L'evoluzione politica del Piemonte

1849: ripresa della guerra.
Parlamento di cui molti uomini di sinistra democratica.
Riscattò l'onore Carlo Alberto.
Riconfermo l'impegno di casa sabauda a battersi per la causa italiana e a mantenere la costituzione.

Luglio 1849: camera eletta espressione di minoranza di elettori (solo 30.000 votarono su 87.000) voleva mettere in difficoltà il governo presieduto dal moderato D'Azeglio intorno alla ratifica delle Clausole Economiche del trattato di pace con Austria.

1849 Milano 6 agosto, il proclama di Moncalieri.
20 novembre 1849: Vittorio Emanuele II scioglieva la camera e indiceva nuove elezioni e in più il proclama di Moncalieri il cui testo redatto dallo stesso D'Azeglio nel quale c'era l'esportazione perché si inviassero alla camera dei deputati più ragionevoli, consapevoli delle difficoltà del paese.

9.12: elezioni portato o alla camera una maggioranza moderata e disposta a ratificare il trattato di pace.

Conferma del regime costituzionale: alcuni volevano sospensione dello Statuto. Ma Vittorio Emanuele confermò il Regime Costituzionale.
Concesse asilo politico e cittadinanza ad un largo numero di esuli dagli Ststi italiani, mantenendo il tricolore.
Il governo D'Azeglio fede una serie di riforme:
Soprattutto l'abolizione anacronistici privilegi del clero
Inutile accordo con la chiesa
Ministro della Giustizia, Siccardi, preparo disegno di legge.

Leggi Siccarde:
- abolizione foro ecclesiastico
- dei residui del diritto d'asilo
- riduzione feste religiose a 6 più le domeniche
- obbligo di un'approvazione governativa in caso di acquisizione dei beni da parte degli enti ecclesiastici.
Clero più ambienti conservatori, resistenza vi vissi ma soprattutto Monsignor frangono arcivescovo di Torino.
Diritto di manomorta, che impedisce la vendita dei beni ecclesiastici, ma 1850 leggi approvate.

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