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La politica di Giovanni Giolitti e la guerra di Libia

Giovanni Giolitti nella sua campagna politica puntò sul lancio del nord Italia, che in poco tempo si tempo si ritrovò più sviluppato rispetto che al Sud. Per questa ragione Giolitti con la sua politica si ritrovò al centro di pesanti accuse che gli furono rivolte da alcuni meridionisti tra cui Salvemini. Gaetano Salvemini accusò Giolitti di aver preso accordi con la mafia per poter tenere sotto controllo il sud Italia. Inoltre gli attribuì il "titolo" di "ministro della malavita".
Giolitti lascia le situazioni scottanti in mano a un prestanome.
Giolitti inoltre appoggiò l'espansione coloniale dell'Italia tanto che dimostrò interesse per la Libia. Il 29 settembre 1911 scoppiò la guerra, con questo conflitto si penso si poter ottenere con facilità la Libia, ma in realtà non fu così. Alla fine però il regno d'Italia ebbe la meglio e Vittorio Emanuele divenne Re di Libia. L'opinione pubblica si divise riguardo a questo conflitto: alcuni credevano che avrebbe portato dei vantaggi, altri no. Questa divisione interesserà anche i cattolici infatti alcuni erano favorevoli perché vedevano nei popoli della Libia una popolazione che si sarebbe potuta evangelizzare senza troppe difficoltà. La Libia si rivelerà però un immenso scatolone di sabbia (dal momento che il petrolio non era ancora conosciuto) questa espressione fu usata da Salvemini.

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