusa, perché solo i nobili potevano accedere ai gradi superiori ed erano quasi tutti prussiani.

Una situazione del genere era molto grave per la giovane Nazione, ma nessuno osava metterla in discussione. Impediva ciò sia l’altissimo prestigio dei militari, ai quali andava il merito di avere vinto le due guerre per l’unificazione della Germania (la guerra austro-prussiana e la guerra franco-prussiana) sia la convinzione che l’esercito costituisse una scuola insostituibile di disciplina, obbedienza e amor patrio. Le Forze armate costituivano quindi una sorta di "Stato dentro lo Stato" e il militarismo era diventato un carattere intrinseco del Paese.

Entrambi i gruppi di potere sostenevano il colonialismo (proprio in quegli anni la Germania conquistò le sue colonie africane), la corsa agli armamenti e il razzismo che, attraverso gli scritti di numerosi pensatori, si stava diffondendo in Europa in tutte le sue possibili forme: nasceva come "primato dell’uomo bianco" sugli africani e asiatici, diventava antisemitismo contro le comunità ebraiche interne alle singole nazioni, sostevana la superiorità di un’etnia su quella che le era contigua (per esempio la superiorità dei tedeschi sui magiari, dei magiari sugli slavi, degli slavi sui turchi).

Le aspirazioni dei militari e del blocco Junker-industriali erano fortemente appoggiate dal Kaiser Guglielmo II e sotto di lui i due gruppi potettero portare avanti una politica di potenza nota come "pangermanismo" e che mirava alla riunione di tutti i popoli di lingua tedesca sotto il governo del Reich. Ciò significava aspirare all’annessione dell’intera Austria e di parti della Cecoslovacchia: una politica estremamente pericolosa per gli equilibri europei e in netto contrasto con l’alleanza tra Germania e Impero austro-ungarico.

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