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L'Impero


Il ruolo di Napoleone cambia nuovamente quando una modifica costituzionale del Senato del 1804 trasforma la Repubblica in Impero. Napoleone è il suo imperato, con tutti i diritti che ne conseguono, quasi quelli di un monarca, quindi ereditario. Le istituzioni rappresentative vengono mantenute, ma con poteri nulli. Il Senato diventa imperiale e vi entrano i principi della casa imperiale, nominati esclusivamente da Napoleone. L’impero è sancito formalmente il 2 dicembre 1804, con Napoleone che si autoincorona Imperatore di fronte a Papa Pio VII.
Si chiude così il primo ciclo della rivoluzione francese. Molti vedono questo momento come punto di arrivo della rivoluzione, affermando quindi che essa aveva lasciato sul suo cammino dei problemi in sospeso, come la forma di un esecutivo forte e di garanzia. Oppure è il momento dell’involuzione dei suoi principi costituzionali, ponendo una netta frattura tra pre e post 1799, passaggio ad un nuovo Stato autoritario dopo l’antico regime. La Costituzione del 1799 è già un testo molto diverso, molto più breve, che fa intuire la tendenza alla personalizzazione del potere e l’intento di dare poca importanza alle istituzioni, concentrando il potere in poche autorità. Meno precisa la Costituzione, tanto più semplice sbarazzarsene mantenendo l’apparenza. Carta che poi viene sbaragliata da una serie di modifiche, e già dal 1799 perde la sua importanza come punto di arrivo della Rivoluzione, cioè la trasformazione su carta del nuovo Stato, stabilizzandolo. In periodo napoleonico c’è grande sfiducia verso la Costituzione, non più considerata come strumento a cui affidare la definizione della propria identità politica.
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