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Ideologia fascista

L’ideologia che stava dietro al fascismo è molto particolare: rispetto agli altri totalitarismi, non ha un libro di riferimento, né c’è un programma politico chiaro a cui fare riferimento. Il programma diciannovista non viene per niente rispettato nel fascismo. È un’ideologia non geometrica, né logica: il fascismo è un’ideologia con una parte emozionale, rifiuta il modello logico razionalista; è composta da un sistema di idee, miti e sentimenti; il fascismo stesso si pone come un rifiuto al razionalismo. La violenza, il culto del capo, la politica come spettacolo, l’onore ai caduti, le grandi adunate di massa, il cameratismo, costituiscono un’ideologie e sono buone per qualsiasi cosa. L’idea stessa è configurarsi come un movimento alternativo all’ideologia razionale, scritta, ma è un qualcosa di diverso e innovativo.
Il fascismo è critica alle ideologie. Marx stesso ha detto che dietro al concetto di ideologia c’era la concezione di una classe dirigente. Questo movimento accosta a questa critica l’idea della promozione dell’uomo fascista.
Il fascismo va ad inserirsi in un momento di crisi in cui tutta la concezione moderna dell’uomo come ragione, l’uomo ottimista, del positivismo, del progresso inarrestabile. Schopenhauer, Marx e Nietzsche ad esempio le metteranno in crisi. Il fascismo sfrutta questa crisi trasversale. Come ideologia il fascismo sorge nella crisi dello storicismo di Hegel (sviluppo razionale dello spirito rappresentato dalla storia; un progresso volto al bene). Tutto il complesso di idee appare ai giovani provati dall’esperienza della grande guerra come una deformazione della vita; la guerra dimostra che tutto quello che era stato promesso prima non era stato rispettato. Il positivismo si era tradotto in milioni di morti.

Si può parlare di fascismo a pieno titolo per quanto riguarda il fascismo italiano e il nazismo. Non si considera fascismo alcune esperienze di destra autoritarie, come la dittatura di Francisco Franco in Spagna e per altri eventi. La parola fascismo, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, è diventato uno strumento di lotta politica, additando come fascisti alcuni movimenti che di fatto non lo erano. Il termine fascismo ha una peculiarità e va riconosciuto e distinto dagli altri. Il fascismo ha il mito del futuro, non è un’ideologia conservatrice o reazionaria; è rivoluzionaria perché i fascisti stessi si definiscono rivoluzionari; i fascisti vogliono creare un uomo nuovo; la famiglia per loro non è quella naturale ma fascista, con una precisa conformazione sociale; lo stesso Dio è un dio loro, un dio pagano. Lo stesso termine “patria” viene fatto proprio dai fascisti, che “inglobano” il nazionalismo.

Il fascismo è critica delle ideologie, quindi quelle fondate nell’800 che derivano da quelle cartesiane dell’uomo razionale. C’è una idea di tratteggiare un uomo nuovo fascista; la crisi già in atto diventa ancora più forte con la prima guerra mondiale, quando il razionalismo, l’illusione del progresso e la pace vengono spazzati via. La crisi deriva dal fatto che l’uomo ha soffocato la parte emozionale con quella razionale; è necessario ribellarsi a ciò; l’uomo fascista vuole sviluppare questa parte istintuale.
Il fascismo è una trasmutazione dei valori: un ribaltamento, un cambiamento dei valori. Il fascista rifiuta le concezioni dell’uomo che c’erano in precedenza. Bisogna umanizzare il capitalismo; il trionfo della società industriale aveva portato ad una perdita del senso dell’umanità; erano stati sconvolti i valori della società razionale; il fascismo si pone contro la rivolta per quest’idea che l’uomo sia un ingranaggio anonimo del meccanismo produttivo e di consumo. Altro tratto caratteristico dell’ideologia fascista è l’ideologia dello stato: il fascismo afferma la superiorità della politica rispetto alla vita privata; a livello di slancio ideologico è pienamente un totalitarismo; non esiste nulla che si sottrae alla politica; il fascismo organizza il tempo libero, vuole rifondare la famiglia ecc. Lo svago dopo il lavoro fa in modo che le persone non si autodeterminino. Il fascismo entra nella vita delle persone. È lo stato a dirti cosa devi fare e ad occuparti il tempo libero.
Se l’ideologia del fascismo è irrazionalistica, la politica non può essere un’argomentazione logica; la politica diventa spettacolo; per questo i punti programmatici per il fascismo sono irrilevanti e possono cambiare da un giorno all’altro. Per questo prima del 1936 Mussolini era il peggior nemico di Hitler e dopo il suo migliore amico. La politica diventa emozione. Il fascismo coglie un aspetto interessante: la società di massa ha portato alla spersonalizzazione dell’individuo. Il fascismo dice che un individuo vale all’interno di un gruppo. Questo movimento ha grande successo in coloro che hanno subito ciò: i ceti medio-borghesi. Perdendo i miei punti di vista mi sento smarrito; ho bisogno di identificarmi in qualcosa. Il fascismo offre la possibilità di sentirti importante e parte di qualcosa di grande; per questo il fascismo organizza le adunate. L’appartenere a questa massa ti fa sentire qualcuno. L’identificazione col capo mi fa sentire qualcuno. In questo modo non è più l’uomo a pensare, ma l’ideologia che pensa per lui.
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