Il dopoguerra in Europa e in Italia

La Grande Guerra ha scatenato una serie di trasformazioni nel quadro europeo che ci mettono decenni ad essere assimilate.

Aumento del ruolo degli Stati: sviluppo dei poteri statali ovunque in Europa. Si affermano modelli di stato democratici e non, intervenendo nella vita della nazione. In Francia e Gran Bretagna i poteri politici riescono a mantenere le forme democratiche portando avanti la nazionalizzazione delle masse in un senso democratico. In tutto il resto dell’Europa (quella centro orientale) lo sviluppo statale reagiste con le affermazioni nazionalistiche e da luogo progressivamente all’affermazione di regimi conservatori, antidemocratici, totalitari. La gran parte dell’Europa tra anni 20 e anni 30 vengono governate da regimi antidemocratici e dittatoriali. In realtà prima con il bolscevismo poi con tutte le varianti del fascismo l’Europa crede che la risposta politica alla grande guerra possa lasciare da parte le tradizioni liberali e democratiche dell’ultimo secolo.

Come rispondere alle trasformazioni e alle esigenze di un mondo che cambia? Ci sono due risposte la prospettiva del mondo bolscevico le prospettive che prenderà il fenomeno del fascismo.
È necessario trasformare le economie: serve meno manodopera, ma smobilitando l’esercito si crea più manodopera, il tasso di disoccupazione cresce. tutti gli stati si trovano in difficoltà a gestire questa situazione.
La repubblica di Weimar (nome dell’impero tedesco) è uno stato democratico e repubblicano ma che si trova stritolato nei meccanismi internazionali (deve pagare a seguito della guerra). La Francia e il Belgio occupano la fonte mineraria tedesca che non potendosi opporre attuano una resistenza passiva. Nel giro di un anno si verifica una forte inflazione che travolge l’economia. Ci sono due problemi: la democrazia non va d’accordo con l’inflazione ed è necessario rimettere in piedi l’economia tedesca.
1929: la crisi economica travolge tutto.

Biennio rosso: Non fotografa la realtà, ma lo stato d’animo complessivo di come l’italia ha pensato quei due anni. L’espressione è ovviamente stata creata da chi rosso non era. Ha un paio di problemi aggiuntivi rispetto l’Europa.
riguarda il trattato di pace: Orlando e Sonnino sono presenti alla conferenza di pace, ma in realtà non hanno una visione complessiva della pace. Vogliono per l’Italia tutto ciò che è stato stabilito dal patto di Londra più la città di Fiume (è una città istriana che ha una conformazione demografica ambigua: il nucleo cittadino era a maggioranza italiana, le campagne a maggioranza slava, nei primi giorni dopo la guerra aveva fatto un plebiscito chiedendo l’annessione italiana). La questione scoppia di fronte alle 2 rigidità, quella di Wilson e quella di Sonnino e Orlando, ma gli italiani se ne vanno dalla conferenza. Tornano alla conferenza ma non ottengono nulla e questo pesa sulla politica italiana perché è la prova che in realtà la classe dirigente liberale aveva fallito.

Il partito socialista ha un boom di iscrizioni e ha la maggioranza alla camera: porta in Italia l’idea della rivoluzione. A livello centrale la forza politica si rifiuta di fare politica, a livello periferico, in molte zone, le amministrazioni socialiste creano delle zone autonome.
Nasce il partito popolare, teoricamente laico ma di ispirazione cattolica guidato da Don Luigi Sturzo e segna l’entrata dei cattolici nella politica. È un partito aperto alle esigenze dei ceti popolari ma non rivoluzionario, vogliono una tassazione più equa. Ideologicamente non è disposto a scendere a compromessi così come i socialisti.
Ci sono poi i vari gruppi liberali che sono però divisi anche se insieme formerebbero la maggioranza.
Se è vero che è ancora forte la contrapposizione tra interventisti e neustralisti c’è una zona politica che tenta di proporre l’esperienza della guerra e dell’interventismo come progetto politico. 23 marzo 1919: nascono i fasci di combattimento, partecipano poco meno di 200 persone e l’idea fondamentale di Mussolini è quella di chiamare a raccolta tutti quelli che si erano riconosciuti nella guerra per far si che questa diventi una forza politica. Sono inizialmente repubblicani a favore di una forte tassazione sui profitti di guerra e mediamente aperti all’emancipazione femminile. Si presentano come una forza rivoluzionaria, ma di li a poco vengono scavalcati da un fatto importante: l’occupazione della città di Fiume guidati da Gabriele D’Annunzio. Dal settembre del 1919 Fiume diventa l’altro polo mondiale della rivoluzione, è la terra dell’utopia e dell’ammirazione.

La nascita del Fascismo
Assemblea di Mussolini del 23 marzo 1919, elaborano un programma fortemente repubblicano, alle elezioni però non ottengono nemmeno un seggio alla camera dei deputati. Lo stesso Mussolini si pone una domanda politica: adesso cosa faccio?
Nel 1920 Mussolini scrive in un articolo che non sa cosa fare ma che vuole fare politica senza pero sapere quale. Tutto il 1920 è un anno in cui quasi nessuno si ricorda dell’esistenza dei fasci di combattimento. Nel settembre a seguito di una protesta sindacale nelle fabbriche (miglioramenti sugli orari del lavoro, del salario,..) questa occupazione viene percepita dall’opinione pubblica nazionale come l’anticamera della rivoluzione. Il punto di svolta avviene a Bologna, dopo le elezioni si insedia la nuova giunta comunale. Il consiglio comunale (socialisti) aveva esposto nella città alcuni manifesti per avvisare i fascisti a non stare per le strade. Una folla arriva sotto il palazzo del consiglio e i socialisti si sentono minacciati e decidono di attaccare la folla uccidendo un consigliere fascista. Nei primi mesi del 1921 tra Bologna, Ferrara e Cremona le organizzazioni fasciste conoscono un aumento di aderenti esponenziale. I consigli comunali di quelle zone avevano cattivi rapporti con i proprietari terrieri ed è grazie a questo che abbiamo una seconda nascita del Fascismo come un incontro tra il movimento fascista e i proprietari terrieri. In quelle zone si incontrano da un lato il Fascismo interventista che rivendica la priorità della patria e dello stato, che vede come traditori chi nega queste idee, e dall’altro gli interessi di alcuni gruppi economici (sono due lati della stessa medaglia perché hanno lo stesso nemico, i socialisti).

All’inizio del 21 esistono due Fascismi: quello originario di Mussolini e quello emiliano legato ai proprietari terrieri e non riconosce Mussolini come l’autentico Fascismo (ras locali: capi tribù, che non riconoscono la figura di Mussolini perché a livello locale sono fortissimi, ma a livello nazionale non hanno voce in capitolo).
Durante l’estate Mussolini cerca di entrare in politica, stipula un patto di pacificazione con il partito socialista. I ras locali si ribellano.
Il Fascismo da movimento si trasforma in partito e i ras riconoscono Mussolini come capo che deve scrivere nello statuto del partito che le squadre d’azione (ras) sono parte del partito.
Alcuni ras avevano fatto simboliche prese di città. Nel 1922 comincia a sorgere l’idea che bisognava portare lo scontro ad un livello più altro e viene convinto a compiere un atto pericoloso: la marcia dei Fascisti su Roma. 3 colonne di Fascisti convergono verso Roma per costringere il re a formare un governo Fascista. Il re e il governo si trovano in difficoltà, se firma l’assedio scoppia la guerra in tutta Italia altrimenti cede al ricatto dei fascisti. Il re non firma l’assedio e chiama Mussolini per affidargli il governo. Il 30 ottobre Mussolini arriva a Roma e forma il nuovo governo formato anche dal re, Vittorio Emanuele che non si opporrà mai al governo Fascista.
La Grande Depressione
La crisi economica scoppiata alla fine del 1929 è vista come una causa dei regimi totalitari europei.
Nell’immediato dopoguerra gli Europei sono debitori degli Stati Uniti, e hanno anche problemi: la produzione è eccessiva per la guerra e dopo peggiora e devono gestire le industrie che producevano armi e rimettere gli ex soldati nel lavoro. La pace porta alla disoccupazione e ad una diminuzione dei consumi.

Negli Stati Uniti avviene il contrario, non hanno mai trasformato la loro industria di pace in un’industria di guerra e in più la loro agricoltura sfama mezza Europa. I flussi di denaro vanno da Est a Ovest.

All’inizio degli anni 20 gli Stati Uniti hanno un enorme potenziale economico e hanno cominciato a sperimentare le prime forme di consumo di massa, ci sono due fenomeni:
Vendita a rate: rafforza la classe media Americana indebitandola allo stesso tempo.
Primo grande sviluppo dell’economia finanziaria: capitalismo che gioca sulle transazioni finanziarie per accrescere se stesso (il capitale è sganciato dal mondo reale dell’economia) e il luogo di questo comportamento è la borsa valori (tassi di cambio e aspettative)

Liberismo: il mercato si autoregola e non esistono autorità che possano controllare il suo andamento. Questo funziona per parecchio tempo perché ci troviamo ancora in una situazione sociale in cui la classe media americana non ha saturato i mercati con i suoi acquisti (lavatrici, automobili,..). La classe media comincia quindi ad allargarsi, consumano e si indebitano, giocano in borsa.
In realtà i problemi erano cominciati anni prima, in agricoltura. Nel 26 l’agricoltura europea era migliorata e quella statunitense (stragrande maggioranza della popolazione americana) sta peggiorando.
Il 24 ottobre la borsa vede un insieme di ordini di vendita (i prezzi crollano). Chi possiede le azioni cerca di venderle in modo da perderle il meno possibile. A prestare i soldi sono le banche. Questa può essere considerata una crisi di sovrapproduzione.
È necessario che al gente ricominci a consumare: Roosevelt attua la spesa pubblica mettendo in piedi una serie di iniziative per l’agricoltura, grandi opere di bonifica.

Per quanto Lenin si rifaccia alla filosofia della storia di Marx, mai nella storia c’era stato un regime storicamente comunista. Quando nel 18 i bolscevichi iniziano ad esercitare il potere in alcune zone della Russia il regime comunista va inventato da zero, non esiste un modello a cui ispirarsi. La convinzione di tutti i bolscevichi è che Marx li ha fatto conoscere la vera storia, ma poi non sanno cosa fare davvero in politica. Uno dei primi problemi che Lenin si trova di fronte è quello dell’economia, non solo perché si moriva di fame ma perché è il problema dei problemi. Lenin si inventa il comunismo di guerra: i bolscevichi devono tenere stretta la presa dove sono, ma le città non producono nulla, è necessario attaccare le campagne. Il comunismo di guerra è l’inizio di quella che viene chiamata guerra contadina (contro le campagne). Le campagne odiano le requisizioni, ma se vincessero i bianchi ci sarebbe un ritorno all’antico regime.
Con la fine della guerra civile si comincia a superare questa economia di guerra.
L’economia russa deve essere ripresa in qualche modo. È possibile pensare il bolscevismo come modernizzazione? Il comunismo è difendere il potere dei soviet nell’unione sovietica.

Per Roosevelt l’unico che può cambiare la situazione americana è lo stato. Tra 1933/35 da il via ad alcuni lavori pubblici finanziati in deficit (spende soldi che non ha) e ciò funziona.
1936: “Teoria generale della moneta” Keins sosteneva che in determinate circostanze le politiche recessive, di diminuzione della spesa, sono fallimentari. È necessario rimettere in circolo denaro anche se lo stato va in deficit.
La politica deve necessariamente intervenire sul mercato.

I totalitarismi


La società moderna a seguito dell’imperialismo e a seguito delle trasformazioni della seconda guerra mondiale ha prodotto organizzazioni politiche che non hanno precedenti nella storia: i regimi totalitari (nazionalsocialismo e bolscevismo).
Accanto ai quei regimi negli stessi anni c’era anche il fascismo, ma era poco conosciute.
La spinta dittatoriale del fascismo era stata sempre frenata dalla presenza di alcune autorità quali la monarchia e l’esercito. Viene inventata una nuova espressione per definire il fascismo italiano: totalitarismo imperfetto. Il termine viene inventato dagli antifascisti italiani quando avevano iniziato ad intuire che questo movimento fascista era qualcosa di nuovo iniziò a definirlo così. Quando lo venne a conoscere a Mussolini piacque questo temine. Il fascismo infatti ha una feroce identità totalitaria. Come è possibile che gli oppositori e i sostenitori approvino questo tema lasciato da parte dalla storiografia?
Se esiste un totalitarismo imperfetto ne deve esistere anche uno perfetto. Dicendo così il concetto di totalitarismo diventerebbe un’idea platonica alla quale i casi particolari avrebbero dovuto rifarsi (non è particolarmente storiografico). Nessuno di questi tre regimi ha un modello ma sono venuti fuori costruendosi il proprio modello da zero.
Si possono individuare delle caratteristiche fondamentali di questi progetti: classicamente le caratteristiche del totalitarismo sono state individuate da due studiosi americani (1965).
Capo carismatico
Ideologia
Sistema di terrore
Controllo totale della violenza
Controllo totale dell’economia
Controllo totale dei mezzi di comunicazione.
Questa categorizzazione ha avuto un grandissimo successo. Ogni caratteristica va specificata al suo totalitarismo. Il fascismo arriva per ultimo a sviluppare certi tratti anche se è il primo che nasce. Il totalitarismo in generale punta alla risoluzione del privato (vita privata) nel pubblico (strutture collettive di regime).

Fascismo: è un movimento politico che ha una sua data di inizio e una sua data di fine ed ha costruito in Italia un regime fondato su una serie di valori. Esiste un secondo fascismo: durante gli anni 20 e 30 in grandi zone d’Europa si sono diffusi dei movimenti politici che esplicitamente si ispiravano al fasciamo (sono esistiti più movimenti fascisti, ma hanno diversi caratteri, cosi come i regimi successivi che sono stati etichettati come fascisti).
Tra i regimi fascisti il più famoso è stato il Nazionalsocialismo. Il regime che ha governato la Germania tra1933 e 1945 viene chiamato Nazismo, in realtà il suo vero nome è Nazionalsocialismo. Questo movimento politico nasce nei primi mesi del 1920 quando un piccolo gruppo di una estrema destra (partito dei lavoratori tedeschi) si trasforma in Partito Nazionalsocialista dei lavoratori ad opera di Adolf Hitler, che riesce ad ottenere un ruolo di leader indiscusso. Costui è nato in Austria nel 1899 e non è mai riuscito a trovare una sua strada (artista, provò due volte l’ingresso all’accademia delle belle arti di Vienna). Nel 1913 scappa dall'Austria a Monaco di Baviera perché non voleva fare il servizio militare, mentre è qui scoppia la prima guerra mondiale. L’esperienza della guerra per quest'uomo è decisiva ed è qui che comincia a trovare una dimensione di esistenza collettiva, fatta di sacrificio, dettata da un grande ideale, la nazione. La sconfitta della Germania lo distrugge e da da subito credibilità alla sconfitta a causa di complotti interni tedeschi da parte dei bolscevichi. Nell’agosto del 1919 torna di nuovo nell’esercito e viene destinato ad un’unità particolare dell’esercito in cui doveva controllare i gruppi più estremisti (spia). Mentre svolgeva questo compito scopre in se stesso una grande capacità oratoria. Entra appunto in questo piccolo gruppo (circa 7 persone), uno dei tanti di estrema destra. È qui che Hitler capisce che la sua vera strada è la politica e in pochi mesi riesce ad ottenere la guida di questo gruppo facendolo diventare partito.

Partito nazionalsocialista: Discorso Nazionale, popolo (prosecuzione dello spirito unitario tedesco)
Socialista (comunità solidale, in grado di superare le differenti classi)
I lavoratori sono la parte più importante.
All’inizio ebbero un po di successo (21/22/23) ma non hanno rilevanza mondiale.

9 novembre 1923: insieme ad altri gruppi Hitler tenta un colpo di stato. Nel giro di alcuni giorni Hitler viene arrestato, subisce un processo ed è questo che lo proietta alle cronache nazionali (5 anni di carcere). In carcere rimane 2 anni e come suo compagno di cella aveva Hess che gli fa da segretario, al quale detto il suo futuro libro. Uscito dal carcere capisce che il colpo di stato non è la giusta strada. Comincia così a fare politica, ispirandosi al movimento fascista italiano, dotato di una squadra SA (una milizia di partito che si occupava di mantenere l’ordine pubblico durante le manifestazioni).
Anticapitalismo: Scoppia la crisi economica e i consensi al partito nazionalsocialista aumentano. Il partito nazionalsocialista riesce inoltre ad intercettare molti voti delle persone deluse (voto di protesta) e di critica e protesta sono anche i manifesti di propaganda.
Antibolscevismo: secondo Hitler la soluzione non sta nel comunismo ma sta nel trovare una soluzione tedesca al bolscevismo.
Antisemitismo: di cui pero non fanno leva per vincere le elezioni.
Queste sono 3 facce dello stesso prisma, a seconda della necessità portano la luce su una o sull’altra faccia. Hitler viene chiamato al potere per una manovra tedesca fra i vari partiti.
L’uscita dalla crisi (non solo economica ma anche politica, morale,..) deve avvenire in una maniera tedesca: fare leva su un concetto tipico tedesco volk (popolo), inteso dai tedeschi come identità in una radice biologica, territoriale, è un concetto emotivo (esiste una comunità solidale fondata su questi caratteri). Opposizione al bolscevismo e al comunismo (pone l’accento sull’individuo e non sulla comunità).

Bolscevismo e capitalismo hanno una radice comune: l’ebraismo (sono loro che hanno creato il male). Hitler riprende quindi una vecchia tematica quella dell’antisemitismo formatasi molti anni prima in Francia.

È necessario ricostruire la Germania: inizialmente segue le orme di Mussolini escludendo dal potere tutti gli oppositori. Vara poi le leggi di Norimberga, due leggi dove Hitler grazie all’opera del ministero della giustizia tedesco pone a fondamento dello stato nazionalsocialista un principio che è l’antitesi di tutta la civiltà europea: da un lato ci sono i cittadini del Reich, dall’altra ci sono gli Stadtsangehoringer (stato in cui le persone non sono giuridicamente della stessa qualità dei primi). La differenza fra questi sta nel diverso sangue che corre nelle vene (quelli di sangue tedesco sono cittadini di pieno diritto, gli altri sono abitanti della Germania che ancora vengono tollerati ma che devono stare al loro posto). Hitler da al diritto un fondamento diverso che è quello del sangue, dell’appartenere biologicamente. La seconda legge vietava qualsiasi contatto con gli ariani.
Con Reich millenario intende la costruzione di una civiltà nuova con caratteri nuovi rispetto all’iniziale Germania.
Ci sono comunque diverse prospettive.
La prospettiva più forte di quando Hitler va al potere è della totalmente si sinistra. È incarnata dalle SA, premeva per una rivoluzione che fosse sociale e anche economica.

Con l’aiuto di un’altra formazione minore (SS) avviene la notte dei lunghi coltelli, tutti i capi delle SA dovevano essere ad un congresso e vengono sterminati.


Gli anni decisivi per un cambiamento in un clima di pace in Europa sono il 35 e il 36.
Nel marzo del 35 Hitler decide di portare le sue truppe nella regione della Rur.
Riporta poi le sue truppe nella zona smilitarizzata del Reno. Francia Inghilterra e Belgio protestano ma di fatto non muovono un dito. Hitler non gioca sulla forza dell’esercito ma su una percezione che si rivela esatta: ne Francia ne Inghilterra sono disposte a cominciare un’altra guerra (politica di appeacement).

Nel 36 si tiene il congresso del Comintern, ciò provoca l’inversione del movimento comunista. Mentre fino ad allora avevano accusato di essere dei fascisti ad ogni movimento comunista, il Comintern chiama tutti i comunisti ad allearsi.
Stalin capisce che la presenza stabile di Hitler in Germania provoca problemi in Europa. Ci sono le elezioni sia in Francia che in Spagna e vincono i partiti popolari (in Spagna scoppia poi la guerra civile). La guerra di Spagna scoppia a causa di un gruppo di militari con una formazione di estrema destra con alcuni militari.
Germania e Italia appoggiano i ribelli( guidati da Francisco Franco), Stalin appoggia i repubblicani.

Hitler intende riunificare i vari tedeschi sparsi. Come primo problema affronta l’Austria. Nel 37 aveva cominciato ad abbozzare dei progetti per una guerra europea e aveva preventivato che una guerra europea sarebbe stata pronta dopo circa 4 anni. Nel febbraio del 38 a seguito di alcuni problemi austriaci con i nazionalsocialisti e viene fatto un referendum per far scegliere agli austriaci se stare con i tedeschi o no. La Germania nel giro di pochi giorni attacca l’Austria che dopo pochi giorni viene ammessa al Reich (diventa il grande Reich).

In Cecoslovacchia c’erano, oltre alle tensioni tra Cechi e Slovacchi anche una regione, quella dei Sudeti, a maggioranza Tedesca. Hitler vuole indietro anche la regione dei Sudeti altrimenti avrebbe attaccato la Cecoslovacchia.
A monaco di Baviera si riuniscono Francia Germania Inghilterra e Italia per discutere della regione dei Sudeti ma mancano Cecoslovacchia e Russia. La regione dei Sudeti viene data in mano alla Germania. Hitler ha la conferma che le altre zone d’Europa non vogliono la guerra. Tutti gli altri ministri tornano nei loro paesi come vincitori. Dall’altra parte c’è la Russia con Stalin, i paesi capitalistici si stanno mettendo d’accordo secondo l’URSS contro di loro, oltre ad aver distrutto tutto l’esercito lo stanno anche per attaccare.

La Seconda guerra mondiale scoppia nel 1923 perché la Germania attacca la Polonia.

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