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Il genocidio del nazismo


In tutti questi secoli l' antisemitismo è stato uno strumento utile nelle mani sia degli antisemiti, che hanno fatto degli ebrei nelle più diverse circostanze il loro "capro espiatorio", sia del potere politico che, da una parte, si avvantaggiava della loro attività economica, e dall'altra ricorreva alla loro espulsione quando trovava più vantaggioso incamerarne i beni.
Un momento di particolare rilievo nella storia dell' antisemitismo è il genocidio messo in atto dal potere nazista nel corso della seconda guerra mondiale. Purtroppo - cosa quasi incredibile - non è bastato nemmeno l'"olocausto" a far cadere l' antisemitismo cui sono legati i più umilianti ricordi di un'umanità ancora così lontana dal traguardo minimo della "civiltà": il rispetto della dignità umana. L' antisemitismo è ancora vivo e torna a manifestarsi apertamente, mescolato a un più generico razzismo e innestato sul tronco del pregiudizio così duro da abbattere. Serpeggia con differente accentuazione fra persone di ogni età in Italia, in Polonia e in genere nei Paesi dell'Est europeo; è giunto a vergognose manifestazioni in Francia o in Germania, dove sono diventate sempre più numerose le organizzazioni politiche che si richiamano a una tradizione di pensiero nazista e manifestano atteggiamenti antisemiti (profanazione di tombe, incendi a sinagoghe, attacchi a campi di concentramento, diffusione tra i giovani tedeschi e austriaci, di videogiochi chiamati "giochi di Auschwitz", dove è simulato lo sterminio degli ebrei nelle camere a gas).
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