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L’esplorazione dell’ Africa

La vera e propria esplorazione dell’Africa ebbe inizio soltanto all’inizio del XIX secolo. Numerosi erano gli ostacoli che si opponevano alla penetrazione all’interno del continente. Dal punto di vista orografico, l’Africa si presentava come un altopiano molto esteso all’interno e caratterizzato lungo i margini da catene montuose, vere e proprie barriere naturali. I fiumi, che avrebbero potuto rappresentare una facile via di penetrazione non erano navigabili a causa della presenza di numerose casate. Altri ostacoli, praticamente insuperabili, erano il deserto, la foresta equatoriale impenetrabile, il clima e le numerose paludi. Oltre a tutti questi pericoli, esisteva anche presenza di animali feroci e di tribù inospitali se non dedite al cannibalismo.
L’esplorazione dell’Africa iniziò per motivi militari e solo successivamente intervennero missionari ed esploratori e solo in un secondo momento iniziò un vasto movimento di colonizzazione, che purtroppo si macchiò spesso di iniquità e di delitti.
I primi viaggi di esplorazione scientifica furono compiuti dallo scozzese Mungo Park il quale esplorò il bacino del Niger a cavallo del XVIII e del XIX secolo. Morì in combattimento contro alcune tribù nere. Circa 20 anni dopo, Hugh Clapperton, anch’egli scozzese, scoprì il lago Ciad e da Lagos nella baia di Benin si spinse fino a nord con l’intento di esplorare il bacino del Niger. Nel 1827, fu la volta del francese René Caillé. Travestito da mendicante musulmano viaggiò dalla Sierra Leone a Timbuctu e quindi nel Marocco. Fu il primo a portare in Europa notizie della città, nota col nome di “regina del deserto” ma che in realtà era soltanto in villaggio in mezzo al deserto. Più tardi, il tedesco Henrich Bart partì alla volta di Tripoli per attraversare il Sahara e raggiungere Agadez e Kano nel Niger. Dopo aver esplorato il Lago Ciad e raggiunto Timbuctu rientrò in Europa non senza essere scampato più volte alla morte. L’inglese Richard Burton, nel 1858 scoprì il lago Tanganica mentre quattro anni, John Speke scoprì il Lago Vittoria e le rapide con cui il lago si getta nel Nilo. Gli esploratori più conosciuti restano David Livingstone, Henry Stanley, Pietro Savorgnan de Brazza, Vittorio Bottego e Luigi di Savoia, duca degli Abruzzi.
Livingstone era un missionario scozzese. Partendo dalla Città del Capo, percorse tutta l’Africa australe, scoprendo l’alto Zambesi e l’alto Congo. Stanley, un giornalista americano,, inviato alla ricerca di Livingstone che trovò nei pressi del Lago Tanganica. Egli attraversò ed esplorò l’Africa, da est a Ovest. Pietro Savorgnan e Bottego erano due italiani. Per conto della Francia, il primo esplorò il Congo mentre il secondo esplorò il fiume Giuda, in Somalia. L’esplorazione della Somalia ed in particolare del bacino dello Uebi Scebeli fu continuata da Luigi, duca degli Abruzzi che per primo, scalò anche la cima del Ruwenzori.
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