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Economia durante il fascismo

Per quanto riguarda il settore dell’economia, la carta del lavoro è servita a far ripartire l’economia in Italia. Mussolini per far ripartire l’agricoltura proponeva molti incentivi e opere di bonifica dei territori come la “pianura contina”, Laziale, zona paludosa non fertile. Mussolini quindi si impegnò attivamente a bonificare i territori, a renderli fertili e a costruire pure delle città nuove, ed infatti in questo periodo nacque Littoria ovvero l’odierna Latina. Questi incentivi erano delle ricompense date dal fascismo ai contadini che miglioravano la produzione del grano nei campi. Venne istituita quindi una sorta di “battaglia del grano” dove contadini rivaleggiavano per produrre di più nei campi. Chi produceva di più veniva maggiormente ricompensavano. I giornali quindi facevano grande propaganda con immagini dove Mussolini si faceva immortalare con i contadini. La battaglia del grano venne intensificata maggiormente quando Mussolini decise di rendere negli anni 30 l’Italia uno stato autarchico, perché quando fa trapelare all’estero un programma espansionistico egli va contro i principi di Wilson e quindi la società delle nazioni si ribella e sarà costretta a sancire l’Italia dove le nazioni non potevano più fornire il grano all’Italia, quindi Mussolini decise di realizzare uno stato autarchico e stimolare di più la produzione. Durante il regime, il paese cresceva democraticamente questo perché. Il regime, incoraggiava i single a sposarsi e a riprodursi al fine di avere un popolo folto al fine di apparente di avere più mani per la manodopera ma il motivo era quello di avere più soldati. Questo fenomeno prese luogo in modo molto proficuo dato che le persone venivano incentivate soprattutto per fare figli. Il tutti quindi, soprattutto gli incentivi andavano a migliorare la produzione in Italia in questo momento di autarchia dove l’Italia non poteva accingere dalle risorse provenienti dall’estero.

Giovanni Gentile fu il ministro fascista che attuò la riforma scolastica, era una riforma molto rigida che prevedeva un programma rigido nelle scuole. Il CONI nasce durante il periodo fascista il quale aveva il compito di gestire l’istruzione nelle scuole, tutto ciò con obiettivi paramilitari.

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