Ominide 413 punti

L’età della destra

Nel 1861 l’Italia era sottosviluppata economicamente e statalmente. A causa di un sistema economico preindustriale e la flotta mercantile per lo più a vela e le basi fragili del nuovo stato. Era giunto all’unificazione politica in tempi brevissimi legittimata dal popolo.
Vi era inoltre presente una sostanziale disparità amministrativa, giuridica, culturale e linguistica. Era diffusissimo analfabetismo e in pochi sapevano parlare l’italiano.

Si occupò di guidare il paese la Destra storica. Gruppo di formato da aristocratici e borghesi liberali, centro-settentrionali. Accomunati dalla fiducia nel libero mercato e nella vigile amministrazione della cosa pubblica.
I loro limite era che rappresentavano una parte della società esigua. A causa del suffragio in vigore in Italia, suffragio censitario sardo, la stragrande maggioranza del ceto medio e le classi più povere non possedevano un seggio. Questo faceva si che gli uomini della Destra avessero una visione molto elitaria della politica. Gli uomini della Destra pensavano che la legittimità ai governanti nascesse dalla condizione sociale e dalla cultura, non dal voto degli elettori. Essi inoltre trattavano le masse popolari con autoritarismo e paternalismo.

All’interno del contesto internazionale l’Italia presentava ancora una posizione debole. Godeva della simpatia di Gran Bretagna, Stati Uniti e Svizzera ma gli altri stati, soprattutto la Francia, non la riconoscevano come uno stato perché creata violando il principio di legittimità.

L’unità non era ancora completa poiché il Veneto, il Trentino e Trieste erano ancora in mano all’Austria, e Roma e il Lazio erano territori del Papa.
l’Italia ottenne il Veneto e il Friuli alleandosi con la Prussia e intraprendendo una guerra contro l’Austria (chiamata terza guerra d’indipendenza). Riconobbe inoltre una grande adesione nell’opinione pubblica. L’Italia fu sconfitta a Custoza e Lissa (1866). L’unico successo fu ottenuto a Bezzecca, che gli permise di aprirsi la strada verso il Trentino ma furono fermato da un armistizio tra Vienna e Berlino che impediva all’Italia di transitare nel Trentino. Gli austriaci cedettero il Veneto e il Friuli ai prussiani, che lo passarono a Napoleone III perché li consegnasse all’Italia.
Il parlamento dichiarò Roma capitale, su iniziativa di Cavour. Cavour professava la laicità dello stato e la separazione fra stato e chiesa (che poteva professare in massima libertà le sue funzioni religiose) ma in altri settori si professava invece un aperto laicismo.
Erano presenti inoltre diverse modalità per rendere Roma capitale. I democratici, Mazzini e Garibaldi, volevano conquistare Roma con un’azione militare e popolare. Mentre i liberali temevano che la Chiesa avrebbe reagito schierandosi con la Francia che avrebbe messo in crisi il paese e la recente unità.

Il Papa rinunciò la proposta di Cavour di rinunciare al suo potere temporale in cambio della garanzia di piena indipendenza della Chiesa. Garibaldi, con l’appoggio del governo, decise di avviare un’impresa con obbiettivo Roma ma difronte alla durissima reazione di Napoleone III il governo si vide costretto a bloccare l’avanzata di Garibaldi attaccando i garibaldini e ferendo Garibaldi stesso.
Napoleone III e l’Italia firmarono la convenzione di settembre (1864) che prevedeva il ritiro dei francesi da Roma in cambio della garanzia che l’Italia avrebbe protetto lo Stato Pontificio da ogni attacco e lo spostamento della capitale da Torino (troppo vicino alla Francia) a Firenze. L’opinione pubblica insorse vedendolo come una rinuncia a Roma. Garibaldi ritentò l’impresa ma fu sconfitto.
Nel mondo cattolico si distinguevano due principali orientamenti in merito a questo argomento:
- Posizione transigente: favorevole a una conciliazione con lo stato, secondo “I cattolici con il papa, i liberali con lo statuto”
- Posizione intransigente: ostile ad ogni compromesso e decisa a difendere il potere temporale del Papa
Il Parlamento d’altro canto approvò:
- Il matrimonio civile
- La soppressione di comunità religiose che non fossero scuole o associazioni
- L’acquisizione da parte dello stato delle proprietà ecclesiastiche.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email