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Europa tra due secoli scaricato 18 volte

3. L'Europa tra due secoli
1. Le nuove alleanze.
Dopo le dimissioni di Bismarck i rapporti tra le grandi potenze si ruppero dando vita a due blocchi contrastanti. La salita al potere del nuovo imperatore tedesco Guglielmo II, che intraprese una politica più aggressiva di quella Bismarck, ed il contrasto tra Austria e Russia misero in crisi il vecchio sistema di alleanze. I successori di Bismarck si preoccuparono di mantenere i rapporti con l’Austria e non rinnovarono quelli con la Russia. Nel 1891 Russia e Francia si allearono (la Francia fece prestiti per aiutare la Russia nel suo processo d industrializzazione) nella Duplice fraco-russa mettendo in pericolo a Germania che tentava di tenere la Francia isolata. Pochi anni dopo la Germania costruì una flotta da guerra capace di contrastare quella Britannica spingendola ad intraprendere alleanze ma ebbe effetto contrario portandola ad una corsa agli armamenti navali. Inghilterra e Francia si allearono nell’intesa coloniale che non era una vera e propria alleanza militare. Anche Inghilterra e Russia scesero a patti. Quindi da una parte erano Austria, Italia e Germania e dall’altra Inghilterra, Russia e Francia (preoccupati per la crescita della Germania, uniti e forti). Questo accerchiamento della Germina la spinse ad intraprendere una politica più aggressiva (maggiore tensione internazionale).

2. La “belle epoque” e le sue contraddizioni.
Pur essendoci un clima teso e volto allo scontro, in questo periodo si svilupparono sia correnti militariste sia pacifiste e le persone parteciparono maggiormente alla vita politica e vigeva tra i borghesi l’ottimismo per lo slancio dell’economia e il progresso perciò questo periodo viene chiamato belle epoque e fu un periodo di crescita della società europea, di contrasti politici e sociali. Ma vi furono anche miglioramenti nelle condizioni di vita in seguito ad aspre lotte.

3. La Francia tra democrazia e reazione.
Dreyfus (ufficiale ebreo) venne condannato ai lavori forzati per aver fornito documenti riservati all’ambasciata tedesca, le accuse erano false e diedero il via ad una campagna antisemita. Pur sapendo la falsità dell’accusa si decise di falsificare i documenti coprendo i veri colpevoli e lo scrittore Zola pubblicò un atto d’accusa contro lo Stato che aveva nascosto la verità e fu condannato per offese all’esercito. L’opinione pubblica francese si divise in:
- Socialisti, radicali e repubblicani moderati: riconoscevano l’innocenza di Dreyfus
- Clericali, monarchici, nazionalisti di destra e moderati: lo colpevolizzavano
Ciò sfociò in uno scontro politico e, nonostante la sua innocenza, Dreyfus vene condannato ma il presidente della Repubblica lo graziò liberandolo. Alle elezioni venne eletto governo di coalizione repubblicana che sciolsero alcune associazioni di estrema destra e arrestarono i capi ed eliminarono gli alti gradi dell’esercito. Riprese la lotta contro le posizioni di potere religiose e vennero sciolte molte congregazioni e vi fu la completa separazione tra Stato e Chiesa dividendo il paese ma portando alla vittoria i gruppi radicali. I governi di Clemenceu e Briand portarono alcune riforme:

- limitazione orari di lavoro
- riposo settimanale
- pensioni di vecchiaia
ma non fecero passare un progetto di imposta generale sul reddito scontrandosi con i lavoratori che non avevano beneficiato del progresso economico. L’alleanza tra socialisti e radicali si ruppe ridando spazio alle correnti repubblican-moderate che tornarono al potere con il presidente Poincare che si sarebbe concentrato sulle spese militari e il rafforzamento dell’esercito.

4. Imperialismo e riforme in Gran Bretagna.
La coalizione tra conservatori e liberali unionisti con Chamberlain introdussero varie riforme sociali:
- gli imprenditori erano responsabili degli infortuni sul lavoro
- aumentarono i finanziamenti per scuole elementari e medie
- introdussero misure di collocamento dei disoccupati
- introdussero un protezionismo doganale (tariffa imperiale) (vs tradizione liberoscambista)
nel 1906 i liberali, che si opposero all’ultima proposta, vinsero le elezioni e nella Camera entrarono deputati laburisti. Essi intrapresero una politica coloniale meno aggressiva e introdussero varie riforme:
- 8 ore di lavoro per i minatori
- introduzione degli uffici di collocamento
- assicurazioni per la vecchiaia a carico dello Stato
- introduzione di una politica fiscale progressiva (tasse proporzionate al reddito)

quest’ultima proposta si scontrò con la camera dei Lords che poteva respingere le leggi finanziarie e nacque un conflitto costituzionale. I liberali introdussero un progetto di legge parlamentare che negava ai Lords il diritto di respingere le leggi di bilancio mentre le atre poteva solo rimandarle 2 volte alla Camera dei Comuni. Nel 1911 grazie a Gregorio V i Lords accettarono la legge. Ma ciò non portò nel paese un clima di tranquillità:
- i lavoratori scioperavano per avere un aumento dei salari
- continuava a diffondersi il movimento delle suffragette
- i nazionalisti irlandesi volevano l’indipendenza.
Nel 1911 venne presentato un progetto che dava all’Irlanda un governo e un parlamento proprio ma doveva essere sempre legato alla corona inglese. Questa soluzione non accontentò né nazionalisti né protestanti che organizzarono un movimento clandestino di opposizione ma nel 1914 il progetto venne approvato ma mai applicato per lo scoppio della guerra.

5. La Germania Guglielmina.
Guglielmo II aveva criticato le leggi eccezionali contro i socialisti e mise da parte le aperture democratiche mostrando un’inclinazione alle soluzioni autoritarie. Nessun cancelliere riuscì ad imporsi come Bismarck e continuò a governare sopra i partiti e a render conto all’imperatore. Quindi il passaggio dalla Germania bismarckiana a quella Guglielmina non portò nessun mutamento sostanziale. Con la Weltpolitik la Germania intraprese una politica mondiale, riarmò le flotte e ci fu l’alleanza tra contadini,militari e industriali. L’industria (simile agli USA) si basava sulla tecnologia e portò il popolo alla consapevolezza della propria superiorità. Non avendo un grande quantità di materie prime la Germania sfruttò a proprio vantaggio quelle degli altri paesi ponendosi contro le altre potenze. La socialdemocrazia (unica forza di opposizione), fedele ai principi marxisti, restò isolata e alla fine scese a patti con le ideologie nazional-imperialistiche per:

• uscire dall’isolamento
• non prestarsi a gruppi conservatori (nemici interni)
• adattarsi alla situazione esistente
essa fu un’integrazione negativa che si basava su una limitata partecipazione della classe operaia e una legislazione sociale avanzata a non comportava prezzi politici per la classe dirigente.

6. I conflitti di nazionalità in Austria-Ungheria
Era un paese agricolo più povero della Germania e della Francia ma con alcune isole industrializzate. Lo sviluppo economico, la vitalità culturale e lo sviluppo dei partiti di massa si opponevano all’immobilismo del sistema politico e la struttura tradizionale delle province contadine (Chiesa e grandi proprietari). Le tensioni tra i vari gruppi etnici (ungheresi, austriaci, slavi, rumeni, ruteni, italiani…) logoravano il paese che era tenuto unito solo dalla corona, dall’esercito e dalla burocrazia. Nel 1876 la monarchia asburgica scese a compromessi con il gruppo magiaro (più forte). Tra ‘800 e ‘900 ci fu una crescita dei movimenti nazionali che volevano l’indipendenza e contro il centralismo imperiale:
• I più irrequieti erano gli slavi che erano stati sacrificati dal compromesso e avevano tradizioni politiche e culturali più solide.
• il movimento dei giovani cechi era contro la germanizzazione del governo
• gli slavi del Sud si opposero al dominio ungherese
• i magiari volevano la totale autonomia anche doganale e dell’esercito.
Si pensò di trasformare la monarchia in trialistica staccando anche gli slavi del Sud sostento fortemente da Francesco Ferdinando ma questa soluzione si scontrava con gli ungheresi, i serbi e i croati (appoggiati dalla Serbia) che volevano una Stato slavo unico e indipendente. Da ciò sarebbe scoppiata la guerra.

7. La Russia fra industrializzazione e autocrazia.
La Russia si reggeva su un sistema autocratico ed i successori di Alessandro II fallirono nei tentativi di occidentalizzare le istituzioni. Vennero ridotti i poteri degli semsvo (autogoverno locale e punto di riferimento per borghesia ed aristocrazia) e venne rafforzato il controllo sulla giustizia e l’istruzione e si allargavano le vessazioni contro gli ebrei. Vitte (ministro delle finanze) aumentò il sostegno dello Stato alla produzione nazionale:
• inasprendo il protezionismo e aumentando gli investimenti
• incoraggiando l’afflusso di capitali stranieri (elevati profitti)
l’industrializzazione risultò calata dall’alto. La classe operaia concentrò in alcune zone e rimase isolata. Lo sviluppo industriale, quindi, non cambiò la società e l’agricoltura era ancora molto arretrata, inoltre c’era sovrabbondanza di manodopera e un forte analfabetismo e mortalità infantile. Per questi motivi aumentarono le tensioni politiche e sociali: agitazioni nelle campagne, opposizioni liberali, atti terroristici, scioperi nell’industria e tra i ceti popolari si diffusero correnti rivoluzionarie. La classe operaia era influenzata dal Partito socialdemocratico (proletariato industriale) tra i contadini il Partito socialista rivoluzionario (anarchici e populisti) che voleva un socialismo agrario legato alle tradizioni russe.

8. La rivoluzione russa del 1905.
La Russia nel 1904 entrò in guerra col Giappone che aumentò i prezzi e fece salire la tensione sociale. A Pietroburgo un corteo si diresse verso il Palazzo d’Inverno guidato dal papa ortodosso chiedendo maggiori libertà politiche e interventi per alleviare i disagi delle classi popolari. Ma venne accolto a fucilate (domenica di sangue) e scatenò agitazioni e ammutinamenti e la Russia visse uno stato di semianarchia. In molti centri sorsero nuovi organismi rivoluzionari, soviet formate da rappresentanti del popolo elette a lavoro e continuamente revocabili (ispirate alla Comune di Parigi democrazia diretta). Quello di Pietroburgo assunse la guida del movimento e prese il potere in tutta la Russia. Lo zar promise libertà politiche e istituzioni rappresentative e organizzò punizioni contro i rivoltosi e ristabilì l’ordine. La Duma (assemblea rappresentativa) fu eletta a suffragio universale ma privilegiava i proprietari terrieri ma venne sciolta poco dopo perché poco governabile (ali estreme) quindi il governo modificò la legge (1 proprietario = 500 operai) e riuscì ad ottenere un’assemblea più gestibile. Con ciò la Russia tornò ad essere un regime assolutista. Il conte Stolypin fu il principale artefice della restaurazione che represse ogni opposizione politica. Esso dissolse la struttura comunitaria del mir: i contadini poterono uscire dalle comunità di villaggio e diventare proprietari della terra che coltivavano. Stolypin voleva creare una piccola borghesia rurale che assicurasse modernizzazione economica e stabilità politica ma il progetto riuscì solo in parte (alcuni si trasferirono nelle città ed altri andarono a formare il ceto dei contadini agiati).

9. Verso la prima guerra mondiale.
La politica aggressiva dell’impero tedesco fece nascere nuove tensioni. I principali punti di scontro erano:
1. il Marocco che era l’ultimo Stato africano ancora indipendente e voluto dalla Francia e dalla Germania. Grazie alla solidarietà degli alleati la Francia riuscì ad ottenerlo e la Germania ottenne una striscia del Congo (francese).
2. i balcani: la rivoluzione dei giovani turchi (sconvolgimento interno dell’Impero ottomano) composta da intellettuali e ufficiali che volevano la trasformazione dell’Impero in una moderna monarchia costituzionale. Dopo una marcia degli ufficiali che chiedevano la costituzione fu avviato un processo di modernizzazione ma non riuscì a risolvere i problemi con i popoli europei. L’accentramento amministrativo accentuò le spinte indipendentiste per allontanare la presenza turca in Europa. Di questa crisi interna ne approfittò l’Austria-Ungheria per annettere la Bosnia e l’Erzegovina (assegnate al congresso di Berlino) che inasprì i rapporti con la Serbia (che voleva unificare gli slavi del Sud) e con la Russia (protettrice della Serbia). L’Austria appoggiata dalla Germania riuscì a far accettare il fatto. Ma la triplice alleanza ne uscì indebolita (l’Italia subì l’iniziativa senza ottenere nessun compenso come stipulato). Con l’occupazione dell’Italia in Tripolitania nacque la guerra con la Turchia che venne sconfitta e Serbia, Montenegro, Grecia e Bulgaria sconfissero l’Impero ottomano che perse tutti i territori in Europa e nacque l’Albania (volto da Austria ed Italia per impedire lo sbocco sul mare della Serbia). Ma al momento della spartizione degli Stati l’alleanza si ruppe e la Bulgaria (non giustamente ripagata) attaccò Grecia e Serbia che si allearono con la Romania e la Turchia. La Bulgaria venne sconfitta e dovette restituire i territori.
Queste guerre agirono a sfavore degli imperi centrali:
- l’impero turco (maggiore alleato) e la Bulgaria (legato alla Germania e all’Austria) furono estromessi dall’Europa
- la Serbia (vs austro-ungheria) si era rafforzata.
Ma l’equilibrio in Europa era molto precario.

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