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-Dopo la Seconda Guerra Mondiale (1945-50)-

Nel 1945 a San Francisco si riuniscono i rappresentanti di 50 nazioni, che, il 26 giugno, approvano lo Statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
L’ONU tiene a Londra nel 1946 la sua prima Assemblea Generale; questa assemblea si riunisce una volta all’anno e raccoglie i rappresentanti dei paesi membri.
Un suo organo fondamentale è sicurezza, composto dai rappresentanti di cinque membri permanenti (USA, URSS, Cina, Regno Unito, Francia) e di dieci membri di altri paesi, eletti per mandati temporanei.
Il Consiglio di Sicurezza ha il potere di prendere decisioni per i paesi membri dell’Onu e può autorizzare l’intervento delle sue forze armate.
L’Onu ha l’ambizione di riproporsi come una sorta di governo mondiale e vuole svolgere un’azione più incisiva della Società delle Nazioni.

La liberazione dal nazi-fascismo e la fine della guerra sono accompagnate da molte violenze, esecuzioni sommarie o assassinii politici.

Le esecuzioni sommarie colpiscono soprattutto gli uomini e molto più raramente le donne; queste invece sono esposte a diverse aggressioni, come gli stupri.
Le violenze fisiche a cui sono esposte le donne sono minori rispetto a quelle degli uomini, per essere invece vengono attuati dei rituali di degradazione: esse vengono rasati a zero, imbrattate sulla faccia, costrette a sfilare in pubblico, vedendo insultate e derise.

In Istria, Gorizia e a Trieste avvengono numerose violenze. Si tratta di azioni effettuate dai membri del movimento partigiano comunista jugoslavo, che giustiziava e gettava nelle foibe, ossia grotte carsiche perpendicolari alle quali si può accedere solo attraverso una stretta imboccatura, diversi militari italiani.
Ciò avvenne in due ondate di violenza:
• la prima ha luogo nel 1943 nell’Istria interna, che era occupata dai partigiani comunisti jugoslavi; in questo caso vengono giustiziati E gettati nelle foibe 500-600 militari italiani.
• la seconda fase ha luogo nel 1945 a Trieste, Gorizia e Fiume, cittadine occupate dalle truppe guidate da Tito.
Qui le vittime delle azioni sono militari della Repubblica sociale italiana, membri non comunisti del CLN, membri della Guardia di Finanza italiana, comunisti italiani che hanno manifestato dissensi nei confronti delle autorità jugoslave e anche semplici civili italiani; tra le vittime vi sono anche sloveni e croati anticomunisti.
Gran parte di queste persone vengono giustiziate in esecuzioni sommarie e i loro corpi vengono occultati nelle foibe; altre persone sono condotte nei campi di concentramento jugoslavi, dove trovano la morte.

Le forze jugoslave attuarono una repressione così violenta perché erano motivate dal desiderio di vendicarsi per l’occupazione nazifascista della Jugoslavia e per il tentativo di italianizzazione dell’Istria, messo in atto dal governo fascista. Tito vuole compiere un’epurazione drastica di tutti i potenziali oppositori del regime comunista informazione. Vi è anche una motivazione nazionalista: si volevano ricostruire e potenziare le identità croata e slovena; si voleva allontanare il più possibile la popolazione italiana dalla regione per poterla a mettere alla Jugoslavia comunista. L’obiettivo venne raggiunto con la firma del trattato di pace di Parigi nel 1947; il trattato assegna l’Istria alla Jugoslavia e la città di Trieste e la zona circostante vengono divise in due parti: la Zona A, che include la città di Trieste, che viene assegnata agli alleati, e la Zona B, a sud di Trieste, che è amministrata dalla Jugoslavia.
Nel 1954 la Zona A venne incorporata nel territorio italiano e quella B nel territorio jugoslavo; questo venne definito col trattato di Osimo nel 1975, siglato dalle due nazioni.
Come effetto di questa suddivisione, avvenne un esodo di italiani che decisero di lasciare l’Istria e di trasferirsi in Italia; questo esodo coinvolse 250.000 persone. Come nel caso dell’Istria, anche altrove avvengono spostamenti causati dai cambiamenti nella carta politica dell’Europa. La trasformazione della carta politica dettata dalle due grandi potenze che erano uscite vincitrici dalla guerra, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica.
Gli Stati Uniti hanno circa 150 milioni di abitanti; la loro economia ha prodotto armi strumenti o risorse per le nazioni alleate; quindi gli USA si impongono economicamente, tanto che al tempo producevano la metà del prodotto interno lordo globale ed erano anche un paese tecnologicamente all’avanguardia. L’unione sovietica, invece, ha circa 200 milioni di abitanti; l’economia sovietica ha retto allo sforzo della guerra, ma non è forte come quella statunitense. La potenza dell’URSS sta nel prestigio morale che il paese si era conquistato nella lotta contro i nazisti; Stalin inoltre può contare anche su un esercito molto determinato.

La riorganizzazione della carta d’Europa dopo la guerra si struttura attorno alla formazione di due blocchi politici principali contrapposti: uno occidentale, guidato dagli Stati Uniti, e uno orientale, guidato dall’URSS.
L’Urss aveva inglobato entro i suoi confini l’Estonia, la Lituania, la Lettonia, la Carelia, la Bessarabia, un lembo di Slovacchia e l’intera Polonia orientale.
Il territorio della Germania venne ridotto di molto ed era diviso in quattro zone: l’area orientale attorno Berlino era affidata all’Urss, mentre quella occidentale era divisa in diverse regioni affidate agli Stati Uniti, al Regno Unito e alla Francia.
Anche la città di Berlino viene suddivisa in quattro zone, una per ciascuna di queste quattro potenze. Ogni spostamento di confine comporta che vengano spostate centinaia di migliaia di persone da una zona all’altra, quasi sempre contro la loro volontà; in particolare, da tutte le aree dell’Est vengono cacciati i tedeschi, che erano circa 12 milioni. Con loro, dall’Est, arrivano anche i reduci dei campi di concentramento, Soprattutto ebrei.

Intanto vengono presi dei provvedimenti contro coloro che avevano causato la guerra. A Norimberga un tribunale militare, composto da giudici delle potenze vincitrici, processa 24 alti dirigenti nazisti, a cui sono attribuiti le imputazioni di crimini contro la pace, di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità. Essi vengono condannati a morte o impiccati.

Un processo analogo si tiene anche a Tokio nel 1946 contro 26 alti dirigenti giapponesi; questi sono condannati a morte e giustiziati. Questo processo è reso possibile dal fatto che il Giappone fino al 1951 è occupato e controllato dagli Stati Uniti.

Vengono intraprese anche delle misure che portino con sé notevoli benefici sul lungo periodo. Nel 1944 venne tenuta a Bretton Woods, negli USA, una conferenza internazionale per definire le modalità dei rapporti finanziari dopo la conclusione della guerra; a questa conferenza partecipano 44 paesi. Venne accolta la proposta dell’economista John Maynard Keynes, secondo la quale i paesi dovevano basare le emissioni monetarie non solo sulle riserve auree, ma anche sul dollaro americano (il quale sostituisce la sterlina inglese come principale valuta).
Inoltre viene costituito l’International Monetary Found (IMF, Fondo Monetario Internazionale), che è un’istituzione finanziaria internazionale che dispone delle riserve finanziarie concesse dei paesi membri; il suo scopo è quello di concedere aiuti ai paesi che sono in grave deficit.
Infine viene fondata la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo, che ha il compito di finanziare la ricostruzione dei paesi che hanno subito danni di guerra o di sostenere l’industrializzazione dei paesi ancora sottosviluppati.

Con il GATT, l’Accordo Generale sulle Tariffe e sul Commercio, i pesi che ne aderiscono stabiliscono le regole generali per favorire gli scambi commerciali.

Venne attuato anche il Piano Marshall, noto come ‘Programma per la Ripresa Europea’, varato nel 1947 e durato fino al 1951.
Il Piano venne elaborato da George C. Marshall, segretario di Stato del governo degli Stati Uniti del presidente Harry Truman; esso prevedeva la concessione di prestiti, in parte gratuiti o in parte a lunga scadenza e a bassi tassi di interesse, ai paesi europei inclusi nel programma di aiuti.

L’inclusione di questo programma era condizionata dall’accettazione dell’alleanza con gli Stati Uniti da una completa adesione alla democrazia e al libero mercato.

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