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Energia elettrica e invenzione del motore a scoppio

L'energia elettrica e l'invenzione del motore a scoppio, caratterizzarono la seconda rivoluzione industriale a differenza della prima di cui i protagonisti erano il carbon fossile e le macchine a vapore. Il motore a combustione interna (a scoppio) è quello in cui lo stesso combustibile fornisce la spinta motrice bruciando ed espandendo in uno spazio limitato. Nel 1885, due ingegneri tedeschi, montarono un motore su autoveicoli a ruote, realizzando le prime automobili. Il combustibile usato era un distillato del petrolio chiamato benzina. Nel 1897, un altro ingegnere tedesco, Rudolf Diesel, inventò il motore a nafta che porta ancora il suo nome. Solo nel '900 si produrranno autovetture a motore, veloci e affidabili. L'elettricità era oggetto di studio già nei primi decenni dell'ottocento, ma si trattava ancora di curiosità scientifiche. L'invenzione decisa per lo sviluppo dell'invenzione elettrica fu l'invenzione del filamento incandescente ideata da T. Edison nel 1879. Nacquero così negli '80 in Inghilterra, Francia, Germania, Stati Uniti e Italia le prime centrali termiche (azionati da motori a vapore) e capace di fornire energia elettrica a tutti i quartieri urbani. Di fronte alla crescente domanda di energia elettrica, invece di ricorrere alle macchine a vapore, si ricorse all'energia idrica. Nacquero così le prime centrali idroelettriche.

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