Genius 5605 punti

L' età giolittiana

In Italia i primi quindici anni del Novecento sono noti come età giolittiana, che prende il nome dal capo del governo di quegli anni, Giovanni Giolitti, un uomo viscido che per mantenere il potere magheggiava e in un modo o nell'altro tornava sempre al potere, un età che fu un periodo importantissimo perché l’Italia divenne una potenza industriale al livello degli altri paesi europei e conobbe lo sviluppo di molti settori economici, cosa che non era mai successa prima nel corso della storia del Regno d'italia. L’artefice di questa crescita economica esponenziale per l’Italia fu Giovanni Giolitti. Giolitti nel 1892 e nel 1893 aveva sostituito Crispi alla guida del paese come primo ministro e in quel breve periodo aveva mostrato la sua profonda convinzione secondo cui di fronte ai conflitti di lavoro lo stato dovesse rimanere neutrale. Lo stato non doveva schierarsi, ma doveva occuparsi di mantenere l’ordine pubblico permettendo agli schieramenti di risolvere i problemi da sé. Giolitti apparteneva allo schieramento della sinistra liberale e fu bravo a prendere atto dei cambiamenti che l’Italia stava subendo e ad agire di conseguenza. Giolitti divenne primo ministro nel 1903 e rimase al potere quasi ininterrottamente fino al 1814. Giolitti diede spesso le dimissioni quando c’erano delle questioni difficili da affrontare e ogni volta dopo poco tempo veniva richiamato all’incarico dai suoi nostalgici. Tutto ciò era anche una mossa voluta da Giolitti per mostrare che senza di lui l’Italia non poteva avere un governo efficace.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove