Gandhi - Bapu o Mahatma


Gandhi ritiene che ci si possa opporre ai soprusi attraverso il ricorso a forme di resistenza passiva e pacifica, un gesto che richiede altrettanto coraggio e fermezza del ricorso alla violenza, poiché bisogna essere pronti a subire le aggressioni o le punizioni degli antagonisti: per questo la sua lotta politica prende il nome di satyagraha, che significa "fermezza della verità", come Gandhi stesso si preoccupa di spiegare in vari suoi discorsi. Le iniziative sudafricane conquistano a Gandhi una grande popolarità tra la comunità indiana locale. La sua fama ben presto arriva in India. Quando torna in patria è già un personaggio molto noto e autorevole. Nel 1918 si impegna per la difesa dei contadini di alcune regioni dell'India settentrionale, un'azione che amplia ulteriormente la sua popolarità ed è allora che molti indiani cominciamo a chiamarlo Bapu (padre) o Mahatma (grande anima). Nel 1919, forte della sua fama, invita gli indiani a protestare contro la conferma delle leggi eccezionali britanniche, invitando tutti a un hartal, cioè a una sorta di sciopero generale di tutto il paese. L'appello di Gandhi ha un grande successo, ma ad Amritsar, nel Punjab, un reparto militare britannico, nel tentativo di disperdere la folla che si è riunita in una pizza, spara uccidendo 400 manifestanti indiani. Il massacro di Amritsar gioca gravemente a sfavore dell'autorità britannica. Il prestigio di Gandhi, che pure ha espresso il più profondo dolore per l'episodio e che ha condannato le violenze antibritanniche scoppiate per reazione qua e là, ne esce enormemente accresciuto. Nel 1920 il dirigente di orientamento nazionalista, Tilak muore e Gandhi si impone, quasi naturalmente, come il capo del Congresso nazionale. Gandhi si impegna con tutte le sue capacità nel tentativo di coinvolgere anche gli indiani di religione musulmana entro un grande movimento di non cooperazione e di resistenza passiva all'oppressione britannica per il conseguimento dello Swaraj (indipendenza). Ma Jinnah è la Lega musulmana non apprezzano l'iniziativa gandhiana, poiché non credono nella tecnica della non-violenza: infatti in tal modo anche negli anni del dopoguerra, i rapporti tra Congresso nazionale e Lega musulmana continuano a essere difficili.

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