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Elliott Smith e l’iperdiffusionismo



Gabriel De Mortillet ha identificato una successione di industrie litiche del Paleolitico francese.
Tra la fine dell'800 e i primi del 900 inizia a manifestarsi una reazione contraria all’impostazione positivistica, attraverso la ricerca di realtà etniche più che di fasi cronologiche.
Ricordiamo Kossinna che elaborò la teoria dell’identità di cultura e popolo (funzionale alle nascenti ideologie razziali)
La morte di Chierici nel 1886 aumentò il ruolo dominante di Pigorini e al tempo stesso ne determinò un maggiore isolamento perché le sue teorie assunsero accenti irrazionali.
Un’altra figura importante è quella di Paolo Orsi, le cui scoperte hanno fornito un quadro completo dello sviluppo delle comunità indigene in Sicilia dal Neolitico fino alla colonizzazione greca.

Intanto in Germania si sviluppa un filone di studi legato all’ideologia nazista, che intende dimostrare l’origine germanica degli indoeuropei, considerati una razza superiore e per questo dovevano dominare gli altri popoli. Kossinna sosteneva questa impostazione.
In ambito anglosassone, Elliott Smith sostenne l’iperdiffusionismo secondo il quale l’origine di ogni cultura avanzata è il frutto di un unico impulso civilizzatore proveniente dall’Egitto.
Oggi sappiamo che le possibili analogie tra civiltà urbane dell’America precolombiana e quelle dell’Egitto o della Mesopotamia sono conseguenza di una affinità strutturale e di una semplice convergenza dovuta alle esigenze simili.
Gordon Childe per primo ha dato una vera dimensione storica e sociale alla Preistoria. Egli ha coniato gli importanti concetti di rivoluzione neolitica e rivoluzione urbana.