Europa Moderna tesina

Tesina sull'Europa tra decadenze e rinascite: geografia, storia, arte, letteratura, mappa concettuale per tesina.

E io lo dico a Skuola.net

2 maggio 2013 alle ore 8.59

La letteratura romantica è il prodotto di una fase espansiva della borghesia e di una partecipazione attiva si artisti e letterati che coinvolti direttamente nelle vicende delle strade necessitano di raccontarli, quella naturalista invece è il risultato di una fase che vede crescere l'estranietà degli intellettuali, i quali non riconoscendosi nel periodo vissuto si limitano a descriverlo.
Sia sotto l'aspetto della vita e delle opere gli artisti del XIX secolo potrebbero essere considerati i continuatori dell' Illuminismo e del Rinascimento. Come spesso accade infatti, i temi artistico-letterari possono essere fortemente influenzati de vicende storiche che siano state recenti o meno. Dal passato si recuperano anche i valori e i modelli poetici e visivi spesso interpretati e rappresentati adeguandoli allo spirito del propio tempo.

Il classicismo qualifica l'ammirazione per la cultura antica, greca e romana, nel Rinascimento ebbe carattere filologico letterario e etico, in Francia e in Italia con i suoi canoni di razionalità, chiarezza e semplicità era perfettamente adeguato agli ideali illuministici e durante il periodo romantico italiano la tradizione classica è sempre viva e tenace e con l'affermarsi del Realismo e del Decadentismo assume: nel primo virilità, etica e patriottismo e simbolico,morboso,sensuale e paganeggiante nel secondo.
L’Affermazione dell’Europa come il centro del mondo è stata determinata da quelle vicende che hanno caratterizzato l’inizio dell’Età Moderna,a partire dal XV secolo infatti le nuove conoscenze hanno dato inizio a quel processo che consentì alle maggiori naz.ioni europee di conquistare ed espandersi sia politicamente che culturalmente su tutti i continenti,fino a culminare nel XIX e XX secolo con l’epoca dell’Imperialismo.A Partire dalla seconda metà del XIV fino al XVI si sviluppa il Rinascimento, periodo artistico – culturale che aveva come ideali le correnti dell’umanesimo,
quest’ultimo rappresentò un momento di grande fioritura artistica , dove artisti , letterati e studiosi, avevano definito una nuova visione del mondo , antropocentrica letteralmente “ L’uomo al centro dell’universo”.
Mentre nel resto d’Europa andavo sempre più consolidarsi le monarchie nazionali in Italia invece si affermavano semplici stati regionali, guidati da potenti famigli aristocratica come gli Sforza a Milano e i Medici A Firenze.
Il meridione d’Italia dopo anni di contesa tra la dinastia Francese degli Angiolini e quella spagnola degli Aragonesi, venne unificato nel Regno delle due Sicilie nel 1454 sotto la corona d’ Aragona.
Gli stati della penisola italiana diventavo sempre più politicamente deboli ma dal punto di vista culturale, Firenze, Roma e Venezia restavano i maggiori centri d’arte. Fondamentale fu soprattutto la revisione delle opere Classiche e Latine, gli umanisti fecero rivivere bella poesia i miti della Grecia antica, i pittori trassero da queste favole mitologiche i soggetti per i dipinti destinati ad ornare le ville rinascimentali.
La primavera di Sandro Botticelli è la più celebre allegoria mitologica, il dipinto di notevoli dimensioni raffigura le dea Venere, al centro della composizione, che nel clima culturale Umanistico non significava soltanto la bellezza terrena, ma era anche la forma visiva del bene, dell’amore come cultura e civiltà.
L’invenzione della stampa, nell’ Europa del XV secolo fu fondamentale per la diffusione delle nuove conoscenze di lettere, arte, storia scienza geografia e e proprio quest’ultima esercitò un inequivocabile interesse:
La modernità del primo Cinquecento consiste sostanzialmente nel consolidarsi di un sistema stabile di relazioni internazionali tra Stati e che ciascuno di essi si impone all’ interno dei propri confini con regole ben precise e di contenere i contrasti interni alimentati da signori feudali e strutture ecclesiastiche tipiche del Medioevo. La modernità inoltre, consiste nella capacità di valorizzare il proprio territorio allo scopo di assoggettarne altri.
A partire dal XV secolo infatti le nuove conoscenze e il progresso tecnologico hanno dato inizio a quel processo che consentì alle maggiori nazioni europee di conquistare ed espandersi sia politicamente che culturalmente su tutti i continenti, fino a culminare nel XIX e XX secolo con l’epoca dell’Imperialismo.
L’invenzione della stampa, nell’ Europa del XV secolo fu fondamentale per la diffusione delle nuove conoscenze di lettere, arte, storia scienza geografia e proprio quest’ultima esercitò un inequivocabile interesse:
Il Mar Mediterraneo era stato sotto il controllo dell’Impero Romano d’Oriente,il quale era riuscito a sopravvivere anche dopo la quarta crociata a Costantinopoli. Lo stato Imperiale per oltre due secoli aveva continuato ad esistere dapprima con la formazione degli Stati latini d’ Oriente e in seguito era tornato alla sua antica denominazione di Impero Bizantino. Tuttavia la forza economica dello Stato era di fatto in mano alle Repubbliche marinare di Genova e Venezia,le quali si erano impegnate nella difesa dell’antico impero sino alla sua caduta avvenuta nel 1453.
L’occupazione e il definitivo controllo da parte dell’impero Turco Ottomano, spinge perciò ad un notevole interesse geografico a causa della conseguente chiusura delle rotte commerciali verso est, vennero ritenute fondamentali le nuove conoscenze di navigazione;nacque l ‘ epoca delle grandi esplorazioni, in particolare la circumnavigazione dell’ ‘Africa di Bartolomeo Diaz nel 1487 e con lo sbarco di Cristoforo Colombo nel 1492 e la definitiva scoperta del nuovo continente nel 1499 con Amerigo Vespucci,esploratore italiano al servizio della Spagna. Egli inoltre dette un resoconto dettagliato della nuova terra e da cui ne ricavò il nome:America.
Alla fine del XV sec. l’Italia divenne nuovamente terra di invasioni e scontri da parte delle monarchie francesi e spagnole:le guerre d’Italia durate della durata di circa un cinquantennio 1494 al 1544 con brevi periodi di tregua.
Lo scattare della prima guerra si ebbe con la discesa del re di Francia Carlo VIII al comando di 30.000 uomini ben armati attraversò la penisola fino a raggiungere Napoli. La sua discesa fu travolgente:Ludovico il Moro approfittò della situazione per eliminare il nipote ed ereditare così lo scettro del ducato di Milano, a Firenze vennero cacciati i Medici e proclamata la repubblica,i Baroni del regno di Napoli non esitarono a tradire la corona del regno d’Aragona e a schierarsi con i nuovi arrivati cosicché Carlo VIII occupò per un po’ di tempo la città, ma temendo di rimanere bloccato in Italia,a causa di una lega che sembrava essersi formata contro di lui, tornò in Francia dove morì nel 1498.
Già l’anno dopo venne intrapresa la seconda guerra, dal nuovo sovrano Luigi XII re di Francia nel 1499 con la conquista di Milano i Francesi si mossero nuovamente verso Napoli fino a conquistarla nel 1501, tuttavia il persistere del conflitto volse al favore degli Spagnoli nella battaglia del 1503 nei pressi del fiume Garigliano.
Nel 1508 fu lo stato della Repubblica di Venezia a subire un nuovo attacco questa volta da parte del Sacro Romano Impero con Massimiliano I d’Asburgo, Venezia subì così una dura sconfitta ad Agnadello nel 1509, fortunatamente riuscì a sopravvivere grazie ad una serie di atti diplomatici e nuovi cambi di alleanze tra stati, i quali portarono a restare isolata, la Francia.
Tra il 1510 e il 1514 la coalizione antifrancese restaurò il potere di Medici a Firenze e quello degli Sforza a Milano con Massimiliano figlio di Ludovico il Moro,tuttavia nel 1515 il nuovo re di Spagna,Carlo d’Asburgo assunse diversi titoli grazie ad una accurata politica matrimoniale delle generazioni precedenti. Carlo V d’ Asburgo con la corona di Spagna, d’Austria ,il titolo di Sacro Romano Imperatore, Napoli, Sicilia, Sardegna,Fiandre e Paesi Bassi, aveva di fatto accerchiato totalmente la Francia, per cui la tensione con Francesco I re di Francia non poteva che essere alimentata.
Nel 1521 Carlo V attraversava un momento difficile:lo scontro dottrinale tra protestantesimo e cattolicesimo di cui Carlo stesso se ne considerava il principale difensore. Francesco I approfittò della situazione alleandosi con Venezia e la Svizzera attaccando su due fronti verso est dalla Navarra e verso ovest dalla Lombardia. L‘esito del conflitto volse al favore degli Spagnoli i quali questa volta inflissero una durissima sconfitta ai Francesi nella battaglia di Pavia nel 1525.
L’assetto geo-politico della Penisola italiana era soggetto a mutamenti continui come descritto da Machiavelli nell’opera il Principe ,nessuna autorità era riuscita a farsi veramente valere << Dovete dunque sapere come sono dua generazioni di combattere: l’ uno con le leggi, l ‘ altro, con la forza: quel primo e’ proprio dell’ uomo, quel secondo delle bestie: ma perché el primo a volte non basta. Conviene ricorrere al secondo. Pertanto a uno principe è necessario sapere bene usare la bestia e lo uomo […]. Sendo adunque uno principe necessitato … debbe di pigliare la golpe et il lione (la volpe e il Leone ovvero ricorrere alla diplomazia e alle armi.) >>. La penisola divenne teatro di guerra degli eserciti imperiali, spagnoli e francesi; tra il 1521 e il 1544, vennero intraprese infatti ben altre quattro guerre! Tutte o quasi interamente volto a favore di Carlo V.
L’esito della vittoria Ispano-Tedesca e la pace di Crepy del 1544 fu totalmente ai danni dell’Italia, la quale perse autonomia in quasi tutto il territorio, alla Spagna venne riconosciuto il possesso del Mezzogiorno ( Napoli, Sicilia , Sardegna) e del Ducato di Milano.
Il XVI sec. Può essere considerato da diversi punti di vista:
la visione illuminista della cultura rinascimentale di cui gli uomini del XVII e XVIII sec. se ne sentivano eredi;
nella visione romantica e risorgimentale italiana è stato ricordato soprattutto come l’inizio della decadenza della Penisola;
Nella visone contemporanea ,il XVI secolo è considerato come il primo assetto di formazione dell’Europa moderna considerando le scoperte in ogni campo, per le relazioni internazionali e per le proporzioni dei conflitti che videro la fine , definitivamente soltanto nel 1559 con la pace di Cateau-Cambrésis.
Tali guerre possono essere considerate come il primo conflitto a livello mondiale in quanto le dimensioni dei contendenti sono imponenti: Carlo V estende un dominio che va dal mare del Nord alle soglie dell’Africa e dall’Italia all’ America;le dimensioni dell’Impero Ottomano erano veramente sproporzionate( dal Mar Nero al Sahara, dall’ Egitto al Marocco); tanto che lo spazio strategico è paragonabile a quello delle guerre mondiali del ventesimo secolo: sono infatti coinvolte la Francia, l’Italia, Austria, Balcani,Germania e Europa del Nord e l’ Africa Settentrionale. Questi conflitti ne hanno fatto un lungo periodo drammatico in Italia anche in altre parti del Mediterraneo, con contrasti ideologici di vario tipo a causa soprattutto delle debolezze politico-militari nel caso degli stati italiani basati quasi del tutto sull’ assoldamento, quasi esclusivamente di truppe mercenarie; eppure Firenze, Milano,Roma,Venezia e l ‘intera area Padana restavano i maggiori centri culturali europei; architettura ,pittura e scultura civile religiosa, è carica di contenuti considerati altamente spirituali e strutturati come la Gioconda , la Cappella Sistina , Basilica di San Marco e il Duomo Di Firenze. Tra gli artisti più noti si ricordano Raffaello Sanzio, Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci, in particolare uno dei soggetti più ricorrenti della pittura era il ritratto, simbolo dei soggetti immortalati di prestigio sociale.
In letteratura un genere assai congeniale e una rivisitazione moderna di esso erano i temi cavallereschi con capolavori come l’ Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, mentre la più forte espressione di commedia teatrale si poteva trovare nella Mandragola di Machiavelli. Francesco Guicciardini diplomatico fiorentino nella sua opera Ricordi riprende il tema cavalleresco ma sulla linea contemporanea delle guerre d’ Italia del 1494. La battaglia del Garigliano è infatti descritta e interpretata storicamente come uno dei primi declini dei cavalieri antiqui, e in particolare racconta la decadenza della virtù e dell’eroismo signorile della competizione delle armi bianche,andatasi sempre più a sostituire con quella dei cannoni e delle varie artiglierie da fuoco. Si considerava ciò da un punto di vista dispregiativo all’epoca era ancora infatti ancora considerato infido da molti combattere un nemico da lontano e a riparo da ogni attacco nemico, mentre in ambito socio-politico l’impiego di tali strumenti è ricollegabile alla formazione degli stati nazionali,poiché soltanto le grandi potenze monarchiche o imperiali potevano essere in grado di sostenere le spese per fabbricare o acquistare le armi da fuoco come descritto dallo stesso Guicciardini: <<innanzi al 1494 erano le guerre lunghe, le giornate non sanguinose , e modi dello espugnare terre lenti e difficili;e sebbene erano già in uso le artiglierie, si maneggiavano con così poca attitudine che non offendevano molto: in modo che, chi aveva uno Stato, era quasi impossibile che lo perdesse vennono i Franzesi in Italia e introdussero nelle guerre tanta vivezza : in modo che in sino al ’21 perduta la campagna , era perduta lo stato…Procedeva allora da non avere bene gli uomini l’arte de l’offendere, ora procede dall’ avere bene l’arte del difendere>>.

Verso alla fine del XVI secolo, in Italia si assisteva oltre che al tramonto della cultura rinascimentale anche ad una forte decadenza economica causata oltre che dal declino dei commerci mediterranei, dal dominio spagnolo, situazione che continuò a peggiorare nel XVII sec., anche per via delle carestie e delle epidemie, ben raccontate due secoli dopo da Alessandro Manzoni nel celebre romanzo storico “I Promessi Sposi”.
Le corti dell’epoca avevano come riferimento Versailles la reggia del re di Francia Luigi XIV il Re Sole tipica dell’epoca denominata “Ancienne Regime” che terminerà con l’avvento dell’ Illuminismo e la conseguente Rivoluzione Francese seguita dell’egemonia napoleonica.
Completamente opposta allo stile eccessivo del barocco e del rococò , l’arte e l’architettura neoclassica si dedica a temi greco-romani .
La scultura prese come modello le copie romane degli originali greci da cui riprese la figura umana come ideale di bellezza e di equilibrio armonico. Furono perciò determinanti i modelli di riferimento come la Venere de Medici per realizzare la Venere Italica di Antonio Canova; lo stile Impero rispecchia gli ideali e le ambizioni del periodo Napoleonico , gli archi trionfali sono infatti appositi imitazioni dei monumenti della Roma antica come l’Arco di Costantino e di Tito. Nell’arco della Pace di Luigi Cagnola il modello per il Carro trionfale venne tratto dalle antiche monete romane poiché questi gruppi bronzei sono ormai scomparsi da tempo dai monumenti antichi.
Il Neoclassicismo prende come modello la simmetria e l’armonia dell’arte classica ma con le differenze della composizione finale poiché si realizza l ‘esaltazione della componente emozionale.
Nonostante derivi i propri ideali dal pensiero illuminista , è stato spesso affermato che il Neoclassicismo avrebbe di fatto compiuto un operazione assolutamente contraddittoria poiché sembra negare assolutamente i valori poetici ed espressivi, valori che durante il periodo del risorgimento sono stati fortemente recuperati dalla corrente del Romanticismo.
Nel XIX secolo l’artista e intellettuale romantico si sente parte integrante della natura. Esaltandone la lirica attraverso la passione fino ad arrivare al concetto di sublime. Tra gli aspetti più caratteristici del periodo romantico è presente l’interesse per i temi medievali in corrispondenza con i valori risorgimentali patriottici poiché diversi popoli, traevano le proprie origini nazionali proprio da quei secoli remoti , evadendo anche verso le dimensioni soggettive della fiaba e della fantasia.
Nel corso del XIX secolo il progresso provoca delle contraddizioni , in quanto viene messo in discussione il vantaggio della tecnologia, essa infatti sembra sacrificare la parte spirituale dell’uomo. Da questo contesto vengono fuori, nella seconda metà del secolo le correnti naturaliste e simboliste.
Le origine dei movimenti sono riconducibili agli anni 1830-40, in un ambito dove intellettuali artisti che vivevano a Parigi si mescolano con persone di differente posizione e ceto sociale, poiché ciò che accumuna tutti è lo stile di vita libero e anticonformista e di evidente natura romantica.
La pittura simbolista assume suggestioni di natura romantica crepuscolare e decadente liberando forme artistiche che trascendono e rinnegano fortemente la cultura realistica e accademica tipica dell’Ottocento trattando figure legate all‘ universo misterioso dei simboli, del sogno e delle allegorie, Gustav Moreau ne è forse il massimo esponente, per l’atmosfera favolosa ottenuta dal particolare utilizzo di colori e per i temi tratti dalla Bibbia e dalla mitologia.
La letteratura romantica é il prodotto di una fase espansiva della borghesia e di una partecipazione attiva di a artisti e letterati che coinvolti direttamente nelle vicende , necessitano di raccontarli, al contrario quella naturalista è il risultato di una fase che vede invece crescere le estraneità degli intellettuali,che non riconoscendosi nel periodo vissuto si limitano a descriverlo.
Sia sotto l’aspetto della vita e delle opere , gli scrittori del XIX sec. possono essere considerati i continuatori del Rinascimento e dell’Illuminismo:
Come spesso accade i temi artistico - letterari possono essere fortemente influenzati da vicende storiche che siano state recenti o meno al proprio tempo. Dal passato si recuperano anche i valori e i modelli artistici spesso interpretati e rappresentati adeguandoli allo spirito del proprio tempo.
Il classicismo qualifica l’ammirazione per la cultura antica greca e romana, nel Rinascimento ebbe carattere e filo logico letterario ed etico, in Francia e in Italia con i suoi canoni di razionalità, chiarezza e semplicità era perfettamente adeguato agli ideali illuministici e durante il periodo romantico italiano la tradizione classica è sempre viva e tenace e con l’affermarsi del realismo e del decadentismo assume: nel primo, virilità, etica e patriottismo e simbolico, morboso, sensuale e paganeggiante nel secondo.
In campo letterario, il Naturalismo e il Simbolismo sono le due tendenze dominanti la seconda metà del XIX secolo, le quali riflettono il pensiero e le condizioni di vita delle varie popolazioni durante l’affermazione della civiltà industriale e dell’Imperialismo.
In Europa la stagnazione economica del 1873-1896 affiancata dalla cultura positivista aveva di fatto spinto la civiltà verso nuovi orizzonti e l’ultimo decennio del XIX sec. è caratterizzato da una nuova ripresa economica, amplificata da un continuo progresso tecnologico, seguito dall’intensificazione dei trasporti e dall’espansione coloniale.
Il Colonialismo assume di fatto ideologie sempre più vicine al razzismo e all’estremo Nazionalismo ovvero che la conquista di nuovi territori sia necessaria per la difesa degli interessi politici, nazionali e razziali. Lo sviluppo economico è accompagnato così dalla crisi della coscienza europea, tale da investire e cambiare l’intera cultura, in ambito filosofico, riemergono la spiritualità e l’irrazionale, in ambito letterario l’interesse per il Simbolismo porta al fenomeno di Decadentismo.
Il Decadentismo è una vasta corrente artistica e letteraria di fine ottocento, il termine”decadente” venne inizialmente utilizzato dai critici per indicare lo stile di vita di alcuni intellettuali sempre più vicini al degrado popolare “la ricerca di un senso nascosto della vita e delle cose” è il tema principale del Simbolismo e del Decadentismo, i Fiori del Male di Charles Baudelaire, molto criticata all’epoca, è considerata l’opera che dette inizio alla poesia moderna, essa infatti sceglie un linguaggio sempre più specifico e raffinato ma anche dai contenuti forti.
Il significato di un opera decadentista è spesso di difficile interpretazione, contenuto e forma sono infatti il risultato di una specifica ricerca linguistica definita dallo stesso Gabriele d’Annunzio <<amore sensuale della parola >>. Le nuove idee sono perciò il risultato di una percezione delle cose da una prospettiva diversa, essendo lo stesso autore a trascendere dalle realtà più comuni.
L’individualità è alla base della concezione del poeta Vate cioè quella di una figura eroica che comprende di dover proseguire per la propria strada .
La visione dell’eroe deriva direttamente dal Romanticismo ma se ne distingue in quanto il senso della bellezza non è più sentimentale come in un tempo ma più profondo e misterioso.
L’Estetismo rappresenta la fase dell’esaltazione massima della corrente, magnificandone i temi principali quali la natura, la donna fatale, e lo sconvolgimento dei sensi.
Questa fase storica è contrassegnata da fondamentali vicende politiche e sociali che a differenza di altre del passato non esplodono in conflitti diretti ma tramano nel buio sono gli anni della cosiddetta “Belle Epoque” durante i quali il benessere economico prodotto dall’espansionismo capitalista dà a tutti l’illusione di vivere nel migliore dei mondi possibili.
Dopo la formazione degli stati Nazionali. Anche in Italia e in Germania , la cultura nel tempo infonde nell’immaginario collettivo i miti del superuomo e di varia natura violenta che rispecchiano l’irrazionalità dei conflitti mondiali .
Il Decadentismo italiano nelle opere di Giovanni Pascoli assume un intimo senso del mistero e nella poetica di Gabriele D’Annunzio le teorie dell’Estetismo e del superuomo sfociano in un esasperato individualismo.
<<Credete voi che ci sia più nobiltà d’animo e di arte ad immaginare in una sola unica donna tutto l’Eterno feminino, oppure che un uomo di spiriti sottili ed intensi debba percorrere tutte le labbra che passano, come le note d’un clavicembalo, finché trovi l’Ut gaudioso?>>
<<Ci sono amori in agonia che si protraggono ancora, per virtù dell’altrui invidia, dell’altrui ammirazione; poiché l’amante disgustato o stanco teme di rinunziare al suo possesso o al suo assedio in favore della felicità di chi potrebbe succedergli.>>
<<Riaccendere l’amore è come riaccendere una sigaretta. Il tabacco s’invelenisce; l’amore anche.>>
Io vorrei che tutti i tuoi sensi fossero chiusi ad ogni altra sensazione che non ti venisse da me. Ella era l’idolo che seduceva in lui tutte le volontà del cuore, rompeva in lui tutte le forze dell’intelletto, teneva in lui tutte le più segrete vie dell’anima chiuse ad ogni altro amore, ad ogni altro dolore, ad ogni altro sogno, per sempre, per sempre.
<<Bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte. Bisogna che la vita d’un uomo d’intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.>> Gabriele D’Annunzio.
C’è da considerare il problema di come collegare la cultura Classica a temi di attualità poiché se fatto in modo relativo è un errore, comporterebbe infatti ad un cedimento rispetto al vero principio di questa causa, ovvero che tale cultura Antica, ne è sempre un riferimento a prescindere dal fenomeno trattato.

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