Flessibilità, delocalizzazione, globalizzazione

Le politiche neoliberiste hanno un impatto devastante sulla riorganizzazione dei rapporti di lavoro. I nuovi contratti con cui si impiegano i giovani lavoratori si basano su brevi contratti di formazione o "a progetto", con coperture assistenziali minime o inesistenti. Questo rende più semplice per le aziende licenziare e rimanere flessibili per affrontare eventuali tempeste economiche. Flessibili diventano anche i lavoratori, che si devono adattare a frequenti cambi di occupazione a condizioni quasi sempre sfavorevoli. Un altro aspetto molto importante della globalizzazione è la delocalizzazione della produzione. Moltissime aziende occidentali trovano estremamente conveniente aprire fabbriche o spostare la produzione lì dove la forza lavoro costa poco e le norme sindacali e ambientali sono quasi o del tutto inesistenti. In queste fabbriche delocalizzate avviene la produzione parziale o completa dei prodotti , mentre a parte dirigenziale delle aziende rimane nei paesi occidentali e dispone di pochissimi dipendenti. La globalizzazione non riguarda poi solo gli scambi commerciali collegate ad un'azienda madre che concede il proprio marchio a imprenditori locali a particolari condizioni. I processi di integrazione descritti finora vengono agevolati dalla "rivoluzione informatica". Grazie ai computer le aziende sono in grado di comunicare in tempo reale con le fabbriche sparse per il mondo e automatizzate intere linee di produzione. In questo modo è possibile risparmiare sulla forza lavoro, sui centri di assistenza, e disporre di un immediato controllo dei collegamenti finanziari. Diretta conseguenza della delocalizzazione è la nascita in Occidente della società post-industriale , dove i lavoratori di fabbrica sono meno e gli impiegati del terzo settore (assistenza, amministrazione) diventano sempre più. Questa grande trasformazione economica è stata agevolata dalle politiche di "deregulation" che hanno tolto barriere ambientali e sindacali in favore dell'imprenditoria. Ciò ha causati enormi danni ambientali come il buco nello strato di ozono e il global warming (cioè riscaldamento globale).

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