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-L’Edificazione della Volksgemeinshaft (Comunità Nazionale)-

Rimosse le organizzazioni sindacali non naziste, il governo di Hitler attua una politica economica dagli straordinari risultati, basa su due punti essenziali:
• Un vasto piano di Lavori Pubblici: formazione di una rete di strade e di edifici pubblici;
• Il rilancio dell’Industria Bellica: vengono impiegate larghe quote del bilancio statale per il rilancio dell’esercito tedesco.
Necessaria per l’attuazione di questa politica economica è l’interruzione dei pagamenti per le riparazioni dovuti alla Prima Guerra Mondiale.

I risultati di questa politica, come detto, sono eccezionali: la disoccupazione viene riassorbita, i salari si alzano, così come i prezzi, la produzione industriale aumenta, così come il PIL e i profitti delle imprese.
Un sistema del genere, basato sull’aumento del deficit dello stato a favore dell’industria bellica, non può durare a lungo; infatti il governo nazista vuole mantenere questa politica solo temporaneamente, in modo da preparare la Germania per la guerra.

Fin da subito il regime nazista vuole attuare una politica estera estremamente aggressiva.
Infatti già nel 1933 esce dalla Società delle Nazioni, poiché intenzionato a rimettere in discussione ciò che era stato deciso a Versailles.
Già il regime aveva violato gli accordi di Versailles permettendo il riarmo dell’esercito, così come li viola anche occupando militarmente la Renania, che sarebbe dovuta restare una zona smilitarizzata.

Per attuare questa politica di espansione militare vi è il bisogno di avere una popolazione numerosa e sana; per questo il regime nazista avvia una politica demografica che vuole favorire la crescita della popolazione.
Da un lato viene incoraggiato l’aumento della natalità nelle coppie di pura razza ariana, dall’altro vengono prese misure antinataliste verso coloro che non sarebbero stati in grado di assicurare un’adeguata riproduzione della comunità nazionale (malati di mente, disabili, criminali).
Viene poi introdotta una legislazione razziale, essenziale per la creazione di una perfetta comunità nazionale.
La politica razziale è principalmente orientata contro la comunità ebraica; nel 1933 vengono introdotte due leggi: la Legge sulla Cittadinanza del Reich, che distingue i cittadini di ‘pieno diritto’ da quelli ‘privi di diritti’, tra cui vi erano proprio gli Ebrei, e la Legge per la Protezione del Sangue e dell’Onore Tedesco, che proibisce il matrimonio tra ebrei e tedeschi ariani.
Si vuole dunque escludere gli Ebrei dalla comunità nazionale tedesca.

Nel 1938 le SA organizzano un pogrom che ha luogo in tutta Germania, vengono devastati e saccheggiati 7000 negozi di ebrei.
Vengono poi, tramite una legge, esclusi bambini e ragazzi ebrei dalle scuole tedesche.

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